Vinicio Capossela Pierpaolo Capovilla

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Vinicio Capossela Pierpaolo Capovilla Capossela e Capovilla: E Morte non avrà dominio in scena il 3 e il 4 ottobre a Roma

01/10/2026 di mescalina.it

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Dopo la messa in onda su Rai Radio3 del radiodramma Sotto il bosco di latte (attualmente disponibile su RaiPlay Sound), Vinicio Capossela sviluppa ulteriormente il lavoro nato attorno al poema per voci Under Milk Wood del poeta gallese Dylan Thomas con E Morte non avrà dominio, uno spettacolo di teatro musicale che il 3 e 4 ottobre debutterà in prima nazionale al Teatro Olimpico in occasione del Romaeuropa Festival.

Un’occasione irripetibile per assistere all’incontro in scena tra Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla e per ascoltare in anteprima, dal vivo, quindici nuove canzoni di Capossela che troveranno posto successivamente nel suo prossimo lavoro discografico, in uscita a gennaio 2027.

Si tratta della prima incursione di Capossela in un genere – la ballad opera - in cui canzone, parola, voci e presenze sceniche costruiscono insieme la drammaturgia: i brani che costituiscono l’ossatura stessa dello spettacolo non vengono semplicemente eseguiti, ma rappresentati, prendendo vita in scena insieme ai loro personaggi.

Dedicata alla memoria dell’amico e dj radiofonico scomparso prematuramente Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza portarla a termine, E Morte non avrà dominio è un’opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo attraverso le voci e le presenze di Llareggub, lo strambo villaggio in riva al mare inventato da Thomas.

Al centro della scena Pierpaolo Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla di amicizia, di comunità e di quell’”epica del fallimento” che attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo. Solo con un gatto, adagiato in una vasca come in un’arca di Noè, Capovilla viene visitato da presenze che sono incarnazioni allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese.

“È una storia di amicizia, un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in Le città di pianura – racconta Capossela –. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il rock'n'roll, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni”.

Accanto ai due protagonisti, musicisti, cantanti d’opera, interpreti e voci registrate si rincorrono in scena come segnali radio. In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove solitudini, il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela sceglie di schierarsi dalla parte della pluralità, della fragilità e della vita. Perché, come scriveva Dylan Thomas, “la morte non avrà dominio”.