live report
Davide Van De Sfroos La Folkedelia di Davide Van De Sfroos: sold out al Lake Sound Park
di Laura Bianchi
Concerto del 12/07/2026
Quando Davide Van De Sfroos accarezza le rive del suo Lago di Como, la sua Akuaduulza, il sold out è matematico. Anche stasera non fa eccezione, per una delle prime date del suo Folkedelic Tour, nel contesto del Lake Sound Park, che promette di essere una delle rassegne clou dell'estate, sia per il luogo scelto, l'ex Galoppatoio di Villa Erba, a Cernobbio, sia per l'organizzazione efficiente, con stand e food truck presi d'assalto da più di quattromila persone, sia per la qualità e la varietà delle proposte.
Che Davide abbia rivitalizzato l'asfittico mondo folk in dialetto, è noto da decenni, da quando, prima coi suoi De Sfroos, poi da solo, ha proposto una straordinaria miscela di ballate, combat rock, folk irlandese, con spruzzate di ska, punk, reggae. Ma Davide Bernasconi è uomo e artista multiforme, curioso, profondo conoscitore di ogni genere non solo musicale, divoratore di libri e film, e non ha mai nascosto la sua passione per la psichedelia, recentemente acuita, grazie allo spettacolo ideato da Ezio Guaitamacchi, a cui partecipava e in cui veniva presentata la figura di Jim Morrison. Nasce così l'idea di uno spettacolo diverso da Folkestra, quello proposto in inverno (che tornerà anche nel 2027), più essenziale nei componenti, ma non certo meno ricco di sfumature.
Fin dalle prime note, che riecheggiano One of These Days dei Pink Floyd, si capisce che questo è un progetto nuovo: e per tutto il corso del concerto il pubblico ascolta, accanto alle canzoni - lontane nel tempo, come Capitan Kurlash, La Balada del Genesio (cantata in coro da letteralmente tutti), Manicomi, o più recenti, come Zia Nora o La ballata del mascheraio - accenni da Doors, Jimi Hendrix, Area (l'accostamento tra Luglio Agosto Settembre Nero e Yanez è quantomeno sorprendente...), Pink Floyd. A proposito di questi ultimi, nella coda di Ki, Davide incrocia alcuni versi del leopardiano Canto Notturno di un pastore errante dell'Asia con Eclipse, e basti questo esempio per fare capire la poliedrica creatività del cantautore, che, a sessant'anni, si permette di non voler dimostrare più niente a nessuno, ma vuole divertirsi, divertire, e, anche, fare conoscere i grandi del periodo psichedelico a chi ancora non li avesse avvicinati. Saltella, balla, scherza con la band - alcuni elementi sono nuovi, ma già affiatati - eppure è presente a quanto avviene anche giù dal palco, come quando fa fermare la musica appena si accorge che una persona tra il pubblico accusa un malore, per consentire un pronto intervento.
Angapiemage Galiano Persico dirige la compagine con convinzione ed energia, soffiando nel didgeridoo e in totale simbiosi col suo violino, i fiati di Marco Spagnolo danno il giusto spessore a canzoni spesso suonate chitarra e voce, come La balada del Genesio o La ninna nanna del contrabbandiere; il piano di Pier Luigi Salami ricama armonie psichedeliche in equilibrio con l'elettrica di Paolo Cazzaniga, col basso di Lele Garro e con le percussioni di Silvio Centamore. Il risultato è una fantasmagoria di generi e suoni, dal reggae con cui è vestita Grand Hotel, alle tinte dark di Goga e Magoga, fino al delirio punk finale di Cyberfolk, intarsiato da un'inaspettata Oye Como Va.
Altrettanto fantasmagorico è il pubblico: coetanei del cantautore, coppie quarantenni, famiglie con bambini piccoli, giovani e giovanissimi con magliette o sciarpe del Como, che alzano al cielo durante l'inno Pulenta e galèna frègia. Questo testimonia la trasversalità di un artista che sa parlare a tutti, con una lingua che è insieme locale e globale, perché racconta degli ultimi, degli spaesati, di chi non si omologa; Davide capisce l'affetto del suo pubblico, e al termine lo ringrazia: "Ci fate sentire forti in un tempo debole".
William Blake scrisse: "Se le porte della percezione fossero purificate, tutto apparirebbe all'uomo come realmente è: infinito". Stasera apriamo le porte della percezione, scopriamo nuovi intarsi musicali, e torniamo ai nostri giorni con un sorriso in più.
GRAZIE A ROBERTO SASSO PER LE SPLENDIDE FOTO.
SETLIST
La machina del ziu Toni
Zia Nora
Pulenta e galèna frègia
Lo sciamano
Goga e Magoga
Ki
New Orleans
Oh Lord varda giò
Nona Lucia
Grand Hotel
La balada del Genesio
Ninna nanna del contrabbandiere
La ballata del mascheraio
Manicomi
Capitan Kurlasch
Yanez
Akuaduulza
La ballata del Cimino
La curiera
De sfroos
La balera
Cyberfolk
PROSSIME DATE:
16 luglio: Varallo (VC) – Alpàa Festival
19 luglio: Castel Ivano (TN) – Lagorai D'InCanto
1 agosto: San Bernardino (Switzerland) – Raiffeisen Alpine Lounge