Motta

live report

Motta Roma, Fabrique Du Cinéma party n. 22 presso il Teatro India

14/09/2018 di Arianna Marsico

Concerto del 14/09/2018

#Motta#Italiana#Canzone d`autore

Motta ci regala un intenso mini -  concerto con al suo fianco Giorgio Maria Condemi  (chitarra) e Andrea Ruggiero (violino) nella splendida cornice del giardino del  Teatro India.

Sarebbe però ingeneroso non spendere delle parole per descrivere la manifestazione all’interno della quale si è esibito, ossia Fabrique Du Cinéma party n. 22, una festa per il numero dell’omonima rivista cinematografica. E’ stato possibile infatti vedere mostre di arte contemporanea e assistere a cortometraggi come Metachaos di Alessandro Bavari e l’episodio pilota della webserie  Flash di Valerio Vestoso.

Sul palco si sono avvicendati il regista del sopracitato Flash, che ha vinto il Premio Solinas Series, di Ride e parte del cast de La profezia dell’Armadillo, tratto dal fumetto di Zerocalcare e fresco di partecipazione al Festival del Cinema di Venezia. C’è stato spazio anche per Federico Zampaglione e i suoi Tiromancino, per la presentazione del video di Noi Casomai, del quale il cantautore è anche regista.

A questo punto arriva Motta. Durante la presentazione ha fatto capolino l’idea di comporre una colonna sonora, e chissà che in realtà tale proposito sia vicino al farsi concreto.

Il  due volte Targa Tenco è emozionato ed autoironico insieme, quando dice “Non ho la minima idea di cosa andrò a fare stasera”. Confessa di sentirsi praticamente nudo sul palco, e le canzoni così riarrangiate sembrano spogliarsi a loro volta, farsi raccolte. A dispetto però del suo sentirsi nudo e forse inerme in realtà Francesco in occasioni come queste dà il meglio di sé, perché emergono appieno caratteristiche quali sensibilità e sincerità. E l’esibizione è così vera da fare venire un nodo alla gola, come alla protagonista di Sei bella davvero.

Il primo brano è Vivere o Morire, dedicato in parte anche alla sua Livorno, seguito da quella piccola perla che è La Fine Dei Vent’anni. Motta, dopo aver detto di aver proposto le parole di Paolo Conte (“Vieni via con me” ndr)alla sua compagna e che sono piaciute anche a lei,  scherza con Condemi sul fatto che il brano in questione in questo modo non lo avevano mai fatto. Inizia così Quello Che Siamo Diventati. La canzone senza orpelli, senza tutto ciò che si è aggiunto in ore e ore di certosino lavoro in sala di registrazione, è un concentrato di amore puro, un’ammissione di debolezza ed una dichiarazione di forza (“E’ arrivata l’ora di restare”) di intensità straniante.

Abbiamo Vinto Un’altra Guerra viene impreziosita dal violino di Andrea Ruggiero che la rende impalpabile come un velo. Mi Parli Di Te, dedicata a suo padre Giovanni, ridotta a chitarra e voce assume pienamente la dimensione di un dialogo intimo, e porta lo stesso Francesco (ma non solo lui) ad avere gli occhi lucidi.

Sei bella davvero viene preceduta da un invito a eventuali omofobi e razzisti presenti ad abbandonare la platea. Viene cantata a squarciagola e ballata da tutti e in teoria dovrebbe concludere il concerto. A quel punto Francesco guardando verso l’organizzazione, sgranando gli occhi come un bambino chiede: “Posso farne un’altra?” . Come dire di no?

La Nostra Ultima Canzone col suo battere e levare ancora più evidente in acustico diventa elegia di un amore perduto. La conclusione è affidata ad un medley di Ed  È Quasi Come Essere Felice e Roma Stasera, due brani che effettivamente rappresentano il fil rouge tra i due album. Francesco visibilmente contento della felice riuscita della serata saluta, dicendo che forse sul palco non ci si vedrà per un po’.

Chissà se resisterà alla tentazione di imbracciare la chitarra. Di sicuro il ricordo di questa serata così raccolta resterà impresso nel cuore dei presenti fino al ritorno in scena, e probabilmente anche di più.