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Controfestival Romagna Brigante Controfestival Romagna Brigante dall'11 settembre con Marco Rovelli, Assalti Frontali e Alessio Lega
PROGRAMMA COMPLETO DEL CONTROFESTIVAL ROMAGNA BRIGANTE
“Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione” (Emma Goldman)
11 - 12 - 13 settembre 2026
Una produzione Circolo Arci Brigante Pieve Cesato – Faenza (RA) in collaborazione con BSA – Brigate di Solidarietà Attive
PROGRAMMA:
VENERDÌ 11 SETTEMBRE
- Ore 18:00 Apertura del Controfestival Il Controfestival Romagna BRIGANTE si apre con i saluti del Presidente Nazionale delle BSA - Brigate di Solidarietà Attiva MARCO FARS e del Presidente Nazionale Arci WALTER MASSA.
- Seguirà un monologo sulla Palestina di FRANCESCA FORNARIO.
- Ore 19:30 Il dibattito: "VOLONTARIATO E MUTUO SOCCORSO: dall'Abruzzo al mondo" dedicato alle radici e al futuro dell'esperienza BSA e collaborazione con ARCI.
- Le BSA - Brigate di Solidarietà Attiva nascono nel 2009 a L'Aquila, all'indomani del sisma in Abruzzo, quando oltre 800 attivisti e attiviste provenienti da tutta Italia si mobilitarono per portare solidarietà concreta alle popolazioni colpite: distribuzione di beni di prima necessità, sostegno diretto all'economia locale, presenza costante nei territori terremotati. Da quella prima esperienza le BSA non si sono più fermate, intervenendo in ogni grande emergenza che ha colpito il Paese: il terremoto dell'Emilia nel 2012, quello di Marche e Umbria e quello di Amatrice nel 2016, e poi in tutte le principali alluvioni italiane, dal 2009 fino alle alluvioni che hanno colpito l'Emilia-Romagna nel 2023, 2024 e 2025. Un impegno che va oltre i confini nazionali.
- Negli ultimi anni l'esperienza delle BSA ha superato i confini italiani, portando lo stesso modello di solidarietà attiva e mutuo soccorso in contesti internazionali:
- 2023 – Lubiana, Slovenia: intervento di solidarietà a seguito delle emergenze che hanno colpito il Paese, a conferma della vocazione internazionalista del movimento.
- 2024 – Valencia, Spagna: intervento in risposta alle gravi alluvioni che hanno colpito la regione, con la successiva apertura di una sede permanente delle Brigate BSA in Spagna, primo presidio stabile del movimento fuori dall'Italia.
- Dall'Aquila a Valencia, passando per l'Emilia-Romagna, le BSA raccontano una storia di solidarietà che si costruisce sul campo, un intervento dopo l'altro, e che oggi guarda anche oltre i confini nazionali per costruire reti di mutuo soccorso internazionali.
- Ore 21:00 Concerti:
- MARCO ROVELLI
- ASSALTI FRONTALI
- Dalle ore 00:00 After Tekno - Nadeer + Vander
SABATO 12 SETTEMBRE
- Ore 11:00 Dibattito: Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale
- LEGGERE GLI IMMAGINARI
- Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica
- Ore 18:00 Dibattito: AMBIENTE, LOTTE E CAMBIAMENTO CLIMATICO con:
- ANDREA MAESTRI: Avvocato
- LINDA MAGGIORI: Giornalista Freelance
- NICOLETTA DOSIO: Attivista e volto storico del Movimento No Tav
- FRANCESCA SANTARELLA: Attivista e ambientalista
- Concerti dalle ore 21:00:
- T - REX SQUAD
- SVETLANAS
- NABAT
- After: Dj Evil
- Resident Dj: Orso Mendoza
DOMENICA 13 SETTEMBRE
- Ore 11:00 Dibattito: Chi educa quando nessuno educa? Immaginari, violenza simbolica ed educazione affettiva e sessuale.
- EDUCARE ALLE RELAZIONI
- Conduce BABS MAZZOTTI, attivista transfemminista, specializzat* in studi di genere e filosofia politica
- Ore 18:00 Dibattito: Geopolitica e resistenze con:
- ALESSANDRO ORSETTI: Babbo di Lorenzo "Orso" morto combattendo contro l'Isis a Baghuz al confine tra Siria e Iraq per la causa Curda.
- SILVIA CASADEI: Giornalista di Mediorente in particolare Libano.
- ADELMO CERVI: Figlio di Verina Castagnetti e Aldo, terzogenito dei sette fratelli Cervi fucilati dai fascisti.
- Esponenti politici deI Kurdistan, Cuba e Palestina.
- ALBERTO FAZOLO: giornalista, miltante
- Ore 20:00 Concerti:
- LYMPHA
- CARDBOARD SHAP
- ALESSIO LEGA
- MALASUERTE FI SUD
- After: Dj: Orso Mendoza
ARTE IN FIERI
Nei tre giorni del controfestival, nello spazio "Arte in fieri" sarà possibile visitare una mostra collettiva e una mostra sul comandate partigiano Sirio Corbari.
MOSTRA COLLETTIVA
- Mostra fotografica BSA
- Mostra per la Palestina, stampe di artisti da tutto il mondo
- Mostra di pittura contemporanea di Melco
- Mostra di Heriz Bhody Anam
- Mostra di ceramica "La banda Corbari" di Michela Puce
- Mostra "Rottami in arte" di RecycledMor
MOSTRA SUL COMANDANTE PARTIGIANO SIRIO CORBARI
"LA BEFFA E LA LOTTA: SIRIO CORBARI, UNA VITA DA ANTIFASCISTA PER LA LIBERTÀ"
Dall'11 al 13 settembre il Circolo Arci Brigante presenta "La beffa e la lotta: Sirio Corbari, una vita da antifascista per la libertà", una mostra dedicata a una delle figure più leggendarie della Resistenza romagnola: il comandante partigiano Sirio Corbari, nome di battaglia "Silvio".
CHI ERA SIRIO CORBARI
Nato a Faenza il 10 gennaio 1923, operaio meccanico, Corbari sceglie la via della lotta clandestina dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Rifugiatosi sull'Appennino tra Forlì e Ravenna, fonda e comanda una formazione partigiana indipendente di circa cinquanta uomini, la "banda Corbari", che per undici mesi terrà in scacco i presidi nazifascisti della zona con azioni di sorprendente audacia: dall'occupazione del presidio di Tredozio, tenuto per dieci giorni, fino all'uccisione del console della milizia fascista Gustavo Marabini.
Alla sua abilità militare, Corbari univa uno spirito beffardo e ironico che lo rese popolare tra la gente comune e temuto dagli occupanti, costruendo attorno a sé una fama di eroe leggendario, capace di sfidare apertamente l'oppressore con gesti tanto coraggiosi quanto sarcastici.
Il 17 agosto 1944, insieme alla compagna Iris Versari e ai partigiani Adriano Casadei e Arturo Spazzoli, viene circondato dai fascisti a seguito di una delazione.
Iris Versari, ferita e impossibilitata a fuggire, si toglie la vita per non cadere viva nelle mani del nemico. Corbari e Casadei vengono catturati e impiccati il giorno seguente a Castrocaro; Tonino Spazzoli viene ucciso lungo la strada per Forlì. I corpi dei quattro partigiani saranno esposti dai fascisti in piazza Saffi, a Forlì, come monito alla popolazione. A tutti e quattro sarà conferita la Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria.
Poche righe bastano a racchiudere un intero anno di lotta partigiana di Corbari, come testimoniano le parole scelte per l'assegnazione della Medaglia d'oro al Valor Militare alla memoria: "Comandante di un battaglione partigiano da lui stesso costituito, terrorizzava con attacchi improvvisi e di estrema audacia i presidi nazi-fascisti della Romagna, creando attorno a sé fama di leggendario eroe, inesorabile contro ogni prepotenza ed oppressione. Decine di colonne motorizzate nemiche furono da lui sbaragliate, caserme e reparti nazifascisti furono da lui disarmati e costretti alla resa, villaggi e paesi occupati e liberati. Ferito durante uno scontro contro forze preponderanti e catturato dal nemico, pagava col capestro il suo epico valore, concludendo la sua vita che fu simbolo di ogni ardimento e fiamma di amore per la Libertà e per la Patria"
PERCHÉ QUESTA MOSTRA
A ottant'anni da quei fatti, riteniamo un dovere civile e politico ricordare chi ha scelto di rischiare - e di perdere - la propria vita per restituirci un paese libero dal fascismo e dall'occupazione nazista.
La storia di Corbari non è un capitolo chiuso da consegnare ai libri: è un patrimonio di valori - la libertà, la giustizia sociale, il rifiuto di ogni prepotenza - che continuano a interrogare il presente.
In un tempo in cui la memoria della Resistenza viene talvolta banalizzata, contestata o rimossa, sentiamo la necessità di riportare al centro le storie concrete di chi ha combattuto il nazifascismo, restituendo a Sirio Corbari, Iris Versari, Adriano Casadei, Arturo e Tonino Spazzoli il ruolo che meritano: non simboli astratti, ma giovani donne e uomini che hanno pagato con la vita la scelta di stare dalla parte giusta della storia.
LA MOSTRA
Grazie alla generosità di Cristiano Corbari, nipote di Sirio Corbari, che in questi anni ha raccolto e custodito con cura una preziosa mole di materiale appartenuto al nonno, il percorso espositivo raccoglie documenti d'archivio, fotografie, testimonianze e materiali originali relativi alle azioni della banda Corbari, ricostruendo il contesto storico della Resistenza antifascista in Romagna e il clima di terrore instaurato dai repubblichini e dai nazisti occupanti nell'ultimo anno di guerra. È grazie al suo lavoro di custodia della memoria familiare che oggi è possibile offrire al pubblico questa mostra.
"Inesorabile contro ogni prepotenza ed oppressione"
dalla motivazione della Medaglia d'oro al Valor Militare conferita a Sirio Corbari.
Inoltre durante i tre giorni di Romagna Brigante, street artist, writer, muralisti e Patrizia Diamante, interverranno sulla grande superficie del circolo con stili diversi, creando un'opera collettiva a cielo aperto.
STAND GASTRONOMICO
Il nostro menù (tradizionale, vegetariano, vegano) prevede cappelletti e strozzapreti rigorosamente artigianali made in Romagna. Orari apertura stand:
- VENERDÌ ORE 19:00
- SABATO ORE 12:00
- SABATO ORE 19:00
- DOMENICA ORE 12:00
- DOMENICA ORE 19:00
"Romagna Brigante - Dove le lotte sociali diventano festa, per celebrare insieme un atto di solidarietà resistente"
CONTROFESTIVAL ROMAGNA BRIGANTE
"Se non posso ballare, non è la mia rivoluzione" (Emma Goldman)
11-12-13 settembre 2026
Tre giorni di concerti, dibattiti, arte, deejay, idee e sapori, volontariato e mutuo soccorso, ambiente e cambiamento climatico, geopolitica e resistenze, educazione affettiva e sessuale e prevenzione della violenza di genere.
Una produzione del Circolo Arci Brigante Pieve Cesato – Faenza (RA) in collaborazione con BSA – Brigate di Solidarietà Attive.
La Romagna ha sempre avuto un'anima ribelle - terra di passioni forti, tavole imbandite, voci che non si abbassano. Un'anima che attraversa oltre un secolo di storia, dal brigantaggio post-unitario alle prime leghe contadine, fino alle vicende raccontate dall'indimenticabile Valerio Evangelisti ne Il Sole dell'avvenire, e che non ha mai smesso di immaginare, e di raccontare, un futuro possibile.
Romagna Brigante è il controfestival che celebra questo spirito: il prefisso "contro" è già una dichiarazione d'intenti, una posizione critica verso una certa idea di cultura e di narrazione dominante, prima ancora di aprire il programma. Non la cartolina folkloristica, ma la Romagna che disturba l'ipocrisia, che sorprende. Come un brigante, prende voci e proposte, da qui e da altrove, proposte nate dal basso, intrecciate con le lotte sociali - che il mainstream spesso ignora o demonizza - e le restituisce alla comunità.
Tre giorni, 11-12-13 settembre 2026, ma dentro quei tre giorni c'è un cammino più lungo. Il Controfestival Romagna Brigante è il punto in cui l'Arci Brigante guarda indietro e tira le somme: i mesi di lavoro, le iniziative portate avanti, le relazioni costruite sul territorio e in tutta Italia con il volontariato nelle terre alluvionate e terremotate, e le battaglie culturali e sociali per la salvaguardia del territorio che hanno animato la vita dell'associazione in questi anni.
Romagna Brigante è il momento in cui tutto questo prende forma pubblica, si fa festa, si condivide con chi c'è sempre stato e con chi si avvicina per la prima volta.
Dentro questo percorso, un posto speciale lo occupano le Brigate di Solidarietà Attiva - le BSA - che portano dentro il Controfestival la stessa anima ribelle e concreta dell'associazione, fatta di mutuo soccorso e presenza sul territorio, ogni giorno, non solo nei tre giorni di festa.
Ma non è solo un bilancio del lavoro svolto. È soprattutto uno slancio in avanti, un rilancio - più forte, più radicato, più pronto a scardinare vecchie abitudini e a nutrire corpo e mente della nostra comunità di riferimento, una comunità che si riconosce nel volontariato e nelle lotte sociali, e si rafforza.
Questa prima edizione di Romagna Brigante è la piazza da cui ripartire: da qui possono nascere le energie, le idee e le alleanze che porteranno l'attività dell'Arci Brigante nei mesi a venire. Perché una comunità non si misura in giorni di festa, ma nella capacità di restare unita quando la musica finisce e si torna al lavoro di tutti i giorni. Ed è questo il lascito più grande di Romagna Brigante: non un ricordo da conservare, ma una comunità che si riconosce, si rafforza, e ogni anno si ritrova pronta a scrivere insieme il capitolo successivo.
La scelta del nome è la prima dichiarazione d'intenti della tre giorni all'Arci Brigante Pieve Cesato, Faenza, in collaborazione con BSA - Brigate di solidarietà attive
- CONTROFESTIVAL - Il prefisso "contro" segnala fin da subito una posizione critica: non un evento neutro, ma un progetto che si propone come alternativa a una certa idea di cultura, di intrattenimento, di narrazione dominante. È un nome che prende posizione prima ancora di aprire il programma.
- ROMAGNA, terra di resistenza popolare - La Romagna ha una tradizione precisa e stratificata di ribellione dal basso, che attraversa oltre un secolo di storia: dal brigantaggio post-unitario alle prime leghe contadine, dal socialismo delle origini fino all'antifascismo. È una memoria collettiva fatta di lotte per la terra, per la dignità, per l'autonomia da poteri percepiti come lontani e imposti. Non a caso è proprio questa Romagna, quella degli scioperi agrari, delle società di mutuo soccorso, delle prime organizzazioni socialiste e anarchiche ad essere al centro de Il Sole dell'avvenire di Valerio Evangelisti, un capolavoro che ne ripercorre generazioni di storia attraverso le vicende di una famiglia romagnola.
- BRIGANTE - Richiama, oltre al nome del circolo, la prima di queste stagioni di rivolta, il brigantaggio post-unitario, simbolo originario di quella resistenza popolare che la Romagna avrebbe poi declinato in forme diverse nei decenni successivi, fino, appunto, alle vicende raccontate da Valerio Evangelisti. Non un'immagine romantica fine a sé stessa, ma un punto di partenza in una storia lunga di ribellione.
- "SE NON POSSO BALLARE, NON È LA MIA RIVOLUZIONE" - Se Romagna e Brigante raccontano da dove veniamo, questa frase di Emma Goldman dice come vogliamo starci, in quella storia. Goldman, anarchica e femminista, rivendicava il diritto alla gioia, al corpo, al desiderio dentro la lotta politica, contro chi pretendeva militanti seri, rigidi, sacrificali. È un'eredità che si salda perfettamente con quella romagnola: le leghe contadine, le società di mutuo soccorso, le prime cellule socialiste e anarchiche non erano solo luoghi di rivendicazione, ma anche di festa, di socialità, di vita condivisa. La rivolta, quando è vera, non rinuncia al piacere: lo include.
- Per questo il controfestival non è solo memoria e analisi, ma anche musica, socialità, corpi che si muovono insieme.
- Non c'è contraddizione tra prendere posizione e ballare: è la stessa idea di rivoluzione, quella che non separa la lotta dalla vita.
Insieme, questi elementi costruiscono un nome che è già un manifesto: dice dove nasce, in quale storia si colloca e come intende viverla — quella di una Romagna solidale che lotta, che balla, e che non ha mai smesso di immaginare un "sole dell'avvenire".
11-12-13 settembre 2026
Ingresso gratuito
Controfestival Romagna Brigante - Dove le lotte sociali diventano festa, per celebrare insieme un atto di solidarietà resistente.
CIRCOLO ARCI BRIGANTE
Via Castellina n. 6/8 Pieve Cesato - Faenza (Ra)
E-mail: arci.brigante.pievecesato@gmail.com
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