live report
Offlaga Disco Pax Roma, Monk
di Arianna Marsico
Concerto del 15/04/2025
Enrico Fontanelli ci ha lasciati nel 2014. Max Collini e Daniele Carretti non lo nominano mai sul palco, eppure è presente in tutta la sua assenza. È nelle parole di ringraziamento per Mattia Ferrarini “ senza il quale questo tour non sarebbe stato possibile”. È nello sguardo di Collini emozionato, a volte gli occhi sembrano lucidi.
Socialismo tascabile (Prove tecniche di trasmissione), primo disco degli Offlaga Disco Pax, compie vent’anni, e dal 2005 sono cambiate tante cose. Fontanelli non c’è più, il turbo- capitalismo e l’ultraliberismo sembrano aver preso il sopravvento e il mondo sembra impazzito, con cambiamenti e ribaltamenti talmente repentini (basti pensare agli ultimi mesi…) da lasciare sgomenti. Come commenta Collini dopo aver cantato Tatranky, definita “la nostra rapsodia boema”, le dittature non sono solo quelle che arrivano con i carri armati.
La scaletta pescherà anche dal resto della discografia, quasi scattando tante istantenee che ci permettono di capire ancora di più l’oggi.
L’inizio è affidato a Kappler e Cinnamon. Il suono si fa ancora più stratificato, a tratti con barlumi new - wave. Rimane intatta la capacità di coniugare politica a piccoli dettagli della vita reale, a raccontare quell’Emilia “rossa” in cui un certo modello sociale permeava ogni aspetto. Emerge in modo quasi tragicomico in Khmer Rossa, ma anche in Dove ho messo la Golf? (da Bachelite del 2008): “Poi una volta ho rubato una macchina/Davanti a tre poliziotti della stradale/ Non molto interessati alle presidenziali brasiliane/Che fosse mia non aveva, quella sera, grande importanza”.
Enver canta di "piazze piene/urne vuote", ma oggi sono vuote anche le piazze. Il distacco tra politica ed elettorato sembrava impensabile negli anni '70 -'80.
Tono metallico standard fa pensare con nostalgia ai negozi di dischi, ormai quasi una specie in via di estinzione. Sensibile (2008) riapre la ferita mai sanata della strage di Bologna del 2 agosto 1980. Ed è sempre più necessaria in un mondo di fascismi striscianti (a volte nemmeno troppo).
Se Parlo da solo quasi anticipa l’odierna solitudine da iperconnessione, De Fonseca affronta la fine di un “amore sconfitto/ Marca, De Fonseca”. La politica e il socialismo sembrano allontanarsi per un attimo, per poi riportarci a Cavriago, alla Piccola Pietroburgo con piazza Lenin e una cooperativa di cittadini che ha permesso al cinema di continuare a vivere “Nel paese/ Dove è nata Orietta Berti”. Onomastica, presentata con l’elenco telefonico di Reggio Emilia, diventa un’occasione per ringraziare tutti coloro (uno a uno) che hanno reso possibile questo tour.
Nei bis c’è posto per l’ “omaggio agli antenati”, i CCCP, con Allarme. Piccola storia ultras (2012) mescola cori ultras con il ricordo dei morti di Reggio Emilia. Ed emerge l’amara consapevolezza che anche la curva reggiana, e non solo quella, sia ormai cambiata: “L'epitaffio di uscita da quel periodo storico/Gli ultras se lo scrissero a vernice su Viale Monte Grappa/Inneggiando al bombardamento americano sulla Libia per far fuori Gheddafi/Lo stesso Gheddafi che poi divenne azionista della Juventus/Lo stesso Gheddafi il cui figlio giocava per scherzo nel Perugia/Lo stesso Gheddafi socio dell'Eni/Lo stesso Gheddafi che infine abbiamo ripreso a bombardare/Così per sport”.
Forse sia il Socialismo sia l’Universo non sono più in espansione, ma la conclusione della serata con Robespierre ha una forza con un impatto emotivo devastante. C’è l’infanzia, c’è l’adolescenza, ci sono immagini indelebili nella memoria di ognuno. Il grazie che Max Collini ci dice dobbiamo dirlo noi agli Offlaga Disco Pax, per la coerenza, per la resistenza al tempo che scorre.