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Premio Tenco PREMIO TENCO: ecco le motivazioni di tutti i Premi
A una settimana dalla conclusione del PREMIO TENCO 2026, la Rassegna della Canzone d'Autore, che si è tenuta dal 21 al 24 ottobre a Sanremo (Imperia), resta il segno di un'edizione che ha saputo mettere in dialogo passato e presente, custodire la memoria e aprire nuove prospettive per il futuro della canzone d'autore. Questa 49ª edizione del Premio Tenco è stata dedicata alla memoria di Sergio Secondiano Sacchi. Titolo di questa edizione DIO È MORTO, tema che è stato declinato durante tutta la rassegna con l'intento di chiedersi quali linguaggi, quali forme di comunità, quali gesti creativi possono ancora opporsi alla violenza, all'omologazione e all'illusione che ogni esigenza espressiva possa essere ridotta al mercato o a un algoritmo. Di seguito tutti i premi assegnati con le motivazioni– compresi i due premi consegnati a sorpresa, il Premio Tenco ad Antonio Silva e il Premio Siae a Francesco Guccini. Su Mescalina lo special delle tre serate.
Enzo Avitabile - Motivazione: "Feste popolari e periferie, chiese e fatica, tamburi e fiati, sacro e profano, devozione e rabbia. Enzo Avitabile ci ha insegnato che solo quando si è fedeli alle proprie radici si può creare una musica universale perché l'identità, quando è consapevolezza, è il passaporto più autentico per attraversare il mondo. Figlia del ventre popolare di Napoli, la sua musica ha attraversato continenti, lingue e tradizioni con le contaminazioni del jazz, del blues, del funk, delle percussioni africane. E con collaborazioni che vanno da Pino Daniele a James Brown, da Mory Kante a Manu Dibango, da David Crosby a Enrique Morente, da Francesco Guccini ai Bottari di Portici. In tempi di frontiere sempre più chiuse, Avitabile dimostra che la musica può costruire non muri, ma passaggi".
Manuel Agnelli e Afterhours - Motivazione: "Il Premio Tenco a Manuel Agnelli e agli Afterhours riconosce e valorizza la forza di un progetto che non si è limitato a raccontare il mondo, ma lo ha plasmato per diverse generazioni. Questo fanno i capostipiti. Dagli anni Novanta a oggi, hanno squarciato la coltre di un benessere plastificato per dare voce alle tensioni nascoste e agli anfratti oscuri del nostro Paese. Alternando spietata lucidità, timbro aggressivo e malinconica tenerezza, non hanno mai ceduto a compromessi o normalizzazioni. Un viaggio nel buio, un percorso necessario per scorgere una flebile luce di speranza".
Max Manfredi - Motivazione: "Max Manfredi incarna l'intuizione di Amilcare Rambaldi: premiare la grandezza fuori dalle logiche di mercato. Definito da Fabrizio De André "il migliore di tutti", Max è autore di culto per chi non concepisce una canzone d'autore diversa da quella pura e indipendente. La sua scrittura unisce parola, armonia e metrica in uno straordinario strumento di critica al nostro tempo. A cavallo tra vecchio e nuovo millennio, dimostrò a quanti si piegavano ancora alle vecchie logiche discografiche che Dio non fosse morto, ma era altrove, e che i nuovissimi scenari gli permettevano armi pari con i giganti del mainstream, anche se solo per quei pochi anni di crisi e Luna persa. Premiarlo oggi, nell'era dell'intelligenza artificiale, è un manifesto civile ed estetico, oltre che un atto di speranza a difesa dell'autenticità umana".
Frankie hi-nrg mc - Motivazione: "Il Club Tenco riconosce a Frankie Hi-Nrg MC il suo ruolo storico di primo "rapper cantautore" in Italia. Con lucida inventiva verbale, ha elevato l'urgenza dell'hip-hop a vera scrittura d'autore. Nel suo flow la parola si fa gesto civile e musicale, capace di trasfigurare la cronaca in parabola antropologica, con un'attitudine morale ma mai moralistica e praticando, anche nel ritmo serrato e incalzante, quel poetico realismo di chi sa che la canzone può divenire immaginario che parte da concreta attualità. Frankie ha dimostrato per primo che il rap poteva raccogliere il testimone dei grandi cantautori, aprendo così un varco fondamentale per tutte le generazioni successive".
Paola Turci - Motivazione: "Fin da 'Bambini' ha dimostrato che la canzone non è mai un mero esercizio di stile, ma un sismografo del nostro tempo. Da interprete dalla voce calda e graffiante, Paola Turci si è fatta via via cantautrice a pieno titolo. Ha collaborato con Vasco Rossi, i Tazenda e Francesco De Gregori, ha coinvolto nei suoi progetti Fiorella Mannoia e Carmen Consoli, ha portato nelle piazze e nei teatri di tutta Italia la rivoluzione delle donne nella musica italiana. Lo sguardo interiore, intimo e profondo, ha sempre dialogato con l'impegno civile e sociale. Perché le ragazze non guardano solo oltre le nuvole, ma in questa parte di mondo vivono giorni di rose tra i fuochi in mezzo al cielo, amando a dismisura.
Antonio Silva Il 24 ottobre la serata all'Ariston si è aperta con un Premio Tenco alla Carriera a sorpresa, ad Antonio Silva, legale rappresentante del Club Tenco nonché storico conduttore della rassegna fino alla scorsa edizione. A consegnare il Premio Désirée Lombardi, membro del Direttivo col ruolo di Direttore di palco. Motivazione: "La forza propulsiva dell'URSS lo trasformò da irrequieto studente cattolico in giovanissimo sindaco comunista di Ceriano Laghetto. Era il lungo Sessantotto e la sua strada sembrava segnata: essere un nuovo Masaniello che porta la classe lavoratrice verso il sol dell'avvenire. Ma, per caso o per gioco, il carro dei Pan Brumisti lo portò a Sanremo e il visionario Amilcare lo ingaggiò come presentatore del Tenco. Amante indefesso della chanson francese, cultore del latinorum ed espressione più pura dell'arte del cazzeggio, ha accompagnato e coccolato diverse generazioni di cantautori sul palco e dietro le quinte dell'Ariston. Del Tenco è diventato l'anima, dei Dopo Tenco l'animatore. Ma, francesismi permettendo, è anche il passeur de flambeau di un gruppo di amici che ha fatto di un'idea un movimento che, ça va sans dire, guarda al sol dell'avvenire. Dal Brumista a Kavafis, sempre pagato il doppio del compenso dell'anno precedente".
PREMIO YORUM in collaborazione con Amnesty International Italia è stato consegnato da Riccardo Noury (portavoce Amnesty International Italia) a Juan Carlos "Flaco" Biondini - Motivazione: "Musicista e compositore raffinato, scudiero per quasi mezzo secolo di Francesco Guccini e amico intimo del Tenco fin dagli albori, con la sua inseparabile chitarra Juan Carlos "Flaco" Biondini ha intessuto melodie, racconti e memorie che, tra milonghe e folk, hanno avvicinato, spinte da un vento di scirocco, la pianura padana alla pampa argentina, il partigiano Johnny a Che Guevara. La sua vita è anche la memoria di un'Argentina che mezzo secolo fa, dalle piazze, dalle celle dell'ESMA e dall'esilio, ha lottato contro la dittatura, indicando nella difesa dei diritti umani il fondamento imprescindibile per ricostruire una società democratica. Un grido, quello del "Nunca más", che continua ad essere un monito da proteggere di fronte a un'ondata autoritaria che tutto vorrebbe sommergere, iniziando dalla memoria del passato".
PREMI TENCO ALL'OPERATORE CULTURALE assegnati dal Direttivo del Club Tenco
Cesare Bermani - Motivazione: "Leggenda vivente dell'etnomusicologia italiana, è a Cesare Bermani che dobbiamo, così come a Gianni Bosio, Michele L. Straniero o Alessandro Portelli, il salvataggio e la riscoperta dei canti di tradizione orale del nostro paese. Il suo nome ricorre in tutte le vicende, gli spettacoli, le pubblicazioni discografiche ed editoriali, le battaglie, i dibattiti di quella lunga stagione piena di scienza, ricerca ed impegno noto sotto la triplice ragione sociale di Nuovo Canzoniere Italiano, Dischi del Sole e Istituto Ernesto de Martino. In cui il contributo individuale è stato sempre messo al servizio di un progetto collettivo. Come in "Ci ragiono e canto" di Dario Fo, di cui fu l'autore insieme a Franco Coggiola. Cesare Bermani ci ricorda che una delle radici essenziali della canzone d'autore è quella fonte popolare pura che fa sgorgare assieme la ninna nanna e l'invettiva, l'inno e la serenata".
Andrea Scanzi - Motivazione: "Perché da quindici anni racconta i cantautori a teatro con la verve del divulgatore appassionato e dinamico, permettendo alla canzone d'autore di essere storicizzata e conosciuta dalla gente comune. Il suo amore per figure come Gaber, De André, Graziani o Battiato fa sì che la poetica dei nostri più grandi artisti non resti materia propria di una élite, sofisticata, inavvicinabile, ma diventi - nel cuore pulsante della nostra società, e su larga scala - punto di riferimento esemplare per tempi complicati come quelli che stiamo vivendo".
A sorpresa nell'ultima serata all'Ariston della rassegna, il 24 ottobre, è stato assegnato il Premio SIAE a Francesco Guccini: "Il deposito alla SIAE, nel 1967, del brano Dio è morto, non solo segna l'inizio della straordinaria carriera di Francesco Guccini, ma segna un'autentica svolta nel mondo della musica italiana. La canzone d'autore entra sempre più al centro della vita civile del nostro paese, in una forma che diventa colta e popolare, politica e intima allo stesso tempo. Le canzoni di Francesco Guccini hanno accompagnato la vita di intere generazioni, regalando spunti di riflessione, emozioni, passioni di cui ancora oggi sentiamo il bisogno e che le rendono immortali". Il premio, consegnato dal consigliere di gestione SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori Paolo Franchini, è stato ritirato da Juan Carlos "Flaco" Biondini.
Foto cover Renzo Chiesa
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