James Maddock

James Maddock

Chiari, Auditorium A. Toscanini


17/03/2018 - di Marcello Matranga
La pioggia battente non ha scoraggiato l’affezionato pubblico che è sempre parte integrante e sostanziale dei concerti organizzati con l’ormai proverbiale ospitalità dalla ADMR, giunta al 21° anno di età ed al 184° concerto. Numeri decisamente importanti, che rendono Chiari una delle rare zone felici di questo paese, almeno dal punto di vista musicale.

Chiara Giacobbe e la sua Chamber Folk Band tornano on stage a Chiari a soli tre mesi dal loro esordio in questo contesto. Se tre mesi fa Chiara era stata una piacevole sorpresa, adesso il set al quale abbiamo assistito ha offerto una performance decisamente più consapevole e matura, un concerto in cui la Giacobbe è perfettamente supportata da una band che si mostra maggiormente affine al progetto musicale. Canzoni piacevoli che scorrono tra gli applausi di un pubblico mai compiacente, ma decisamente competente e attento. Continuare a suonare in contesti sempre maggiori può solo contribuire a far “crescere” una proposta musicale simile, facendola uscire da confini nei quali è sbagliato confinarla vista la validità della musica proposta. Il recente Lionheart è il fulcro di uno spettacolo che vola in un batter d’occhio. Bravi i musicisti che accompagnano la Giacobbe, Andrea Negruzzo al piano e armonium, Alessandro Balladore chitarra elettrica, Andrea Chellini alla batteria, e, menzione particolare da parte di chi scrive, per l’eccellente Rino Garzia al basso. A fine concerto on stage Maurizio Mazzotti alla chitarra acustica, Filippo Colombo al banjo, Daniele Carradore alla chitarra acustica ed Alex Valle, mandolino, unirsi alla band della Giacobbe per eseguire una deliziosa versione di Willin’ dell’indimenticabile Lowell George.

James Maddock a fine concerto lo dice chiaramente: “avrei potuto cancellare questo set”. La causa le pessime condizioni della sua voce, salvata nel pomeriggio da una provvidenziale erboristeria che ha permesso a James di tenere uno show che, viste le premesse, è stato in realtà delizioso e coinvolgente. Insieme a “compagni di viaggio” (per dirla alla De Gregori…..) come Guido Guglielminetti al basso, Alex Valle, pedal steel e mandolino, Max Malavasi, batteria, Maddock ho sfoderato una performance molto intimista e cantautorale, con il giusto spazio alle qualità dei musicisti che hanno condiviso il palco con lui, (e che musicisti…..), con una serie di canzoni che hanno spaziato in un songbook ricco di episodi di notevole caratura, come Stars Allign arricchita da un’intro chitarristica molto bella, la strepitosa Sunrise On Avenue C, e l’incanto di una Wake Up and Dream d’abbagliante splendore. Il resto ha visto Maddock pescare canzoni dal recente, e riuscito, Insanity vs. Humanity, ben tre dal poco riuscito a mio avviso The Green, non tralasciando due pezzi tratti da Another LIfe. E quando il concerto finisce non c`è retrogusto spiacevole, anzi, ci si  sente piuttosto contenti per l`ennesima bella serata trascorsa. 

Uscendo sembra proprio che stia per avverarsi uno splendida Sunrise On Avenue C (hiari). 

La scaletta della serata

My Old Neighborhood 

Another Life 

The Mathematician

When The Stars Allign

I Can’t Settle

Keep Your Dream

When the Sun’s Out 

Better On MY Own

Once There I Was a Boy

Rag Doll 

Sunrise on Avenue C

Beautiful Now

Wake Up and Dream

 

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