live report
Mi Ami Festival Terzo giorno, Circolo Magnolia, Idroscalo, Segrate (MI)
di Giovanna Mentasti
Concerto del 28/05/2023
Come avevo immaginato, questo giorno conclusivo di festival si preannuncia molto più rilassato dei precedenti. Gli artisti in programma hanno attirato un pubblico più adulto e meno trepidante, che arriva direttamente nelle ore serali per godersi la musica in tranquillità. Da parte mia, ho approcciato le esibizioni di stasera con curiosità: ammettendo la mia ignoranza, dal momento che non sono una ascoltatrice appassionata di nessuno dei musicisti, seppure conoscendoli per nome, scelgo di vagare per l’area del festival, cogliendo i frammenti sonori che provengono dai vari palchi. Molti dei presenti, in attesa dei nomi principali, collocati a chiusura della lineup, scelgono di affollare l’area dedicata ai furgoncini dello street food e delle bevande, per assaporare un’ultima volta l’atmosfera del festival. Riesco a prendere un ricco panino con la porchetta, che mangio con piacere fra il set prog del duo Bud Spencer Blues Explosion, e quello di Vasco Brondi e il suo progetto Le luci della centrale elettrica. Nonostante si esibiscano in successione sullo stesso palco, non potrebbero essere due artisti e generi più differenti: il tripudio della batteria e della distorta chitarra elettrica dei primi si confronta con i lunghi testi riflessivi di Brondi, eppure il pubblico rimane per entrambi, forse affascinato proprio da questa giustapposizione.
Più tardi nella serata, quasi a sorpresa, in quanto annunciati pochi giorni prima della loro esibizione, appaiono Tommaso Paradiso e i Baustelle, nella loro incursione acustica. Un set di cui si percepisce tutto l’entusiasmo, sia sul palco sia fra il pubblico, e forse il più filmato di tutti e tre i giorni, nel quale i successi della band si alternano armonicamente a quelli dell’ex frontman dei Thegiornalisti, coinvolgendo e convincendo i presenti.
Nel frattempo, sul palco Sephora, sta iniziando il set di Levante: ascoltare la sua musica alla radio e vederla dal vivo sono due esperienze completamente differenti. Una forza della natura, che si esibisce con una passione unica e tiene nel palmo della propria mano un pubblico a cui dà tutta sé stessa. Consapevole del suo ruolo nell’imponente macchina dello spettacolo, alla fine della performance ritaglia un momento, con tanto di foglio in mano, per nominare tutti i tecnici e collaboratori che le hanno permesso lo svolgimento del concerto.
L’ultima folla è per Cosmo, che con la sua musica travolgente regala ai presenti la festa finale di questo diciottesimo MI AMI. Un coro unanime ripete che “la verità è che stiamo bene perché ci piace stare insieme”, aggrappandosi all’ultimo barlume di quella felicità che si prova solo sotto palco, e mentre mi allontano verso l'auto per tornare a casa, alla realtà, penso che non sapevo che un festival così speciale fosse possibile.
Più tardi nella serata, quasi a sorpresa, in quanto annunciati pochi giorni prima della loro esibizione, appaiono Tommaso Paradiso e i Baustelle, nella loro incursione acustica. Un set di cui si percepisce tutto l’entusiasmo, sia sul palco sia fra il pubblico, e forse il più filmato di tutti e tre i giorni, nel quale i successi della band si alternano armonicamente a quelli dell’ex frontman dei Thegiornalisti, coinvolgendo e convincendo i presenti.
Nel frattempo, sul palco Sephora, sta iniziando il set di Levante: ascoltare la sua musica alla radio e vederla dal vivo sono due esperienze completamente differenti. Una forza della natura, che si esibisce con una passione unica e tiene nel palmo della propria mano un pubblico a cui dà tutta sé stessa. Consapevole del suo ruolo nell’imponente macchina dello spettacolo, alla fine della performance ritaglia un momento, con tanto di foglio in mano, per nominare tutti i tecnici e collaboratori che le hanno permesso lo svolgimento del concerto.
L’ultima folla è per Cosmo, che con la sua musica travolgente regala ai presenti la festa finale di questo diciottesimo MI AMI. Un coro unanime ripete che “la verità è che stiamo bene perché ci piace stare insieme”, aggrappandosi all’ultimo barlume di quella felicità che si prova solo sotto palco, e mentre mi allontano verso l'auto per tornare a casa, alla realtà, penso che non sapevo che un festival così speciale fosse possibile.