Stefano Barotti

Stefano Barotti

Sarzana (sp)


24/05/2007 - di Alfredo Del Curatolo
STEFANO BAROTTI

24 maggio 2007 - Jux Tap - Sarzana (Sp) La musica dal vivo non si è offesa troppo, come lui stesso temeva, ma la voglia di rivedere Stefano Barotti sul palco era tanta e la possibilità di ascoltarlo nella migliore delle ipotesi più che solleticante. Tre anni d'attesa per un secondo album che, dopo il sorprendente debutto di "Uomini in costruzione" e le anticipazioni acustiche live di brani maturi come "Gli ospiti", era più che atteso.
Ecco dunque e finalmente il cantautore apuano con la sua collaudatissima band, la Macchina Speciale, l'aggiunta del valido tastierista Nico Pistolesi e la guest-star Jono Manson, co-produttore e arrangiatore anche del secondo disco che porta proprio il titolo della canzone con cui era stato da tempo annunciato. "Gli ospiti" è stato presentato per l'appunto al Jux Tap di Sarzana, il 26 maggio scorso, davanti a una nutritissima schiera di fan e addetti ai lavori.
Altro che "difficult second album"! Nella dimensione "viva" le nuove composizioni hanno una forza folk-rock dirompente, frutto dell'affiatamento dei musicisti e della voce di Barotti che si è fatta più adulta, grintosa e sicura. Al suo fianco il versatile Pietro Bertilorenzi (Les Anarchistes) al basso, il fratello Marco alla batteria (da un po' di tempo stabilmente protagonista della nuova scena indie berlinese) e l'esplosivo e concreto Gabriele Ulivi alla chitarra elettrica.
Stefano accende la Macchina con la sua acustica che chiama "L'uomo più curioso del mondo", brano obliquo (per dirla con Max Gazzè) che vive di ondeggi e improvvise aperture, poi il gusto sixties di "L'angelo e il diavolo" (uno degli episodi migliori, sospeso tra il disincanto e la dolcezza del ritornello in cui da satanello canta "avevo preso un fiore per te, ma ogni fiore che tocco mi muore in mano") e le impennate di "Vive dentro una canzone", che ha la grande capacità di far immedesimare il pubblico e trascinarlo. In questo Barotti è migliorato assai: oggi è un frontman capace di incantare con gli episodi più intimisti ("Piccola canzone", "Per un chicco di sale"), di rileggere con raffinatezza il gioiello "Compositore di canzoni" e di lanciarsi in un'inedita "Giudizio non ho", blusaccio ironico che ricorda la "Prudenza mai" di Ivan Graziani.
La voce è meno timida degli esordi e tiene alla grande dalla prima all'ultima ballata, non si fa mai sovrastare dai corposi arrangiamenti, nemmeno quando il rocker di Santa Fè fa sentire la sua pregevole mano.
Tra picchi di poesia ("Gli ospiti", "Il costruttore di ali") e ballate primaverili ("Tempo di albicocche") Stefano Barotti ha anche il tempo di proporre a due voci e due lingue la splendida "Will there be love" di e con Manson (tradotta in "Ci sarà amore"), di non (far) dimenticare le perle dell'album d'esordio e soprattutto di segnalarsi come uno dei più vivi, appassionati e promettenti tra i nuovi artisti italiani.

SET LIST:
L'uomo più curioso del mondo
L'angelo e il diavolo
Forte dei marmi
La neve sugli alberi
Il profumo dei sogni
Piccola canzone
Compositore di canzoni
Il legno e le corde
Lo spaventapasseri
Per un chicco di sale
Tempo di albicocche
Vive dentro una canzone (con jono manson)
Will there be love (con jono manson)
Ieri ho rivisto mia madre (con jono manson)
Lilli e il lupo
Gli ospiti

In qualche parte del mondo
L'uomo più curioso del mondo

Stefano Barotti - voce e chitarre
Marco Barotti - batteria e percussioni
Gabriele Ulivi - chitarra elettrica
Pietro Bertilorenzi - basso
Nico Pistolesi - tastiere
Special guest: Jono Manson

Stefano Barotti Altri articoli