Fiorella Mannoia

live report

Fiorella Mannoia Fiorella Mannoia apre il Lake Sound Park con ANIME SALVE: un concerto emozionante

di Laura Bianchi

Concerto del 09/07/2026

#Fiorella Mannoia#Italiana#Canzone d`autore

Nel live report sull'omaggio a Bowie da parte di Paolo Fresu, chiarisco quale sia la differenza tra omaggio e tributo. Cambia genere, cambia interprete, ma anche in questo caso possiamo parlare di omaggio. Nell'accogliente Parco dell'ex Galoppatoio di Villa Erba, a Cernobbio, stasera, per il primo concerto del Lake Sound Park, Fiorella Mannoia propone, davanti a una platea sterminata - circa tremila spettatori - il proprio omaggio a due degli autori più influenti e significativi della canzone d'autore italiana: Fabrizio De André e Ivano Fossati. Il suo progetto Anime Salve, infatti, è un percorso entusiasmante, emozionante e a tratti illuminante attraverso le canzoni che hanno segnato un'epoca straordinaria per inventiva e creatività. L'interprete offre perle uniche del loro repertorio, regalando, "per chi li ha visti e per chi non c'era", versioni ricche di sfumature armoniche e di passione, grazie agli arrangiamenti di Carlo Di Francesco, percussionista eclettico, che, tra congas, berimbao, timbales, dà, volta per volta, tonalità caraibiche (La mia banda suona il rock, Panama), folk (Don Raffaé, Khorakhanè, Fiume Sand Creek), liriche, sempre in totale sinergia con la batteria di Diego Corradini e i fiati di Carmelo Colaianni (ciaramella, ocarina, sax, flauti), spesso riecheggiando la storica collaborazione con la PFM, in altri casi colorando i brani di tinte originali, come nella storica e drammatica La guerra di Piero. Le code strumentali sono un valore aggiunto alle canzoni, al punto che quasi infastidiscono gli applausi del pubblico entusiasta, che partono non appena Mannoia finisce di cantare, senza aspettare la conclusione dell'esecuzione, mentre scene e luci sono assolutamente impeccabili.

La band è nutrita, con ben quindici elementi sul palco, tra cui Max Rosati alle chitarre, due coriste versatili, Teresa Corrado, che suona organetto e lira calabrese, e Denise Di Maria (charango e varie percussioni), oltre a pianoforte, basso e agli archi di sei giovani musiciste e musicisti dell'Orchestra Saverio Mercadante di Altamura, col primo violino Fabrizio De Melis.

Tanti musicisti, lungi dall'appesantire l'impianto armonico, ne esaltano invece la potenza e la ricchezza, interagendo tra loro e con la voce inossidabile di una Mannoia in grandissima forma, evidentemente felice di tornare sulle tappe fondamentali del suo percorso non solo artistico, ma anche umano. Non mancano, infatti, gli strali a una "maggioranza che va in una direzione non sempre giusta", per cui "dobbiamo avere la forza di andare in direzione ostinata e contraria", né le riflessioni sull'arte che "deve provocare", sulla storia che si ripete "sempre uguale, i criminali di guerra non pagano mai" (per Fiume Sand Creek), sul "fallimento dello Stato" che spinge molti a ricorrere alla criminalità organizzata (su Don Raffaè), o sugli "slogan che servono solo a raccattare voti", per introdurre Mio fratello che guardi il mondo. Né manca, in conclusione, dopo Quello che le donne non dicono, l'invito a non dire sempre "sì", ma a volte "forse" e "quando è no, è no".

Scorrendo la setlist, vengono i brividi: solo tre brani sono di altri, rispettivamente Sally (Vasco Rossi), Mariposa (sua, di Cheope e di Carlo Di Francesco) e appunto Quello che le donne non dicono (Enrico Ruggeri), e gli applausi, le esclamazioni di gioia e stupore, i cori sui ritornelli certificano che l'eredità dei due grandi genovesi permane saldamente nei cuori di tutti, giovani e meno giovani, e le loro canzoni parlano un linguaggio sempre contemporaneo, tra poesia, ironia e profondità, che curano le nostre solitudini, come suggerisce la splendida, rarefatta Lindbergh, dalla suggestiva intro pianistica che si intreccia al volo degli archi.

Dopo due ore di bellezza, in cui ci siamo staccati da terra e alzati in volo, una Mannoia visibilmente commossa, al termine di Anime Salve, e prima di accogliere striscioni e omaggi dei fans, esclama: "Se riusciamo a emozionarci di fronte a canzoni come queste, vuole dire che le nostre anime sono salve!". A ribadire la propria posizione, mostra con orgoglio la bandiera di Emergency; un invito a continuare sulla strada della coerenza, dell'empatia, dell'umanità.


SETLIST

Dolcenera

Princesa

Khorakhanè

La guerra di Piero

C'è tempo

La canzone di Marinella

L'uomo coi capelli da ragazzo

Fiume Sand Creek

Lindbergh

Don Raffaè

Rosaspina

Amore che vieni, amore che vai

Panama

Mio fratello che guardi il mondoù

Bocca di rosa

La mia banda suona il rock

Il pescatore

Anime Salve

Sally

Mariposa

Quello che le donne non dicono



Queste le prossime date del lungo tour:

Martedì, 14 luglio 2026 - Asti - Piazza Vittorio Alfieri

Mercoledì, 15 luglio 2026 - Vigevano (Pavia) - Castello Sforzesco Vigevano

Martedì, 21 luglio 2026 - Peccioli (Pisa) - Anfiteatro Fonte Mazzola

Giovedì, 23 luglio 2026 - Palmanova (Udine) - Piazza Grande

Venerdì, 24 luglio 2026 - Villafranca di Verona (Verona) - Castello Scaligero

Domenica, 2 agosto 2026 - Alghero (Sassari) - Anfiteatro Ivan Graziani

Venerdì, 7 agosto 2026 - Castiglioncello (Livorno) - Castello Pasquini

Domenica, 9 agosto 2026 - Forte dei Marmi (Lucca) - Villa Bertelli

Mercoledì, 19 agosto 2026 - Cirò Marina (Crotone) - Arena Saracena

Domenica, 23 agosto 2026 - Catania - Villa Bellini

Giovedì, 27 agosto 2026 - Barletta (Barletta-Andria-Trani) - Fossato del Castello

Sabato, 29 agosto 2026 - Cattolica (Rimini) - Arena Della Regina

Domenica, 30 agosto 2026 - Macerata - Arena Sferisterio

Mercoledì, 2 settembre 2026 - Brescia - Piazza della Loggia

Venerdì, 4 settembre 2026 - Roma - Auditorium Parco Della Musica

Lunedì, 7 settembre 2026 - Caserta - Reggia di Caserta