Massimo Bubola

Massimo Bubola

Cantù / Teatro San Teodoro


09/03/2018 - di Laura Bianchi
Da Caporetto al Piave è il titolo di un progetto, molto più di un concerto, o di uno spettacolo, che Massimo Bubola sta proponendo da alcuni anni, perfezionandolo e arricchendolo con sfumature sempre nuove e diverse; affiancato dalla moglie, Erika Ardemagni, alla voce, e da Enrico Mantovani alle corde, ha emozionato tutti nel corso di una serata organizzata dal Gruppo Alpini di Cantù per i suoi 95 anni. Prima della sua esibizione, infatti, anche un coro alpino ha introdotto il pubblico nell`atmosfera dei canti della Grande Guerra.

Bubola è da sempre coinvolto nella tematica della guerra; fin dalla storica collaborazione con Fabrizio De Andrè, la riflessione sull`impatto che un conflitto provoca su uomini e donne, coinvolti in esso, consapevolmente o meno, anima la sua produzione. Nel corso degli anni, è emerso anche un altro aspetto: l`appartenenza a una famiglia pesantemente toccata dalla Prima Guerra Mondiale, in cui il nonno e lo zio combatterono, il primo sopravvivendo con pesanti traumi, il secondo soccombendo, dopo aver scritto una lettera toccante alla sua fidanzata. L`approccio personale ha dato in questo modo a Bubola lo spunto per approfondire lo studio delle storie minori della vicenda, scavando nella memoria collettiva, fissata per sempre attraverso la forma, breve, ma incisiva, del canto, della canzone popolare.

Il pubblico, composto in gran parte da alpini, ha avuto modo di conoscere aspetti meno noti, ma ugualmente importanti, della composizione di canti come Ta - pum, Il testamento del Capitano, Ponte de Priula, introdotti da un Bubola particolarmente prodigo di racconti e particolari, forse ispirato proprio dalla presenza di tante Penne nere, sicuramente emozionato fino alle lacrime, leggendo alcuni passi tratti dal suo recente romanzo Ballata senza nome, sulla scelta del Milite Ignoto da parte di una madre contadina, che aveva perso il figlio nella Guerra, e che intrattiene un dialogo con i soldati morti, ascoltando i loro racconti.

Molti sono i richiami all`identità italiana, senza vacui trionfalismi, ma con una dignità da riscoprire; oppure gli appelli al rinnovamento di istituzioni come quella degli Alpini, i cui cori, a detta di Bubola, dovrebbero lasciare spazio alle voci femminili, poiché sono tante le canzoni la cui narrazione parte dal punto di vista di una donna, madre o moglie che sia (e la prova ne è una dolcissima e straziante Sui Monti Scarpazi, interpretata dalla sola Ardemagni); o ancora, le riflessioni su un`Italia ormai scomparsa, quella contadina, che invece continua a interrogarci sui valori su cui intendiamo fondare il nostro futuro.

Ecco quindi che il concerto si trasforma in un momento di condivisione e di riflessione collettive, fra lo stupore per l`intensità di parole semplici, ma toccanti e l`emozione per ascoltarle arrangiate con sonorità moderne e folk insieme, nel migliore stile che ha portato Bubola ad essere un innovatore nella musica italiana.

Non mancano anche composizioni originali dell`autore, come Rosso su verde, e, in continuità con il tema, Fiume Sand Creek, mentre la celebre Il cielo d`Irlanda e Volta la carta costituiscono un omaggio alla vita e all`amore; con la splendida serenata Tre rose, dedicata a tutte le donne, si chiude il concerto, denso di emozioni e di profondità, come raramente accade, in questi tempi superficiali e frenetici.

(FOTO DI GIUSEPPE VERRINI)

 


SETLIST

Neve su neve

Bombardano Cortina

Sul ponte di Perati

Ta - pum

Era una notte che pioveva

Sui monti Scarpazi

Monte Canino

Il testamento del Capitano

Ponte de Priula

Rosso su verde

BIS

Fiume Sand Creek

Il cielo d`Irlanda

Volta la carta

Tre rose

 

 

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