Atom Lux Kamikaze Butterfly
2026 - Argonauta Records
Esiste un immaginario distopico che abbia una formica come protagonista? Sì, e lo mette in musica Atom Lux (aka Lucio Filizola) nel nuovo EP Kamikaze Butterfly uscito via Argonauta Records.
Ci sono già canzoni che trattano di alienazione dell’essere umano, di algoritmi che controllano il nostro gusto, di fascinazioni orwelliane et similia, ma l'autore trova una chiave originale e surreale, come d’altronde fa nella scelta del vestito sonoro che cura meticolosamente da polistrumentista curioso, nel singolo apripista Zombie Ant Fungus Strike. È un pezzo che parla di un fungo parassita, che, una volta arrivato al cervello della formica, assume il controllo del sistema nervoso e ne determina il comportamento. " The forest is like a playground/The fungus is having fun/He just got himself a new toy/This party has just begun..."
Questo concetto di insetto-infetto porta immediatamente alla mente Matt Johnson, alias The The, e il disco uscito quarant’anni fa, Infected, nel quale criticava gli aspetti negativi della società made in UK, disco musicalmente eterogeneo ma non patinato per l’epoca, ed è esattamente quanto emerge dall’ascolto non solo del pezzo, ma dell’intero EP degli Atom Lux, nel frattempo diventato una band.
Zombie in realtà parte con un arpeggio di chitarra e un effetto sonoro vocale che catapulta direttamente nel mondo hippy di Crosby Stills Nash & Young di Deja vu, per poi scavallare i decenni e irrobustirsi con un chitarrismo alla Jack White e un pathos crescente.
Tutti gli episodi successivi sono vari, mantenendo una comune matrice rock low-fi con qualità media molto alta; altro pezzo che si lascia notare è la desertica Boötes Supervoids, viaggio cosmico in questo supervuoto alla ricerca di una pace che sulla terra è ormai impossibile.
Ottima prova per un moniker di cui sentiremo ancora parlare.
Ci sono già canzoni che trattano di alienazione dell’essere umano, di algoritmi che controllano il nostro gusto, di fascinazioni orwelliane et similia, ma l'autore trova una chiave originale e surreale, come d’altronde fa nella scelta del vestito sonoro che cura meticolosamente da polistrumentista curioso, nel singolo apripista Zombie Ant Fungus Strike. È un pezzo che parla di un fungo parassita, che, una volta arrivato al cervello della formica, assume il controllo del sistema nervoso e ne determina il comportamento. " The forest is like a playground/The fungus is having fun/He just got himself a new toy/This party has just begun..."
Questo concetto di insetto-infetto porta immediatamente alla mente Matt Johnson, alias The The, e il disco uscito quarant’anni fa, Infected, nel quale criticava gli aspetti negativi della società made in UK, disco musicalmente eterogeneo ma non patinato per l’epoca, ed è esattamente quanto emerge dall’ascolto non solo del pezzo, ma dell’intero EP degli Atom Lux, nel frattempo diventato una band.
Zombie in realtà parte con un arpeggio di chitarra e un effetto sonoro vocale che catapulta direttamente nel mondo hippy di Crosby Stills Nash & Young di Deja vu, per poi scavallare i decenni e irrobustirsi con un chitarrismo alla Jack White e un pathos crescente.
Tutti gli episodi successivi sono vari, mantenendo una comune matrice rock low-fi con qualità media molto alta; altro pezzo che si lascia notare è la desertica Boötes Supervoids, viaggio cosmico in questo supervuoto alla ricerca di una pace che sulla terra è ormai impossibile.
Ottima prova per un moniker di cui sentiremo ancora parlare.