Il Teatro Degli Orrori

live report

Il Teatro Degli Orrori Legnano (mi)

di Vito Sartor

Concerto del 11/05/2007

#Il Teatro Degli Orrori#Italiana#Alternative

IL TEATRO DEGLI ORRORI

11 maggio 2007 - Jail - Legnano (MI) Gli One Dimensional Man non si sono sciolti, non sono rimasti in silenzio per due/tre anni, non hanno incontrato nessuna crisi, neanche dopo l'uscita di scena del batterista Dario Perisutti, e "Dell'Impero delle Tenebre" non è il loro nuovo disco, quindi per dirla tutta il Teatro degli Orrori è un gruppo di nuove leve e vecchi compagni di battaglia: il live dell'ultimo progetto musicale di Giulio Favero e Pierpaolo Capovilla (ODM) dovrebbe chiarire definitivamente che la musica del Teatro rappresenta una nuova espressione artistica di un progetto rock, trascritto da esperienze passate e frutto di percorsi creativi davvero interessanti.
L'essenza di questo concerto è senz'altro quella di una nuova dinamica strumentale e sonora che parla rock'n'roll, che proviene dalla madre terra e che progredisce stilisticamente in termini di potenza: la band attinge da un percorso musicale che guarda al passato di ciascun componente ma che non tralascia l'aspetto innovativo, ovvero l'espressione musicale più diretta e forte, estetica. Poi ci troviamo di fronte sul palco, matto più del solito, Pierpaolo, finalmente nel ruolo di leader carismatico: un Artuad "noisectomizzato", che ha sempre rinchiuso dentro di sè un'idea di artista drammatico, da sfoggiare davanti al suo pubblico, finalmente libero di vomitare tutto il nero dalla sua anima o di lavarla, rovesciandosi addosso la birra che beve.
I brani non subiscono particolari sconvolgimenti rispetto al disco, sono rispettati nella loro struttura originale. Il suono punta parecchio sulla chitarra elettrica, tenuta costantemente ad alto livello sonoro, ma quello che conta davvero in questa performance è il crescendo emotivo, che in un primo momento converge sull'interpretazione del leader in una sorta di ipnosi magnetica, quando la band è circoscritta dalle fattezze di Capovilla, dai suoi incessanti scatti nervosi e dai suoi urli tesi che filtrano tra i denti tenuti da una mascella stretta. Non è certo casuale che la band veneta riesca a confezionare brani come "E Lei Venne", "Vita Mia", per poi emergere nelle situazioni più razionali, quando la fanno da padrone i valori e gli ideali, come nell'antimilitarismo di "Carrarmatorock" o come in "Compagna Teresa" (canzone dedicata a una staffetta partigiana) e "L'Impero Delle Tenebre".
La crescita di potenza in molte occasioni copre la voce e le parole, ma non la furia del front-man: è un peccato perdere versi sovrastati dal rock, visto che ai testi oggi il nostro ha dedicato parecchia dedizione. Del suo modo estremo di stare sul palco non si legge nemmeno per un attimo il desiderio di dare spettacolo di furia gratuita, ma solo la voglia di mostrare quello che oggi il rock in casa nostra non riesce o non è mai riuscito fino in fondo a comunicare, esprimendo un disagio non generalizzato. Grazie a questa pratica teatrale la band riesce a mettere in scena il male come pochi sono riusciti a fare, senza forzature e senza risultare oltraggiosi.
Coniando dal vivo nuove modalità provocatorie il Teatro degli Orrori riesce a dare ancora più senso alle cannonate verso i dogmi ("Dio Mio"), verso la fede dispersa ("Maria Maddalena") e a confezionare momenti davvero emozionanti, scritti con il cuore ("Lezione di Musica") e con il sangue ("La Canzone di Tom" dedicata all'amico Tom Dreyer).