live report
Massimo Silverio Massimo Silverio illumina di bellezza il Bellezza a Milano
di Paolo Ronchetti
Concerto del 06/11/2025
In Italia abbiamo dei bei gioielli: artisti che fanno musica a livello superiore, come oggetto artistico e non solo in forma di (più o meno) belle canzoni vestite al meglio. Anche dal vivo Massimo Silverio ci dice di questa sua grande qualità artistica così lontana da qualsiasi pop e così potente, creativa, precisa, aperta, affascinante e diversa da quasi tutto ciò che ci sta intorno.
Si guarda il palco dell'Arci Bellezza di Milano e colpisce subito come Silverio, in questo tour, rinunci al suo violoncello. Temo un impoverimento dell’impianto sonoro e degli arrangiamenti, ma dentro di me so che questo artista e i due musicisti con cui lavora da anni non potrebbero mai fare una cosa del genere.
Ed è quello che avviene sin dall’inizio: i brani di Surtum sono riarrangiati con una complessità che è frutto di ceselli, scelte e idee se possibile non replicate sterilmente. Il suono è pieno del lavoro di Volpe al Moog, Sampler e all’elettronica. Volpe, anche produttore, inscurisce il suono, lo screzia di noise e dà una base forte su cui la batteria preparata di Remondino restituisce da un lato una cassa importante”, piena e (o)scura (a volte sembra la cassa leggermente slabbrata di una banda di paese), e dall’altro i mille suoni fatti di oggetti, metalli, bacchette sottilissime e capaci di evocare tempi zoppicanti ma mai incerti; cammini perigliosi e pieni di scoperte. Prezioso è poi il lavoro del tecnico del suono Matteo Rizzo.
A Silverio non rimane che suonare la chitarra elettrica, talvolta un armonium e cantare: sussurrare, mormorare o cantare a voce piena tutta la sua intima e magica poesia. Quando a metà concerto, su Prin, ritornano il falsetto e la voce acutissima, meno usati in questa seconda prova rispetto al disco di esordio, l’universo sonoro sembra esplodere. Ed è tutto un lavoro di tensione volutamente trattenuta e poi lasciata correre quella che Silverio ci offre continuamente nel suo live. I brani inizialmente sono quelli del disco ripreso esattamente in scaletta con l’esclusione di Grim e con la conclusiva Ghirbe resa ancora più intensa dal rincorrersi delle voci di Silverio e Remondino su note altissime… per poi lasciare il solo Silverio alla voce cantare “Sarà la voce del tuono che muoverà le montagne”. E ritrovo proprio in queste parole la musica di Silverio: il tuono, la voce, la montagna con i suoi silenzi e crepitii… e l’idea che tutto possa muoversi per e con un suono potente.
Il bis vede la bella ripresa, dal precedente album, di Nijò, Criure e l’esplosivo finale di Jevâ tra droni potenti, loop, e un Remondino assolutamente scatenato a dare manforte a Volpe e Silverio.
Il Tour è appena iniziato, il consiglio è di non perdere Massimo Silverio se dovesse suonare dalle vostre parti!