Chiari Blues Festival 2022

live report

Chiari Blues Festival 2022 Chiari Blues Festival 2022 Chiari (Bs) - Istituto Salesiano San Bernardino

16/07/2022 di Marcello Matranga

#Chiari Blues Festival 2022#Jazz Blues Black#Blues #George Thororgood & The Destroyers #Good To be bad Tour #Barley Arts #Tino Cappelletti #Federico Matranga Ph #A.D.M.R.

Seconda serata per il Chari Blues Festival con cambi resisi necessari dall’assenza di Joachim Cooder, annunciata da tempo, ma la conferma della guest star della giornata, ovvero George Thorogood & The Destroyers con la tappa italiana del suo Good To Be Bad Tour. 



Apertura affidata agli Scotch seguiti subito dopo da Maurizio Pirovano, che hanno intrattenuto il pubblico con una buona dose di Rock Blues i primi, e cantautorato il secondo. Molto interessante, e decisamente piacevole il set che ha visto Tino Cappelletti dare la scossa alla platea fattasi più cospicua, grazie ad un’esibizione ricca di classe ed irrobustita da un sound di ottimo livello dove il Blues ed il Rock vanno a braccetto fondendosi in pezzi che spaziano tra classici rivisitati e pezzi originali. Cappelletti è musicista esperto e con un background di tutto rispetto, e non sorprende la sua ottima padronanza del palco, coadiuvato da una band, la Joy Band, che srotola note su un tappeto sonoro ricco ed articolato, tanto quanto fluido e gradevole.



Molto bello il finale, decisamente trascinante, che ha visto Fabrizio Poggi salire sul palco con la sua immancabile armonica, ad impreziosire una performance  di ottimo livello.



George Throrogood & The Destroyers mancavano dal nostro paese da 41 anni. Una vita, ma il tempo passa e può sorprendere sempre. E così, ancora Claudio Trotta come allora, stavolta con la sua Barley Arts (chapeau ragazzi per il vostro personale gentilissimo e paziente come mai) e l’ADMR con Maurizio Mazzotti, che ha il raro pregio di farti sentire come se fossi a casa tua pur quando l’afflusso è ingente e la confusione potrebbe farla da padrona, sono riusciti a riannodare i fili di un percorso che, chissà mai perché, si era interrotto privando il pubblico di poter assistere ad uno spettacolo del genere.



Un uragano devastante fatto di un milieu semplice ma irresistibile, che coniuga l’afflato potentissimo del Rock’n’Roll che abbraccia il Blues ed il Boogie, ma approda anche sulle sponde del Surf con una versione di Tequila dei Champs.



Thorogood ed i suoi miusicisti, Bill Blough al basso, Jeff Simon alla batteria, Jim Suhler alla chitarra e lo strepitoso Buddy Leach al Sax, regalano un’ora e mezza di concerto che non lascia scampo per la sua sequenza terrificante di classici che si susseguono in una sequenza avvolgente che fa salire ulteriormente la temperatura esterna già di per se insostenibile per quanto mitigata da una leggera brezza.


E così la sequenza srotola ricordi di un passato che, pur con qualche inevitabile ruga, è inesorabile tanto deflagrante. Who Do You Love?  Gear Hammer, I Drink Alone, Move It On Over, Bad To The Bone, la spassosa Get A Haircut, One Bourbon One Scotch One Beer, Born to be Bad hanno reso goloso un set dove sullo sfondo si vedevano danzare una miriade di gruppi come Blasters o Ramones  che, su certe note di r’n’r , hanno costruito  memorabili carriere.



Un concerto come pochi, dove ci si è divertiti tantissimo, fatto di mestiere, certo, ma di una ruvida scorza di musica tirata ed entusiasmante come da tempo non si ricordava.

Serata trionfale!!