Corpi Estranei<small></small>
Italiana • Alternative

A Quiet Guy Corpi Estranei

2025 - Raighes Factory

25/04/2025 di Luca Di Pinto

#A Quiet Guy#Italiana#Alternative ##soundscapes ##field recordings ##experimental #elettroacustica

Bella storia un reading musicale a sfondo letterario quale inaspettata fonte di ispirazione per un disco bell’e fatto. È quanto successo al progetto A Quiet Guy, al secolo Alessandro Mogni, con l’esordio Corpi Estranei, già insinuato tempo prima all'insaputa dell’autore stesso nel suo Concerto con selezione letteraria (dal cui archivio c'è la pesca che germoglia dritta lì al debutto, in una forma più compiuta e riadattata). 

Per l’autore pavese, più che un trasloco artistico, una parziale trasposizione che altresì attinge dalle esperienze in grembo a band post-rock, cifra in cui lentamente cenna a confluire, in modo quasi didascalico, qualche stralcio dell’album. È il caso di S.1 e.4 Una questione irrisolta, a testare gemme elettroacustiche fuse a field recordings ben sedimentati (e pregni delle evocative immagini di provincia, perlopiù cineree e nebulose, della Pianura Padana), sobrio melting pot tentato in un allungo slowcore, derivazioni e deviazioni del genere esplorato nei predetti fasti del passato. 

Copione nuovamente condiviso quando il disco è ormai al tramonto (S.1 e.7 Il principio), ma arricchito in questo caso di tersa sperimentazione e sibili alitati, latenze sghembe e morbidi allunaggi (di riflesso, una qualche forma speculare all’Eivind Aarset più ambientale e introspettivo).

A Quiet Guy fa buon uso di nastri e delay (in S.1 e.3 Il nostro meglio attrarrebbero senz'altro il tandem The Edge/Eno, per pulizia di esecuzione e voracità di ricerca), alleati fervidi di un chitarrismo languido intarsiato di echi gelidi e feedback taglienti (S.1 e.1 Nessun prologo): maquillage evocativo che cesella un basso grave a intervalli in distensione (e tra fremiti a supporto di un intrigante spoken word).

È un pronti via contagioso, con presa rapida al pezzo dopo (S.1 e.2 Sapere tutto, conoscere nulla): effettistica a sei corde che alza il velo su latenti e foschi droni (un po' Ben Chatwin agli albori, un po' quei soundscapes di Perry Frank). E, pure in aggiunta, a recitare un verbo acceso che sa di acustico e psichedelico (S.1 e.5 Mettersi a posto).

Corpi Estranei sa anche farsi desiderare nell'attesa di un groove solo intuibile, non implicato nel tema, e che corre sul filo di cori accennati e danze di accordi, via via ad intrecciarsi in frenetiche corse che però mai cedono il passo in preda ad affanni (S.1 e.6 Amore, è un cane che si morde la coda).

 

Track List

  • S.1 e.1 Nessun prologo
  • S.1 e.2 Sapere tutto, conoscere nulla
  • S.1 e.3 Il nostro meglio
  • S.1 e.4 Una questione irrisolta
  • S.1 e.5 Mettersi a posto
  • S.1 e.6 Amore, è un cane che si morde la coda
  • S.1 e.7 Il principio