Stefano Barotti

Stefano Barotti

Como


17/11/2005 - di Simone Broglia
STEFANO BAROTTI

17 novembre 2005
L'ULTIMO CAFFÈ, COMO Sono passati da poco i due anni dall'uscita del suo esordio, "Uomini in Costruzione" per la Club de Musique, e l'artista toscano Stefano Barotti, durante le serate dal vivo, continua ad emozionare gli spettatori e a convincere con la portata qualitativa dei testi e delle scelte musicali.
In acustico o con la band, in una sala da museo o in un locale, Barotti ha il potere di inchiodarti ad ascoltare le sue fiabe: ogni volta ti ritrovi a figurarti immagini di spaventapasseri, a pensarli come immobili punti di vista da cui si può vedere il mondo, oppure lupi mansueti e con gli occhi profondi che vegliano sotto il letto dell'amata.
Stefano approda a Como dopo una tournee nel nord Europa che gli ha permesso di farsi conoscere ed apprezzare da un pubblico numeroso, non solo composto di italiani emigrati, ma anche da gente locale. Il tour ha toccato Berlino (due date), Copenaghen, Aarhus, Amburgo.
Il concerto si apre con un brano inedito "La ragazza", ma si riscalda veramente, forse per la stanchezza del viaggio, quando Stefano imbraccia la dodici corde ed attacca "Il Legno e le Corde", pezzo a cui molti dei suoi ascoltatori sono legati. Ottima la scelta di quella particolare chitarra, che spesso utilizza nelle canzoni, il cui vibrare ampio si diffonde negli inevitabili spazi vuoti che si creano con una formazione fatta di due chitarre.
Questa sera con lui sul palco vi è il chitarrista elettrico Gabriele Ulivi che lo accompagna ormai da anni. Credo sia scontato dire che con la band al completo è un'altra cosa, comunque i ricami di Gabriele cadono bene nelle canzoni, nonostante si senta la mancanza delle legature della componente ritmica.
Gira molto bene la nuova "Notte delle lettere mai spedite" con i suoi downbeat, la sempre bella "Compositore di Canzoni" e, con un'attenzione particolare questa volta al testo, colpisce l'inedita "Gli Ospiti", brano decisamente intenso, amaro e riflessivo dotato di una carica lirica di cui pochi cantautori oggi possono fare sfoggio. Pensandoci bene i momenti che preferisco dei suoi concerti sono quelli in cui Barotti è solo con la chitarra classica arpeggiata: lì emerge bene la grana della voce e si sente il cadere rotondo del testo sulla musica. Questa sera hanno brillato nelle vesti arpeggiate la stupenda "Tornare a scriver di notte" e la nuova "Per un chicco di sale", pezzo omaggio a Nick Drake, per l'utilizzo della diteggiatura e dell'arpeggio che accentua i bassi, dal testo affascinante.
A fine serata Stefano ha confessato di aver iniziato ad incidere i brani del prossimo album: rimaniamo in attesa.

Scaletta:
La ragazza
Piccola canzone
Il legno e le corde
Piove
Forte dei Marmi
Lo Spaventapasseri
Notte delle lettere mai spedite
Compositore di canzoni
Gli Ospiti
Beatrice
Uomini in costruzione
Lettera ad un temporale
Per un chicco di sale
Lilli e il lupo  

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