Cesare Basile

Cesare Basile

Morya – Cellatica (bs)


11/04/2008 - di Christian Verzeletti
CESARE BASILE

11 aprile 2008 - Morya - Cellatica (BS) Il solito concerto di Cesare Basile? In fondo ne abbiamo già visti tanti e descritti più d'uno ritrovando sempre quella scarna essenzialità che contraddistingue i suoi dischi. Non che stavolta ci siano grandi diversità, anche perché Basile non è uno che cerca la novità: piuttosto ne fa una questione di piccoli scarti, quelli che appunto rendono le sue canzoni e i suoi concerti importanti.
Al di là del nuovo disco da presentare, di cui abbiamo già ampiamente parlato e le cui canzoni hanno occupato buona parte della scaletta, al Morya di Brescia Basile ha offerto una performance solida, compatta, merito di un gioco di squadra applicato con coscienza e convinzione. Oltre ai soliti Lorenzo Corti (chitarre) e Marcello Sorge (batteria) in formazione si è distinto il violino di Rodrigo Derasmo, ottimo nell'inserirsi in un insieme musicale già orientato su asprezze di natura folk-rock. Tra colpi elettrici e ballate spoglie, attraversate soprattutto da qualche eco di chitarra, Basile ha offerto un set spietato: poche parole e molta sostanza, quella che è servita per cambiare la pelle a qualche vecchio pezzo e per tirarla un po' di più a quelli nuovi.
Dopo un inizio inaspettatamente duro, segnato da una "Canto all'osso" quasi urlata, sono arrivate una versione di "All'uncino di un sogno" ancora più vibrante e una "Fratello gentile" squarciata in modo esemplare, giusto per affermare le alternanze su cui si sarebbe svolto tutto il set: acustico / elettrico, raccolto / distorto.
Tra gli highlights sicuramente "Il deserto", dedicata a Michela Monfroi, con chitarra e violino che non si sono limitate a fare le veci della fisarmonica.
Non ci sono stati cali di tensione, anzi le canzoni hanno acquistato forza rispetto al disco, come successo per "19 marzo", al limite del noise, e per "Storia di Caino", suonata con forza primitiva. Assente il piano di Michela Manfroi, anche "Sul mondo e sulle luci" ha guadagnato in pienezza, ribadendo le capacità di una band mai sopra le righe neanche nei momenti di maggior intensità sonora.
In linea con questo equilibrio sono stati i due bis: "To speak of love", cantata tra foschi rantoli blues, e "Dal cranio", sfociata in una coda strumentale lontana però dalle consuete distorsioni che fanno molto gran finale rock.
Il solito concerto di Cesare Basile? Sì, ma con quel valore che fa la differenza.
SET LIST:
Gli agnelli
Canto dell'osso
A tutte ho chiesto meraviglia
Donna al pozzo
All'uncino di un sogno
Fratello gentile
Le feste di ieri
Il deserto
19 marzo
Storia di Caino
Per nome
Apocrifo
Il fiato corto di Milano
Sul mondo e sulle luci
La suonatrice di hammond

To speak of love
Dal cranio