Bob Mould

live report

Bob Mould Rasoiate elettriche per il Solo Electric Tour di Bob Mould al Monk

di Giovanni Sottosanti

Concerto del 11/11/2025

#Bob Mould#Rock Internazionale#Rock

Furiose rasoiate elettriche e assoli devastanti hanno incanalato l'energia e la rabbia punk hardcore sul palco del Monk, in un martedì sera uggioso e sonnolento. Bob Mould riporta a casa la storia che, dagli Husker Du passa attraverso la breve esperienza Sugar e illustra una carriera solista ben più prolifica. L'ultimo lavoro Here We Go Crazy rappresenta il quattordicesimo capitolo di una discografia sempre ad alti livelli, tra episodi più riflessivi e melodici e adrenalinici ritorni alle origini. In questo Solo Electric Tour si presenta armato esclusivamente di chitarra elettrica che, per poco più di un'ora, spara sventagliate di distorsioni come fossero raffiche di un mitra.

Si parte con The War da Beauty & Rain del 2014, poi è subito Husker Du con le antemiche Flip Your Wig e I Apologize. Hoover Dam tira in ballo gli Sugar e il loro splendido Copper Blue, mentre con Stand Guard, tratta da Black Sheets Of Rain, parte una sequenza di ben quindici brani che spaziano attraverso il suo repertorio solista, dall'iniziale Workbook fino all'ultimo nato, passando attraverso Blue Hearts, Patch The Sky e Silver Age. Ecco allora scorrere nell'ordine Siberian Butterfly, Sinner And Their Repentances, The Descent, Forecast Of Rain, Next Generation, I Don't Know You Anymore, You Say You, la brillante Here We Go Crazy e poi ancora The Ocean, Daddy's Favorite, Black Confetti, Hardly Getting Over It, Too Far Down e Never Talking To You Again. L'aspetto negativo è che purtroppo in parecchi passaggi sembra di ascoltare sempre lo stesso pezzo, con un riff sanguinante, distorto e urticante che si ripete in maniera quasi ossessiva. Bob parla poco, riversando sul palco, nel cantato e sullo strumento l'atteggiamento fiero e battagliero di sempre. Il finale scalda i cuori dei presenti quando Celebrates Summer riporta in pista gli Husker Du di New Day Rising. La successiva See A Little Light è un altro tuffo nel glorioso passato di Workbook, poi ancora Sugar e Copper Blue con If I Can't Change Your Mind Sugar. Nei bis ancora, inesorabilmente e sempre Husker Du, anche perché questa volta Something I Learned Today e Makes No Sense At All le cantano veramente tutti.

Un concerto per certi versi contraddittorio, anche ostico, sicuramente non facile; probabilmente qualche pezzo con la chitarra acustica o la presenza di altri musicisti sul palco avrebbe permesso di variare il suono, rendendolo meno monolitico e monocorde.

Ma era Solo Electric Tour e lui è Bob Mould. Così è (se vi pare), cit. N 1

Sempre sulle barricate, dritto e orgoglioso, sempre "in direzione ostinata e contraria" , cit. N 2...