Sergio Caputo

live report

Sergio Caputo Palapartenope

20/12/2013 di Francesco Bove

Concerto del 20/12/2013

#Sergio Caputo

Ritrovare Sergio Caputo, uno dei cantautori italiani più irriverenti degli anni '80, è sempre motivo di giubilo, per il suo stile inconfondibile, che dal vivo è amplificato dallo spessore di una band stellare, e per la sua ironia, sempre fortemente presente.

La data di Napoli, però, verrà ricordata per una lunga polemica che il cantautore ha portato avanti, tra un pezzo e l'altro, per lo scarso pubblico presente in sala (250 persone in una struttura che potrebbe ospitarne addirittura 1000). Peccato, perché Caputo offre uno show veloce, divertente e swingante da non perdere ma peccato anche per la "caduta di stile" inaspettata che l'artista romano ha avuto.

La scaletta si concentra, nella prima parte, sul disco "Un sabato italiano" che viene riproposto interamente con nuovi arrangiamenti, scelta intelligente e audace da parte di Caputo che ha decisamente attualizzato un disco che risente troppo, oggi, di alcune scelte fortemente 80's. Ecco, quindi, con vestiti nuovi e freschi pezzi straordinari come "E le bionde sono tinte", "Cimici e bromuro", "Io e Rino" oltre alla famosissima "Un sabato italiano". Seconda parte, più frivola, dedicata ai ritmi sudamericani proposti a più riprese nel corso della sua carriera ("L'astronave che arriva", "Italiani Mambo", "Il Garibaldi innamorato").

 

Pubblico caloroso, accogliente, materno, che ha incassato magistralmente lo sfogo di Caputo vivendo il concerto con piacere e gioia, quasi giustificando uno sfogo gratuito e inutile.