live report
Lorde Lorde a Milano: la libertà di essere se stessa
di Giovanna Mentasti
Concerto del 23/07/2026
Fa un certo effetto parlare di una carriera lunga tredici anni riferendosi a un’artista non ancora trentenne. Sembra ieri, ma sono infatti passati già oltre dieci anni da Royals, il brano che ha lanciato Ella Marija Lani Yelich-O'Connor, più semplicemente Lorde, sulla scena internazionale, e che oggi apre il suo Ultrasound Tour in versione estiva, a supporto di Virgin, l’ultimo album pubblicato lo scorso anno. Confrontarsi con Royals oggi significa, per la cantautrice, fare i conti con la propria versione sedicenne, una ragazza neozelandese che rivendicava con orgoglio le proprie origini provinciali; e, in fondo, lei è ancora quella ragazza, anche se la sua quotidianità è diventata prendere un aereo al giorno per incontrare migliaia di fan ovunque nel mondo.
Il grande dono di Lorde è sempre stato raccontare esclusivamente ciò che conosce, in ogni fase della propria vita, senza filtri né artifici; il suo talento risiede nella capacità di cogliere e far risuonare l’universale nel personale, accompagnando il proprio pubblico in un percorso di crescita parallelo, come artista e come persona. Per questo tour, e più in generale per l’album, ha dunque scelto di mettersi a nudo nel modo più “analogico” possibile. La moltitudine di pixel degli schermi e le riprese realizzate con una camcorder a circuito chiuso ne frammentano l’immagine in infinite versioni di sé, filtrate attraverso pannelli di plexiglass, attraversate da fasci laser e in equilibrio tra penombra e sovraesposizione. Lorde artista si mostra vulnerabile, affinché Lorde persona possa riemergere, e, nel suo smascherare l’inganno della popstar, finisce per farsi voce di una generazione.
Lo spettacolo, anticipato dal potente set dell'italiana Joan Thiele, magnetica e bravissima, ripercorre la sua carriera senza soffermarsi eccessivamente su Solar Power, terzo album, un manifesto dedicato all’estate, privilegiando invece le radici più elettroniche e sperimentali del suo percorso. I nuovi arrangiamenti di alcuni dei suoi primi brani, tra cui i classici Buzzcut Season e Team, si intrecciano così alle sonorità di Melodrama, e, se durante Liability vengono proiettate sul suo corpo immagini della sua infanzia e adolescenza, è in Supercut che emerge con particolare evidenza la maturità artistica raggiunta negli anni, che culmina in David: "she doesn’t belong to anyone", solo a se stessa e ai fan, che durante il live diventano con lei una cosa sola.
Ogni testo appare come un’indagine profonda sulla condizione femminile contemporanea; ogni urlo, ogni salto sul palco assume il valore di un gesto liberatorio, un esorcismo contro un sistema che vorrebbe le donne tranquille, docili e composte. In questo equilibrio tra vulnerabilità e forza, passato e presente, Lorde conferma la propria capacità di incarnare in tutte le sue contraddizioni una ragazza diventata simbolo, mantenendo intatta quella sincerità che, fin dagli esordi, rappresenta il cuore della sua musica.
SETLIST
Royals
What Was That
Broken Glass
Perfect Places
Shapeshifter
Buzzcut Season
Favourite Daughter
The Louvre
Current Affairs
Hard Feelings
Oceanic Feeling
Liability
Hammer
Supercut
Team
Man of the Year
Girl, so confusing (Charli xcx cover)
Green Light
David
Ribs