live report
Pat Todd and The Rankoutsiders Pat Todd and The Rankoutsiders a Bologna, rock and roll resistente
di Giovanni Sottosanti
Concerto del 22/10/2026
Il rock'n'roll, quando scende nei bassifondi e si sporca le mani, suda come non ci fosse un domani e raschia via dalle corde vocali l'ultimo rantolo di voce, quando non ha bisogno di titoli roboanti, palchi scintillanti, folle oceaniche e biglietti con prezzi impresentabili, quando succede tutto questo, il rock'n'roll ha la faccia barricadera e resiliente di Pat Todd & The Rankoutsiders, from California, con un carico di energia travolgente e inesauribile. Il capobanda, Pat Todd, ha un'età indefinita sopra i settanta, fisico tozzo e leggermente imbolsito, più da pensionato che da leader di una punk garage rock'n'roll band; quando però si impossessa della scena, diventa una scheggia impazzita, rimbalzando da una parte all'altra del palco senza soluzione di continuità, quasi fosse posseduto. Non un attimo di pausa, anche se il sudore imperla la fronte e inzuppa i vestiti dell'indomito rocker. Una carriera ultraquarantennale la sua, iniziata a metà anni '80 con i Lazy Cowgirls, storica band californiana di punk rock e garage attiva fino al 2004. Chiuso questo capitolo, Pat Todd non si è arreso e, radunato un nuovo manipolo di fuorilegge, dal 2007 è partito all'assalto dei palchi americani ed europei supportato dai fidi Rankoutsiders. Non nuovi a sortire sul suolo italico, questo autunno li ha visti impegnati con ben sette date nella nostra penisola.
Bologna li accoglie in una meravigliosa giornata "color nostalgia", tra mio personale tour enogastronomico nei luoghi gucciniani e immancabile tappa vinilica. L'ASD Serena80 profuma di cose semplici e genuine, vino rosso, carte da gioco, proletariato e Bologna F. C., presente con sciarpe, foto e gagliardetti che si affacciano dalle pareti del locale. Non è una serata da grandi numeri, ma poco importa, perché i cinque sul palco non risparmiano una goccia di sudore e un grammo di energia. Due chitarre, basso, batteria e la voce al vetriolo del frontman: one, two, three, via dritti senza tirare il fiato con energia e grinta da vendere, come fosse l'ultimo concerto da suonare sulla faccia della Terra.
C'è un disco freschissimo da presentare, I'll Dream Alone, il nono di una corposa discografia, arricchita anche da numerosi singoli e 12". Il repertorio di stasera pesca anche dai recenti Keepin' Chaos At Bay, targato 2024 e da Sons Of The City Ditch del 2023. Vengono reclutati brani anche dai bellissimi e sempre scoppiettanti Blood & Treasure (2016), The Past Came Callin' (2019) e There's Pretty Things In Palookaville (2021). You Can See apre le ostilità con un muro di suono trascinante e coinvolgente, non ci sono pause, poche parole tra un brano e l'altro, perché i cinque sul palco vogliono solo suonare e divertirsi fino allo sfinimento. Non mancano risate, ammiccamenti e gag divertenti con un pubblico caldo, accaldato e appassionato, anche perché la distanza minima con i musicisti favorisce un coinvolgimento totale nello show. Chitarre fumanti e amplificatori arroventati sparano fuori, in ordine sparso, They Move Like They Did, I Know Troubles, You're Gonna Loose It All, All The Years #1 e Dead Or Alive, ma ogni brano eseguito avrebbe bisogno di una menzione particolare. Dopo circa un'ora e mezza chiudono con Route 66, ultimo bis infuocato e incandescente, per un concerto rigenerante e rivitalizzante, vero, sincero, di quelli che rimettono dritta la barra e disegnano la mappa da seguire.
Pat Todd & The Rankoutsiders hanno riportato a casa il rock'n'roll e il rock garage, nelle cantine e nei piccoli locali, dove tutto è cominciato e da dove tutto può ripartire. Ogni volta come fosse la prima e l'ultima.