Patti Smith

Patti Smith

Festival Villa Arconati


23/07/2012 - di Gianni Zuretti
Patti Smith: rock e poesia in un connubio unico ed indissolubile

Villa Arconati ha fatto il pieno storico, davvero impressionante l’affluenza di pubblico che ha voluto omaggiare la Smith al suo ritorno al Festival dopo diciassette anni per promuovere il nuovo splendido disco Banga, lavoro che contiene molta Italia (dai personaggi storici oggetto delle canzoni, alla collaborazione con La Casa del Vento); oltre tremila persone per il terzultimo show del lungo tour per lo stivale (dieci concerti in totale). Patti in conferenza stampa ha manifestato la sua passione per la nostra città nella quale dice di sentirsi “a casa, è come se vivessi in una favola” e il pubblico le ha fatto sentire un calore speciale da sotto il palco che l’ha stimolata a dispensare un concerto strepitoso (nonostante una evidente stanchezza fisica dovuta alla fatica per le date inanellate senza un giorno di break).

La poetessa del rock ci ha comminato l’usuale e inscindibile magma costituito da poesia e rock ammaliando per la capacità di ipnotizzare la platea attraverso gestualità teatrale alternata ad accelerazioni fisiche e musicali che fanno pensare che il tempo per lei non passi, i suoi sessantasei anni a dicembre sono ancora carichi di vibrante energia fisica, rabbia interiore e freschezza compositiva.

La band che l’accompagna si impernia sul collaboratore di una vita, quel Lenny Kaye con lei dal 1971! che si occupa delle chitarre con il polistrumentista Jack Petruzzelli, l’ottima ed esperta sezione ritmica costituita dal bassista e co-produttore Tony Shananan (anche alle tastiere e alla voce) e dal batterista, l’esperto Jay Dee Daugherty; per loro anche la possibilità di sciorinare un medley tratto dalle Nuggets compilations opera di Kaye negli anni ’80 per la Elektra.

La partenza è dolce con una sequenza di canzoni delicate come Redondo Beach e Dancing Barefoot oppure il piacevole pop rock di April Fool che mettono una volta di più in evidenza la capacità della Smith di catturare il suo pubblico graffiando con delicatezza, avvalendosi del suo proverbiale “spoken” e grazie alla duttilità estrema della sua voce che, a parte qualche leggero vibrato (conseguenza dell’età e usato con grande “mestiere”), appare ancora integra ed in grado di esplodere e caricarsi per un crescendo finale di devastante furia rock nei bis (dei quali, per la stanchezza, abbiamo avuto sentore che avrebbe fatto volentieri a meno) con una versione fantastica di Banga e una  Rock N Roll Nigger, con tanto di corde della sua elettrica devastate e penzolanti dal manico: qui Patti non graffia più, il suo volto, che a tratti era parso persino dolce nel dispensare sorrisi, si trasfigura e a guisa di un novello Captain Hook, la Smith sfodera l’antica grinta, ti uncina il cuore e te lo strappa.

Ha avuto pensieri per tutti a cominciare da Amy Winehouse alla quale, in occasione dell’anniversario della scomparsa, ha dedicato una commovente This s The Girl e Johnny Depp con Nine cantata per il suo compleanno. Ha promosso l’azione di Emergency della quale ci ha detto dovremmo essere orgogliosi ed ha rovesciato la sua rabbia contro il mondo con tanto di consueto sputo finale ma anche, da consumata entertainer, ha aperto siparietti,  su tutti quello sul ragno che aveva tessuto la tela sul mic del bassista.

La sacerdotessa del rock ci ha mostrato di non aver bisogno delle “quote rosa” per issarsi di diritto, con il Boss e Tom Petty, sul podio dei grandi concerti dell’anno, ciò mentre le giovani e vacue stelline del rock (pop-soul) internazionale stanno purtroppo ancora a guardare, tutte tese ad agghindarsi, sculettare maliziose per ingaggiare una lotta impari con la musica di qualità come quella della "mamma" del rock che se ne fotte del capello sdrucito e bicolore, del jeans vintage fuori ordinanza ma che resta comunque saldamente in cabina di comando sulla nave del rock.

Foto di: Angelo REDAELLI
 
Setlist:

Redondo Beach

Dancing Barefoot

April Fool

Fuji-san

This Is the Girl (dedicate a Amy Winehouse)

Ghost Dance

Distant Fingers

Beneath the Southern Cross

Nuggets Medley: Night Time/(We Ain't Got) Nothin' Yet/Born to Loose/Pushin' Too Hard

We Three

Nine  (dedicata a Johnny Depp)

Pissing in a River

Because the Night

Peaceable Kingdom/People Have the Power (spoken)

Gloria

Bis:

Kimberly (one verse by request)

Banga

Rock N Roll Nigger

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