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Yiddish Blues Il piccolo Alì, il primo brano di Yiddish Blues, progetto di Ovadia, Famulari e Gazich
Il piccolo Alì è il primo brano a presentare Yiddish Blues, il progetto cantautorale di Moni Ovadia ideato e creato con Giovanna Famulari e Michele Gazich.
“La condizione del popolo palestinese mi ha sempre coinvolto da che io ricordi, perché per origine e formazione sono sempre stato dalla parte degli ultimi, dei diseredati, degli oppressi. Ma da quasi quattro decenni ogni pur piccola riserva o dubbio è caduto e l’ultrasettantennale martirio dei palestinesi mi è apparso in tutta la sua tragica verità.
La maschera retorica del sionismo si è disfatta mostrando il suo volto di ideologia colonialista, razzista e da ultimo genocidaria. Il destino palestinese è diventato, per il mio cuore, la mia anima e le mie idealità di pace e uguaglianza, la principale priorità. Mi sono informato incessantemente, ho letto, ho ascoltato, ho visto e ho messo a disposizione la mia militanza.
Gli orrori subiti da questo glorioso popolo sono inenarrabili, ma le brutalità subite dai suoi bimbi mettono con le spalle al muro qualsiasi essere umano degno di questo nome.
Fra le tante immagini che ho ricevuto dalla Palestina devastata, una mi si è conficcata nella mente, la foto di un bambino di non più di dieci anni con entrambe le braccia amputate da qualche bomba appena sotto le ascelle. Da quell’istantanea percepivo che gli occhi di quella creatura mi guardavano con un’implicita accusa rivolta a tutto il protervo e complice Occidente. Lo sguardo di quel bimbo mi ha assillato per settimane, ho pensato che dovevo esprimere i miei sentimenti ed è uscita l’idea di una canzone, una piccola narrazione in musica che può comunicare ciò che non sarebbe esprimibile altrimenti.
Ho potuto dare vita a Il piccolo Alì grazie ai musicisti Giovanna Famulari e Michele Gazich. Abbiamo formato un trio per realizzare il progetto Yiddish Blues (album e tour, di cui Il piccolo Alì è anticipazione). Abbiamo creato e stiamo creando un percorso di canzoni composto a sei mani, come fa un vero trio.”. (Moni Ovadia)
Com’è nato il trio Ovadia Famulari Gazich?
In principio ci fu Giovanna Famulari, che collaborava artisticamente sia con Ovadia che con Gazich: è stata per anni elemento essenziale sia degli spettacoli teatrali di Moni sia degli album di canzoni e dei concerti di Michele. Giovanna li ha fatti incontrare e Gazich ha subito cominciato a suonare il violino negli spettacoli di Ovadia, ma in breve i tre hanno capito che la loro amicizia umana e artistica doveva portare a qualcosa di totalmente nuovo.
Gli eventi precipitano nel 2025: Gazich pubblica l’album Solo i miracoli hanno un senso stanotte in questa trincea tutto registrato con una sola musicista, Giovanna Famulari. Nasce una nuova idea di suono, una canzone d’autore che dialoga con il retroterra classico dei due.
Famulari e Gazich condividono la loro nuova idea di suono con Ovadia che a sua volta porta la sua immensa conoscenza di canzoni composte da popoli in esilio: dai neri d’America alla tradizione yiddish. Nasce così Yiddish Blues (presentato per la prima volta dal vivo al Folkest Festival 2025), che non è uno spettacolo teatrale, non è teatro canzone, ma è, per la prima volta, “il concerto di Moni Ovadia”. Yiddish Blues è un affondo poetico e musicale nelle culture dell’esilio, nella spiritualità dei popoli senza patria, nel dolore e nella resistenza trasformati in canto.
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Fonte: Sfera Cubica
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