live report
Elvis Costello Geniale, poliedrico, multiforme: Elvis Costello a Perugia
di Giovanni Sottosanti
Concerto del 12/07/2026
Il Genio è spesso capriccioso, irrequieto e irriverente, mai prevedibile né tanto meno etichettabile. Declan Patrick MacManus, per gli amici Elvis Costello, si porta da sempre ben impressa questa etichetta di artista geniale, poliedrico e multiforme. Dagli inizi all'insegna del rock'n'roll, punk, new wave e pub rock, per arrivare al pop rock e alla canzone d'autore. Una carriera dalle mille sfaccettature, sempre all'insegna della curiosità, della sperimentazione e della voglia di rimettersi in gioco. Per cui, chi meglio di lui poteva chiudere l'edizione 2026 di Umbria Jazz a Perugia?
Accompagnato dai fidi Imposters, con l'aggiunta preziosa del grande Charlie Sexton, dà vita a un concerto energico, vibrante ed emozionante, in cui passa in rassegna un repertorio variegato, con particolare predilezione per i pezzi della produzione del primo periodo.
Just A Memory apre l'album dei ricordi, riscaldando da subito chitarre e amplificatori, Surrender To The Rhythm rimette in pista i gloriosi Brinsley Schwarz dell'amico Nick Lowe, mentre Mistery Dance, Watching The Detectives/Help Me, Less Than Zero e Lovers Walk tirano dritto lungo la strada di quel rock'n'roll primigenio macchiato di punk, reggae e pub rock che segnò in maniera indelebile la metà degli anni '70. The Long Honeymoon rallenta la corsa per consegnarci una ballad intensa e vibrante, Who Will The Next Fool Be è una cover di Charlie Rich, mentre In The Darkest Place abbraccia Almost Blue in un altro frammento di grande emozione. La voce di Costello arranca su qualche pendio, chiede tempo per carburare e sgranchire le corde vocali, ma ne viene poi fuori alla grande. Come i grandi fuoriclasse, anche Mr. MacManus sa aspettare il momento giusto per stupire e tirare fuori i colpi decisivi. Everyday I Write The Book resta un pezzo senza tempo, ballad sopraffina nella sua semplicità e immediatezza. Gli Imposters si trovano a occhi chiusi e seguono il proprio frontmam senza sbagliare un colpo, mente Charlie Sexton gioca il Campionato dei Fuoriclasse, giustificando in pieno la fama che lo precede. Costello è rilassato e visibilmente contento, sorride sornione, con il suo incedere buffo e il look impeccabile da Lord inglese. Honey, Are You Straight Or Are You Blind? e Clubland viaggiano negli anni '80 di Trust e Blood & Chocolate, tra sfuriate punk e colori new wave. A Good Year For The Roses di George Jones è un altro episodio di grande intensità, la voce di Elvis sale verso vette altissime, andando ad abbracciare, non a caso, Suspicious Minds e Always On My Mind per un medley ad alto tasso emozionale e applausi convinti.
A questo punto non si scherza più, perché da qui alla fine, fatta eccezione per l'oasi acustica di una Alison un po' stanca e affaticata, è solo rock'n'roll nudo e crudo, tirato, nervoso, scattante, arrembante e tremendamente coinvolgente. Ecco allora tutte d'un fiato (I Don't Want To Go To) Chelsea, Pump It Up, No Action, Radio Radio, I Can't Stand Up For Falling Down, High Fidelity e una conclusiva (What's So Funny 'Bout) Peace, Love & Understanding, gigantesco inno collettivo, trascinante ed evocativo, uno di quei pezzi che potrebbero ricominciare e non finire mai.
Si torna a casa con un gran sorriso stampato sul volto, perché alcuni personaggi diventano sempre più preziosi e insostituibili, anche se invecchiano e non sono performanti ed efficaci come una volta. E forse proprio le imperfezioni e le incertezze ce li fanno amare ancora di più. Il rock'n'roll non è mai stato perfetto, ne mai lo sarà.
Peace, Love & ELVIS COSTELLO!