Francesco Piu Trio

live report

Francesco Piu Trio Il Reverendo Francesco Piu col suo Trio elettrizza il Black Inside

di Laura Bianchi

Concerto del 11/04/2026

#Francesco Piu Trio#Jazz Blues Black#Blues

Il Reverendo Francesco Piu è pronto per officiare il rito, i suoi due apostoli, Gavino Riva, basso al fulmicotone, e Silvio Centamore, batteria implacabile, gli sono vicini, e gli oltre cento discepoli della chiesa del Black Inside attendono trepidanti la celebrazione, nel quadro della rassegna BluesINside. Perché questo è il blues del musicista sardo, quando conquista la dimensione live: una messa laica ed energetica, e la sua Parola è "Peace and Groove".

Peace, groove, sudore, bravura mai virtuosistica, interplay intenso e senza fiato, il trio suona come una band di sei elementi; merito di un chitarrista versatile, poliedrico, instancabile negli assoli, che dilatano la durata dei brani, rendendoli autentiche suites, e che si arricchiscono di rimandi a riff storici, da MissYou degli Stones, fino a un'emblematica Sidùn di De André. Merito di un bassista che fa da controcanto sia con lo strumento, sia con la voce, assolvendo al doppio ruolo di sezione ritmica e melodica, perfino nei passaggi più rock. E merito di un batterista che sa interpretare gli umori e le intuizioni dei due, quasi anticipandone le intenzioni.

È un rito collettivo, a cui aderisce il pubblico nella sua totalità, dalle prime alle ultime file, in una comunione di intenti e desideri, anche perché Piu e i suoi apostoli professano il credo non violento, in ogni sua forma, anche estetica, dal simbolo della pace sulla chitarra, alla bandiera della Palestina sulla maglietta di Centamore, fino all'inno conclusivo, Give Peace a Chance, cantato a gran voce dai fedeli, ormai tutti in piedi, convertiti e redenti.

Un rito meticcio e inclusivo anche nelle sfumature musicali: se Piu porta tatuato Hendrix, che evoca in più di un effetto della sua multiforme pedaliera, è con un insieme di generi diversi che innerva le sue creazioni. Dai Cream ai primi Led Zeppelin, dal funky anni Ottanta al blues di Muddy Waters, il gusto del chitarrista sardo sa rielaborare ogni spunto in modo personale, iniettando una dose adrenalinica e scintillante di maestria, e dipingendo degli stessi colori anche le composizioni originali, come nel caso di questa torrenziale In the Cage of Your Love, tratta dal suo disco del 2016 Peace and Groove.

Quando il rito finisce, resta la sensazione di aver assistito a un live di nome e di fatto: vivo e pulsante di vita e buone vibrazioni.

Il prossimo appuntamento: il 25 aprile, con Sergio Polito, un'altra stella del blues italiano, declinato alla Ry Cooder.

Andiamo in Peace and Groove, sorelle e fratelli.