Kind of... Piano Solo<small></small>
Jazz Blues Black • Jazz • Piano solo

Antonio Farao` Kind of... Piano Solo

2025 - Notes Around Ag

24/03/2026 di Vittorio Formenti

#Jazz Blues Black#Jazz

Affascinante è l’aggettivo che meglio sintetizza Kind of... Piano Solo, lavoro di Antonio Faraò, pianista di lungo corso che, dopo anni di collaborazioni a dir poco prestigiose (Shorter, Berg, Lovano, Hancock e molti altri), offre un’opera di piano solo che attrae fortemente.
L’effetto principale procurato dall’ascolto del disco è la netta impressione di avere a disposizione una sintesi della moderna cultura contemporanea del jazz. Per moderna si intende un’eco che va da Monk, passa per Evans e Peterson per arrivare a Tyner e ad Hancock, giusto per dare un’idea. Una sintesi che non è ricapitolazione ma genesi propria, creazione che capitalizza un patrimonio per costruire qualcosa di proprio.

Già dal brano iniziale si colgono le regole del gioco, che funzionano perfettamente. Lo standard di Harry Warren (1942) è proposto in uptempo, pertanto con verve brillante e vivace, con spirito cromatico non stucchevole ma analitico, che esplora tutti i dettagli della trama, intensificata dalla polifonia tra le due mani e dalla conseguente apertura armonica. Un vero e proprio aperitivo di classe ad invito per il resto dell’incontro.

Gli impasti creati da Faraò riescono a superare i potenziali limiti di un’opera in singolo grazie alla ricchezza delle orditure, sempre esaltanti il senso melodico e lirico costruito su ritmo spesso agogico e su armonie espanse. Quasi da piccola orchestra.
L’effetto è ammaliante, cullante e trascinante, facilitando un rapporto empatico all’ascolto anche per la ricerca del cosiddetto “suono”.
O Que Sera e Ballad For Four sono in questo senso brani esemplificativi. Pur essendo ballate, l’essenzialità della base armonica é opportunità di analisi e di intensità delle pronunce, per arrivare a echi di terze musiche; alla Whisper Not di Jarrett o alla Evans per la capacità suggestiva e impressionista.

Notevolissima è la prestazione offerta in Round Midnight, forse il vertice del lavoro sia per la difficoltà della partitura di base sia per il risultato finale. Il brano è rivisto con fluidità, arrangiato armonicamente ma mantenuto nello spirito melodico di Monk: imprevedibile ma coerente, un’operazione bop del nuovo millennio.
In altri momenti si passa al sincopato e allo stride, con interventi staccati che eliminano certe vellutosità delle pagine originali (ci si riferisce qui al brano di Rodgers del 1939 - I Didn’t Know What Time It Was).

Anche il blues fa la sua apparizione, con un lavoro intensissimo della mano sinistra conferendo corposità all’esecuzione.
Difficile trovare una carrellata così ricca di spunti e così originale al tempo stesso.
Un disco e un artista da conoscere e da inserire in una playlist dei tempi più recenti.

 

Track List

  • There Will Never Be Another You
  • Kind Of...
  • O Que Sera
  • Pina
  • Around
  • MT
  • Ballad For Four
  • Round Midnight
  • Gospello
  • I Didn`t Know What Time It Was
  • My Blues
  • Sulle nuvole