live report
Marlene Kuntz I Marlene Kuntz riempiono con la magia dell'Orchestra il teatro romano di Ostia Antica
di Arianna Marsico
Concerto del 06/09/2025
I Marlene Kuntz questa sera mostrano appieno tutta la forza delle loro canzoni. La scenografia offerta dal Teatro Romano di Ostia Antica incornicia il meraviglioso ensemble composto dalla band cuneese e dall'Orchestra della Filarmonica del Comune di Bologna, diretta da Rodrigo D'Erasmo. Le colonne sulla scena conferiscono solennità e fanno da confine tra l'immanenza del presente e la Storia, con la S maiuscola. Perché una delle caratteristiche dei Marlene Kuntz è aver fatto musica rock, ma con una attenzione nei testi a filosofia, letteratura, passato e attualità fuori dal comune; si ascolti la splendida Osja, amore mio, stasera riproposta in modo particolarmente vibrante e sofferto. O Tutto tace, sulle devastanti conseguenze del cosiddetto Antropocene, tema caro al gruppo (Karma Clima, 2022) e ripreso anche da Cristiano Godano nel suo libro Il suono della rabbia (2024) e in diverse presentazioni.
La scaletta seleziona essenzialmente le sonorità più introspettive, quelle in cui il cantato è sommesso e potente assieme e le note sono “senza peso”, a cui i fiati riescono a conferire una diversa luce, come ne La canzone che scrivo per te. Ma non mancheranno le sorprese…
Il primo brano è Nella tua luce, in cui un lirismo quasi dantesco si intreccia coi violini. Cristiano Godano diventa un messaggero sospeso tra Dante e Orfeo in grado di portare le sue parole su nuove strade. Un Dante che incontra la sua Musa.
Le creature del pittore austriaco danzano abbracciate tra le colonne in versi come “Schiele, calma sensuale e lei come stregata/ Da un corpo scheletrito/ Che posa ai suoi occhi con colpa fiaccata” (Schiele, lei, me).
Le parole sul palco sono poche ed essenziali, e anche la platea è attenta e rispettosa. E con Lieve riceve una carezza. Nuotando nell'aria chiude la prima parte del set e acquista, grazie all’orchestra, una levità che compensa l’affondare di chitarra e sezione ritmica, lo sprofondare “nel letto” in cui si aspetta “un grammo di gioia”, nuotando nell’aria per risalire e respirare.
Adele sembra passeggiare nelle strade de L’aria era l’anima, “confusa e debole”. Il finale è riservato alla sorpresa. Sonica. L’orchestra sembra farsi rock band e i Marlene Kuntz orchestra. Gli archi sono quasi colpi di frusta assestati, come “Lampi, tuoni e saette, schianti di latte/Fragori e albori di guerre universali”, con una potenza quasi metal.
Con questo brano la band si congeda. Cristiano Godano, visibilmente soddisfatto, ringrazia a una a una tutte le persone che hanno reso possibile questa splendida scommessa. Pienamente vinta e consegnata alla Storia, sempre quella con la S maiuscola.
Scaletta
Nella tua luce
Notte
Amen
Tutto tace
Schiele, lei, me
Cara è la fine
Laica preghiera
Bellezza
La canzone che scrivo per te
Ape regina
Musa
Lieve
L'artista
Osja, amore mio
Pensa
Nuotando nell'aria
Encore
L'aria era l'anima
Adele
Sonica
Foto Daniele Di Mauro