Ash Code Synthome
2025 - SwissDarkNights
#Ash Code#Rock Internazionale#New Wave #Post Punk #Synth-pop, dark-wave, goth, songwriting
Cos’è reale, cos’è inconscio? Identità frantumata o ricostruzione? Gli Ash Code con questo nuovo album Synthome indagano i porti sepolti dell’essere, indossando i loro abiti di pelle nera intrisi di darkwave-tudine, raggiungendo una credibilità e una consapevolezza sonora, declinata in tredici tracce che non hanno filler. Certamente devoti ad alcuni mostri sacri del genere e non solo, tra Xmal Deutschland e She Past Away, dimostrano una ricerca personale che non è mai citazionismo o derivazione.
Synthome s’ispira alla teoria omonima di Lacan, tra i più influenti psicoanalisti francesi del XX secolo, che consiste in un “modo antico di scrivere” per mantenere insieme desiderio e realtà, identità e coscienza: è un concetto che il trio napoletano fa proprio per esperienza e lo manifesta sin da subito nella opener del disco, Cathedrals, che rintocca sinistra, lenta, sospesa per poi aprirsi a una corsa pulsante sotto una linea di basso che muove corde note, e un avvolgente synth che disegna un deserto immaginato:" I venti sussurrano inni che la terra non può custodire/ Gli echi si levano dalla polvere/ Cattedrali di silenzio, costruite sulla ruggine/ Le cattedrali piangono/ Accanto al cielo ardente, i miei segreti custodiscono…"
Synthome via SwissDarkNights arriva dopo una lunga pausa di otto anni, in cui il mondo è cambiato profondamente fuori dagli Ash Code e inevitabilmente dentro di loro: il ciclo inesorabile di morte e nascita li ha colpiti e ha solcato cicatrici, come lascia intendere l'intensa e ipnotica Scar:“Una cicatrice che hai lasciato. Ora sono sbiadito nel tempo…”ma è un tema ricorrente in tutto il full lenght.
Degni di nota sono due ottimi brani come Dancing To The Noise che ti porta direttamente sul darkfloor, come fossi a Berlino in un dj set dell’icona Ellen Allien (con la quale i Nostri pur hanno collaborato), e Living For The Sound che è la disperata affermazione che la musica conta eccome, può ancora salvare la vita se la rispetti, a prescindere dal genere che suoni, perchè determinante è sempre il cuore che poni quando la Nostalgia fa male come una vecchia cicatrice e tu la trasformi in arte pulsante di vita.
Synthome, dunque, ha un ottimo concept, ottime canzoni, ma è il titolo perfetto perché contiene in sé due parole centrali nel mondo wave di Alessandro, Claudia e Adriano...C'è il synth che è strumento cordale dell'album, e home che è la casa accogliente in cui esso si esprime.
Synthome s’ispira alla teoria omonima di Lacan, tra i più influenti psicoanalisti francesi del XX secolo, che consiste in un “modo antico di scrivere” per mantenere insieme desiderio e realtà, identità e coscienza: è un concetto che il trio napoletano fa proprio per esperienza e lo manifesta sin da subito nella opener del disco, Cathedrals, che rintocca sinistra, lenta, sospesa per poi aprirsi a una corsa pulsante sotto una linea di basso che muove corde note, e un avvolgente synth che disegna un deserto immaginato:" I venti sussurrano inni che la terra non può custodire/ Gli echi si levano dalla polvere/ Cattedrali di silenzio, costruite sulla ruggine/ Le cattedrali piangono/ Accanto al cielo ardente, i miei segreti custodiscono…"
Synthome via SwissDarkNights arriva dopo una lunga pausa di otto anni, in cui il mondo è cambiato profondamente fuori dagli Ash Code e inevitabilmente dentro di loro: il ciclo inesorabile di morte e nascita li ha colpiti e ha solcato cicatrici, come lascia intendere l'intensa e ipnotica Scar:“Una cicatrice che hai lasciato. Ora sono sbiadito nel tempo…”ma è un tema ricorrente in tutto il full lenght.
Degni di nota sono due ottimi brani come Dancing To The Noise che ti porta direttamente sul darkfloor, come fossi a Berlino in un dj set dell’icona Ellen Allien (con la quale i Nostri pur hanno collaborato), e Living For The Sound che è la disperata affermazione che la musica conta eccome, può ancora salvare la vita se la rispetti, a prescindere dal genere che suoni, perchè determinante è sempre il cuore che poni quando la Nostalgia fa male come una vecchia cicatrice e tu la trasformi in arte pulsante di vita.
Synthome, dunque, ha un ottimo concept, ottime canzoni, ma è il titolo perfetto perché contiene in sé due parole centrali nel mondo wave di Alessandro, Claudia e Adriano...C'è il synth che è strumento cordale dell'album, e home che è la casa accogliente in cui esso si esprime.