Ben Harper & The Innocent Criminals

live report

Ben Harper & The Innocent Criminals Ben Harper & The Innocent Criminals: una corazza di pura gioia intorno al cuore

di Elisa Valmori

Concerto del 13/07/2025

#Ben Harper & The Innocent Criminals#Rock Internazionale#Songwriting

È in un’atmosfera estremamente rilassata che il 13 luglio scorso il Sequoie Music Park, al Parco delle Caserme Rosse di Bologna, ha accolto il chitarrista e cantautore californiano Ben Harper, accompagnato dai suoi The Innocent Criminals, in una delle date del Tour 2025 annunciato a dicembre dello scorso anno. Artista trasversale, in grado come pochi di spaziare dalla black music al folk rock di matrice blues, Ben Harper è un professionista profondamente innamorato della musica e del proprio ruolo di portavoce del credo di Bob Marley, che veicola, attraverso un’elegante trama fatta di sensibilità, pulizia del suono e amore per la tradizione.

Chitarrista notevole e talentuoso sin dall’infanzia, diviene iconico per l’uso della sua lap steel guitar, pezzo raro e risalente al 1920, pubblicando quasi una ventina di album in studio e dal vivo dal 1992 a oggi: Welcome To The Cruel World (1994) lo consacrò a pubblico e critica; con il successivo album, Fight to Your Mind (1995), più maturo e intriso di messaggi socio politici, Ben Harper presentò la sua storica band, The Innocent Criminals, con la quale, sul finire degli anni '90, fu impegnato in un'incessante attività dal vivo, suonando con le maggiori band al mondo, delineando così la rilevanza della dimensione live delle sue canzoni, spesso più ispirate e ricche di improvvisazione rispetto alle registrazioni.

È poi con The Will To Live (1997), dal celebre brano di apertura, Faded, che l'artista raggiunge il grande pubblico, sino al disco che contiene due tra i suoi più grandi successi ancora attualissimi, Diamonds On The Inside (2003), che mostra una decisa virata al funk e al reggae. L’ultimo album pubblicato, Wide Open Light (2023) è un lavoro che valorizza l’essenziale, fatto di radici, di amore, di dolore, declinato con l’eleganza di sempre. 

Il pubblico presente è numeroso ed eterogeneo: ci sono anche famiglie con bimbi piccoli, a riprova della trasversalità dell’artista statunitense.

Attendiamo qualche minuto sulle note di I Am That I Am di Peter Tosh, che va a sfumare nel potente arpeggio di apertura del live di Glory & Consequences (dall’album Will To Live), preannunciando uno spettacolo entusiasmante: su di un moto percussivo tondo, che raggiunge la pancia, e le dinamiche strumentali vengono eseguite in un climax pieno. Dal palco proviene gioia pura. Un soffice tappeto di voce e tastiera introduce l’iconico riff di Diamond on the inside (che dà il titolo all’omonimo album del 2003), dai suoni chiarissimi e di straordinaria pulizia.

I brani non sono una mera riproposizione delle registrazioni: i set strumentali con musicisti come The Innocent Criminals, di simili levatura artistica e potenza nei suoni, di note nelle dita e di spirito nel cuore, sono imprescindibili nella dimensione live di Ben Harper, e tutti da godere. Un altro grande successo è Don’t Give Up Me Now (dall’album Give Till It’s Gone, 2011), dal riff insistente, eseguito all’unisono tra basso e chitarra. Ben Harper è affabile con il pubblico, che si emoziona e batte le mani a tempo su un cantato a cappella. L’atmosfera esplode con Burn To Shine (dall’omonimo album del 1999) e con il pezzo dub Finding Our Way (dall’album Call It What Is del 2016), dalle coinvolgenti sezioni strumentali.

Con Don’t Take That Attitudide to Your Grave (dall’album Welcome To The Cruel World), eseguita con la slide guitar su un ipnotico giro di basso, cala un senso di pace e contemplazione, animato da uno straordinario solo di percussioni. Su Give A Man A Home (da Fight For Your Mind, 1995) e Walk Away (tratto da Welcome To The Cruel World), Harper rimane solo con le sue chitarre in un momento molto intimo, riscaldato dal ritorno delle atmosfere percussive della band e dalla tenera improvvisata della figlia che, insieme all’amichetta, va a salutare il papà direttamente dal palco. Attacca Need to Know Basis (dall’album in studio Bloodline Maintenance, 2022), un mix di puro stile reggae e campi di cotone.

Gold To Me (ancora dall’album Fight Your Mind) mantiene una "corazza di pura gioia intorno al cuore", con linee di basso allegre che emergono sino al solo finale di slide guitar; dopo un’incursione nell'anno 2007 con Say You Will (dall’album Lifeline), si torna indietro nel tempo sino al conturbante successo di Faded (da The Will To Live), dal lungo immersivo inserto strumentale.

Con un altro momento di sinergia corale tra Ben Harper e il pubblico su Better Way (da Both Sides Of The Gun del 2006), seguita da Fly On Time (tratta dall’album White Lies For Dark Times del 2009, registrato con il gruppo musicale Relentless7), si chiude il primo set del live. Lo spettacolo riprende dopo un lungo applauso del pubblico sul brano di straordinaria bellezza, eseguito a cappella da Ben Harper e The Innocent Criminal, Below Sea Level (ancora dal recente Bloodline Maintenance), che prelude alla forza espressiva e corale di With My Own Two Hands (da Diamonds On The Inside). In chiusura, il musicista, in solo, riesce a creare un ultimo momento di pura magia con Waiting on An Angel (ancora da Welcome To The Cruel World), dopo un’altra breve apparizione della figlia; poi si allontana in pace e divertito, dopo aver chiesto un telefono alle prime file per farsi un selfie con il pubblico. Con la sua eclettica e prolifica produzione artistica, Ben Harper, in particolare insieme a The Innocent Criminal, ha ancora molto da dire e riproporre nel mondo, in termini sia di pregio musicale sia di coscienza sociale.

La dimensione live si conferma ancora una volta il luogo preferito da artisti di tale caratura, perché, rimanendo fedeli a trent’anni di onorata carriera, esprimono il loro estro in uno spettacolo da assaporare in tutti i suoi colori con occhi scintillanti.