Alice Caronna Sei
2026 - distr. Artist First
Sei segna il ritorno di Alice Caronna dopo In piedi (2023). La cantautrice, vincitrice anche della scorsa edizione dei Primigenia Music Awards, prosegue sul solco autobiografico precedentemente tracciato, come emerso anche durante il release party. I testi trasudano la ricerca di una continuità relazionale spirituale, perché “anche dopo la fine resta la possibilità di entrare in contatto con un amore più grande, incondizionato, innato”.
DDL è un perfetto esempio della sua cifra stilistica. In primis una voce notevole, con refrain di ampio respiro che le permettono di esprimersi al meglio tra melodie pop e spruzzate di soul. E poi le parole, scelte con cura per delineare scene di vita: “fammi raccontare fammi raccontare/di quando le vecchiette alle finestre spiavano male/ i nostri baci per le strade/e fammi ricordare fammi ricordare/di quando ti ho baciato in chiesa e ti piaceva da morire/anche a Dio piace guardare”. Una vita di amori che nascono e finiscono e ripartono, che si rincorrono in una Piazza Navona malinconicamente vuota sotto la neve.
Merito tutto vede la partecipazione di Mèsa e scivola sulla pelle elegante come la seta, ricordando Alicia Keys. L'uomo dei cerchi azzurri mescola il poliziesco di Fred Vargas con le emozioni di un amore misterioso, capace di nascondersi, di destare insicurezze, di rendere vive.
Sei è un disco in cui Alice Caronna ha messo tantissimo di sé, in ogni dettaglio, e con la stessa cura lo aveva presentato al Teatro Lo Spazio a Roma. È un disco in cui analizza, tra psicanalisi e spiritualità, le tappe della vita e dell’evoluzione dei sentimenti, in cui ognuna va a costituire un ramo o una radice dell’albero in copertina, simbolo di radicamento e al contempo di slancio verso l’ignoto e la luce. Simbolo di un'Alice che non ha paura di osare.
DDL è un perfetto esempio della sua cifra stilistica. In primis una voce notevole, con refrain di ampio respiro che le permettono di esprimersi al meglio tra melodie pop e spruzzate di soul. E poi le parole, scelte con cura per delineare scene di vita: “fammi raccontare fammi raccontare/di quando le vecchiette alle finestre spiavano male/ i nostri baci per le strade/e fammi ricordare fammi ricordare/di quando ti ho baciato in chiesa e ti piaceva da morire/anche a Dio piace guardare”. Una vita di amori che nascono e finiscono e ripartono, che si rincorrono in una Piazza Navona malinconicamente vuota sotto la neve.
Merito tutto vede la partecipazione di Mèsa e scivola sulla pelle elegante come la seta, ricordando Alicia Keys. L'uomo dei cerchi azzurri mescola il poliziesco di Fred Vargas con le emozioni di un amore misterioso, capace di nascondersi, di destare insicurezze, di rendere vive.
Sei è un disco in cui Alice Caronna ha messo tantissimo di sé, in ogni dettaglio, e con la stessa cura lo aveva presentato al Teatro Lo Spazio a Roma. È un disco in cui analizza, tra psicanalisi e spiritualità, le tappe della vita e dell’evoluzione dei sentimenti, in cui ognuna va a costituire un ramo o una radice dell’albero in copertina, simbolo di radicamento e al contempo di slancio verso l’ignoto e la luce. Simbolo di un'Alice che non ha paura di osare.
