Yo Yo Mundi

live report

Yo Yo Mundi Leno (bs)

14/07/2005 di Christian Verzeletti

#Yo Yo Mundi#World#Folk

YO YO MUNDI

14 luglio 2005
LENO (BS) In questo periodo non facile per la musica, soprattutto per quella dal vivo, non sono in molti a cercare di proporre delle serate in grado di elevare il tasso d’interesse culturale di un semplice concerto. E purtroppo non sono in molti a recepire la proposta, anche tra i cosiddetti appassionati.
Bisognerebbe capire che di questi tempi la musica ha bisogno di andare in controtendenza e di lanciare sfide di qualità: chi lo fa, per ora, deve mettere in conto il rischio di trovarsi con un pubblico ridotto.
È quello che è successo alla Festa dell’Unità di Leno, dove gli Yo Yo Mundi si sono esibiti in una serata centrata sui brani di “54”, romanzo dei Wu Ming che la band di Acqui Terme ha musicato e pubblicato l’anno scorso.
Va prima di tutto dato merito a chi osa organizzare queste date atipiche e poi ai musicisti pronti a suonare senza condizioni esclusive: essendo infatti “54” un disco di musiche e letture, il suo ambiente ideale sarebbe a teatro e non in un parco all’aperto di fronte ad un centinaio di persone sparse su un prato.
Nonostante lo spazio che separava il palco dai presenti, gli Yo Yo Mundi hanno comunque offerto uno spettacolo che ha catturato l’attenzione: il pubblico ha seguito tanto le parti musicali, per lo più strumentali, quanto quelle recitate, dimostrando interesse e condivisione per una storia, la nostra, che si è in dovere di conoscere.
Personaggi e canzoni, parole e immagini si sono alternati senza una trama precisa, seguendo il filo rosso di un’epoca che in molti oggi vogliono riscrivere, se non dimenticare. Il continuo apparire e scomparire di storie legate al 1954 è stato reso possibile dalla videoproiezione delle fotografie di Dario Berveglieri e dalla presenza dell’attore Fabrizio Pagella, calatosi anche in quelle parti che su disco erano interpretate da altri.
Bravi gli Yo Yo Mundi a innescare con le loro musiche le suggestioni di una storia nascosta, che è apparsa a tratti surreale da tanto è ancora ignorata. L’emarginazione dei partigiani, le stragi dimenticate, la fondazione del KGB, l’avvento del consumismo, il ruolo della TV, la creazione di miti da parte dei media: sono stati questi gli argomenti a cui “54” ha ridato vita delineando le caratteristiche che stiamo ancora vivendo del secolo scorso.
Non c’è stata nostalgia né alcuna retorica militante grazie anche all’approccio raccolto della band che è passata da un suono all’altro con continuità, dal respiro popolare del tema conduttore alle parti più rock di certi pezzi strumentali a la Thin White Rope (che ormai fanno parte del DNA degli Yo Yo Mundi dai tempi di “Percorsi di musica sghemba”). Non sono mancati momenti divertenti, come alcuni siparietti recitati e mimati da Fabrizio Pagella in coppia con Paolo Enrico Archetti Maestri (“Il paperotto” e “Tarantella della deposizione spontanea”).
Fondamentale ancora una volta nell’unire rock d’autore e musica popolare è stato il ruolo svolto dalla fisarmonica di Fabio Martino. Flessioni cantautorali e sprazzi di rock, suoni programmati e canzoni si sono susseguiti con un’intensità rispettosa e delicata, ormai propria degli Yo Yo Mundi.
Giunti al termine di “54”, i protagonisti sono stati trattenuti sul palco da un lungo applauso e hanno salutato con “Se muoio stanotte (Ettore alla battaglia di Porta Lame)”, un brano inedito che si può trovare in download sul sito dei Wu Ming (www.wumingfoundation.com). È stato l’ultimo pezzo di storia, di una storia che continua e che gli Yo Yo mundi stanno già portando avanti con l’ultimo loro lavoro di “Resistenza”, uscito da poco in occasione del 60° della Liberazione.

Scaletta:
Tema di 54
Resteremmo qui per sempre
Non c’è nessun dopoguerra
Wu Ming
Bao Dai
Napoletania
Musiche per un televisore rubato
Ettore, Stella Rossa vince
Tema di 54: Angela e Robespierre
Il generale Serov era in cima
KGB
Lo specchio
Il gioco del mondo
Il sopracciglio inarcato di Cary Grant
This is a spy story
Tarantella della deposizione spontanea
Ad ogni modo il tempo
Il paperotto
Robespierre
Niente comunismo, Don Salvatore
Tema di 54: i sogni di oggi, i sogni di ieri

Se muoio stanotte (Ettore alla battaglia di Porta Lame)