Nada

Nada

Roma, Monk


19/04/2019 - di Arianna Marsico
Pensi a Nada e poi vedi sul palco un qualcuno che va ben oltre quanto hai immaginato. La vedi muoversi sul palco, a volte sciamanica, a volte leggiadra, e vedi un connubio di professionalità, esplosività emotiva, eleganza vocale e spirito rock che riempie il cuore di gioia. Vedi come 65 primavere abbiano reso il suo viso ancora più radioso ed intenso e la facciano muovere regale e generosa verso i musicisti che suonano con lei (per questo tour c’è anche Enzo Moretto, reduce dal tour con gli A Toys Orchestra).

Un angelo caduto dal cielo introduce a questo spettacolo di armonia, e Disgregata va a rigarlo con schegge di inquietudine, con contorcimenti fisici e vocali. Stasera non piove precede degli splendidi ritratti di femminilità autentica, fatta di luci e ombre, che sono Guardami negli occhi e Luna in piena, che fa pensare alla sfortunata Zelda Sayre Fitzgerald. Correre diventa ipnotica grazie al violino appena pizzicato, quasi ovattato. Senza un perché è un piccolo capolavoro di grazia, in cui Nada sembra librarsi come una farfalla.

Lavori in corso è un abbraccio avvolgente ai presenti, in quel “ tramonto un po` speciale che all`improvviso/ Ti si apre il cuore”. È un momento difficile, tesoro è oscuramente maestosa, prima della struggente Piantagioni di ossa. Macchine viaggianti dà una sferzata elettrica ai presenti.

Un toccante racconto di come si possa sognare di voler tornare nel grembo materno, perdonando tutto “ma proprio tutto” alla propria genitrice, ci introduce a O Madre. Dove sono i tuoi occhi chiude la prima parte del concerto.

La dolcissima Ti stringerò apre i bis. Il sassofono blu di Amore disperato sembra non aver sentito il peso degli anni. E poi il tripudio di Ma che freddo fa, quasi in salsa western, con Enzo Moretto scatenato alla chitarra.

Sembrerebbe tutto finito. Ma Nada ha un’altra sorpresa per noi, La canzone per dormire per darci la buonanotte. E per ringraziarci, per mostrarci sincero affetto e gratitudine. Poi ci saluta, lasciando gli ultimi e meritati applausi alla band: Francesco Chimenti, Franco Pratesi, Enzo Moretto e Luca Cherubini Celli.

E lasciando a noi il cuore aperto.

 

 

Foto: Daniele Di Mauro

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