Birthh Senza fiato
2026 - Carosello Records
“Birth” come nascita, come se in quel nome d’arte, Alice Bisi avesse voluto attribuirsi la nascita di una nuova artista di riferimento nella scena musicale. E ci aveva visto anche giusto. Birthh, infatti, è il nome d’arte della cantautrice toscana Alice Bisi che si avvicina alla musica alla tenera età di sei anni – quando le hanno regalato la sua prima chitarra - per non abbandonarla mai. A aprile ha pubblicato Senza fiato, il suo nuovo album di inediti per Carosello Records, lasciando un segno non indifferente tra le nuove uscite musicali del momento. Non un album di esordio, ma sicuramente di debutto, perché, dopo tre album interamente in inglese che l’hanno messa sotto i riflettori della musica internazionale, si apre a una scrittura completamente in lingua italiana (pur mantenendo alcuni dei titoli in lingua straniera).
Questo quarto album è il racconto di una vita tra New York e l’Italia, una specie di apnea in cui si prova a costruire una nuova identità all’interno di un’epoca dominata da conflitti e incongruenze. Birthh racconta così il suo album: “Senza fiato è l’espressione che racchiude, più di ogni altra, tutte le sfumature della fine dei miei vent’anni. La caotica, disperata, incessante corsa verso il futuro, verso qualche certezza su cui potermi appoggiare, qualcosa che la mia generazione sente sempre più lontana da sé. E mentre corro attraverso continenti, rumori, colori, asfalto duro e giardini delicatissimi, ancora mi emoziono quando guardo un tramonto; rimango coi polmoni pieni di gratitudine per questa enorme microscopica esistenza che ha così tanta bellezza dentro di sé, da lasciarmi senza fiato."
Una vera e propria nuova personalità, quindi, che si articola nelle undici tracce dell’album - a cui si è aggiunto anche l’inedito Più in alto – in uno scenario musicale in cui si incontrano molteplici identità con il cantautorato che incontra l’urban, nato e cresciuto nei sobborghi americani, e l’alternative pop: il risultato è sicuramente originale e non può non lasciare un’impronta tra le nuove proposte musicali italiane. L’immagine di soffocamento e di prigionia che si può percepire in una metropoli come New York, che sovrasta con i suoi tempi caotici, sono quindi ben condensate in questo lavoro, a iniziare dalla prima traccia Jumanji con il suo riferimento all’omonimo film con Robin Williams del 1995. Ma, in questa giungla metropolitana, ci si sente anche piccoli e indifesi, come cantato in Little Rat o nella successiva Terminal che racconta il peso di un saluto ogni volta che l’aereo decolla e lascia a terra gli affetti più cari che ci legano a un posto. In questa successione di brani strettamente personali, si incontrano anche riflessioni dal respiro più ampio che è difficile non condividere, come in Bene (da sola), il cui ritornello diventa un mantra, una ripetizione di cui ricordarsi, perché, per stare bene, non c’è la necessità di essere in due, ma ognuno di noi basta a sé stesso.
Tra le altre tracce di Senza fiato che è giusto menzionare, c’è sicuramente la title track con il suo ottimismo, dove la necessità di rischiare per raggiungere un obiettivo è sinonimo di mantenere sempre acceso quel brivido che ci tiene in vita e ci fa guardare al futuro con speranza. E, infine, l’ultimo singolo Più in alto: una canzone d’amore fresca ed estiva, quasi anticonvenzionale, in cui il ritornello descrive uno scenario catastrofico, perché la paura che qualcosa di bello si rovini prende sempre il sopravvento sui pensieri più ottimisti.
Dopo aver calcato in questi anni i palchi di importanti festival internazionali come il Primavera Sound di Barcellona, l’Home Festival, il nostrano Ypsigrock, e aver condiviso lo stage con PJ Harvey, Mac DeMarco e The Temper Trap, in questo anno Birthh ha portato la sua musica in tutta Italia (Primo Maggio di Roma, MI AMI, Spring Attitude, Artico Festival, Be Alternative e molti altri ancora). Concluderà il suo tour estivo il 2 settembre a Rise Festival di Padova, il 10 settembre al Poplar Festival di Trento e il 20 settembre al Sofà So Good Festival di Torino.
Questo quarto album è il racconto di una vita tra New York e l’Italia, una specie di apnea in cui si prova a costruire una nuova identità all’interno di un’epoca dominata da conflitti e incongruenze. Birthh racconta così il suo album: “Senza fiato è l’espressione che racchiude, più di ogni altra, tutte le sfumature della fine dei miei vent’anni. La caotica, disperata, incessante corsa verso il futuro, verso qualche certezza su cui potermi appoggiare, qualcosa che la mia generazione sente sempre più lontana da sé. E mentre corro attraverso continenti, rumori, colori, asfalto duro e giardini delicatissimi, ancora mi emoziono quando guardo un tramonto; rimango coi polmoni pieni di gratitudine per questa enorme microscopica esistenza che ha così tanta bellezza dentro di sé, da lasciarmi senza fiato."
Una vera e propria nuova personalità, quindi, che si articola nelle undici tracce dell’album - a cui si è aggiunto anche l’inedito Più in alto – in uno scenario musicale in cui si incontrano molteplici identità con il cantautorato che incontra l’urban, nato e cresciuto nei sobborghi americani, e l’alternative pop: il risultato è sicuramente originale e non può non lasciare un’impronta tra le nuove proposte musicali italiane. L’immagine di soffocamento e di prigionia che si può percepire in una metropoli come New York, che sovrasta con i suoi tempi caotici, sono quindi ben condensate in questo lavoro, a iniziare dalla prima traccia Jumanji con il suo riferimento all’omonimo film con Robin Williams del 1995. Ma, in questa giungla metropolitana, ci si sente anche piccoli e indifesi, come cantato in Little Rat o nella successiva Terminal che racconta il peso di un saluto ogni volta che l’aereo decolla e lascia a terra gli affetti più cari che ci legano a un posto. In questa successione di brani strettamente personali, si incontrano anche riflessioni dal respiro più ampio che è difficile non condividere, come in Bene (da sola), il cui ritornello diventa un mantra, una ripetizione di cui ricordarsi, perché, per stare bene, non c’è la necessità di essere in due, ma ognuno di noi basta a sé stesso.
Tra le altre tracce di Senza fiato che è giusto menzionare, c’è sicuramente la title track con il suo ottimismo, dove la necessità di rischiare per raggiungere un obiettivo è sinonimo di mantenere sempre acceso quel brivido che ci tiene in vita e ci fa guardare al futuro con speranza. E, infine, l’ultimo singolo Più in alto: una canzone d’amore fresca ed estiva, quasi anticonvenzionale, in cui il ritornello descrive uno scenario catastrofico, perché la paura che qualcosa di bello si rovini prende sempre il sopravvento sui pensieri più ottimisti.
Dopo aver calcato in questi anni i palchi di importanti festival internazionali come il Primavera Sound di Barcellona, l’Home Festival, il nostrano Ypsigrock, e aver condiviso lo stage con PJ Harvey, Mac DeMarco e The Temper Trap, in questo anno Birthh ha portato la sua musica in tutta Italia (Primo Maggio di Roma, MI AMI, Spring Attitude, Artico Festival, Be Alternative e molti altri ancora). Concluderà il suo tour estivo il 2 settembre a Rise Festival di Padova, il 10 settembre al Poplar Festival di Trento e il 20 settembre al Sofà So Good Festival di Torino.
