Stefano Barotti

Stefano Barotti

La Scighera - Milano


11/04/2008 - di Maurizio Pratelli
Stefano Barotti

11 aprile 2008 - La Scighera - Milano Acrobatici Anfibi, la bella rassegna d'autore organizzata da Bielle Org, si congeda dal pubblico meneghino ospitando Stefano Barotti, il cantautore toscano che Mescalina segue con molta attenzione fin dai suoi esordi. Lo speciale che gli abbiamo dedicato ormai un anno fa, voleva soprattutto sottolineare un approccio alla musica che ci piace molto. C'è una sincerità di fondo che traspare ad ogni nota, c'è una predisposizione per la melodia che regala leggerezza ad ogni canzone. Nulla è artefatto o costruito a tavolino. Tutto, invece, sembra solo dettato da un battito più forte del cuore, da un'anima ferita, dalla foto di un bel ricordo.
C'è poi un altro grande punto che gioca a favore dei suoi sostenitori. Dal vivo, e lo ha dimostrato anche qui a Milano, Barotti ha fatto passi da gigante: pur suonando da solo, riesce ad alimentare uno show acustico di due ore con una serie di canzoni che trovano ulteriore spessore proprio nella loro interpretazione live.
Si inizia con "Piccola Canzone" un brano tratto dal recente "Gli Ospiti", album pubblicato lo scorso anno, che misura subito l'intensità di questo concerto.
"Compositore di canzoni" non ha bisogno di ulteriori presentazioni, è di fatto una delle cose migliori che la musica d'autore italiana abbia saputo regalare in questi anni. Il pubblico la canta ormai a memoria, ed è proprio qui che affiorano le qualità migliori di Stefano: la capacità di unire liriche poetiche, cariche di emozioni, a soffici note che sembrano cadere sulle parole come la neve sugli alberi, tanto per non inventare nulla e citare uno dei pezzi che mostra, come una ferita aperta, l'inquietudine onirica del suo animo sensibile.
La certezza di trovarsi di fronte a un artista di razza, si rinnova quando l'artista massese presenta un trittico di inediti. La maturità compositiva non sorprende più, a meravigliare è piuttosto l'apparante naturalezza con cui nascono liriche e melodie. "Girasole" e "Dodici rose", due brani che Barotti porge dal palco proprio come fiori, sono l'esempio migliore di quel che ancora verrà.
A spezzare le corde dei più romantici ci pensa invece Alfredo De Curatolo, in arte Freddie. Giornalista, scrittore e cantautore, da tre anni residente in Kenya, Alfredo è tornato per presentare, con l'incantevole ironia e intelligenza che contraddistingue ogni sua impresa (il termine non è esagerato, chiunque cerchi di campare d'arte, e non di prodotti, diventa automaticamente "titolare" di un'impresa), un nuovo libro intitolato "Malindi, Italia. Guida semiseria all'ultima colonia italiana d'Africa". Per l'occasione Freddie ripesca un magnifico e misconosciuto testo dello scomparso attore e cantautore Duilio Del Prete, "L'isola", e la profetica "Scappato a Mombasa", canzone tratta dal suo album del 2005 "Nel regno degli animali".
Dopo questo graditissimo intermezzo, il concerto di Barotti, impreziosito da alcuni interventi di Luca Dai all'armonica, riparte con "Forte dei Marmi", insieme a "Il legno e le corde" uno dei grandi pezzi del suo debutto "Uomini in costruzioni", e con altre novità, dense come "Povero è l'amore", sorprendenti come "Mi ha telefonato Tom Waits", sognatrici come "Anche no".
Alla fine della serata un paio di riflessioni: salito a bordo della nave della canzone d'autore italiana come un "clandestino", Barotti sta contribuendo a reggerne il timone per guidarla fuori dalle secche. Le canzoni del prossimo disco sono già pronte e meriteranno un pubblico più vasto.
SET LIST:
Piccola canzone
La neve sugli alberi
Compositore di canzoni
L'angelo e il diavolo
La ragazza
Maledette parole
Uomini in costruzione
Girasole
Rose d'Ottobre
L'isola (Duillio Del Prete - Freddie)
Scappato a Mombasa (Freddie)
Forte dei Marmi
Povero è l'amore
Mi ha telefonato Tom Waits
Tornare a scrivere di notte
Gli ospiti
Il legno e le corde
Ieri ho rivisto mia madre
Piove
Anche no
L'uomo più curioso del mondo
Canzone dell'amore perduto (De Andrè)

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