Lowlands

Lowlands

Milano Spazio Teatro 89


07/04/2018 - di Marcello Matranga
Le immagini non sono sgranate, anzi, i colori sono vividi, caldi, avvolgenti. Così come il calore del pubblico, questa volta numeroso e partecipe quasi a rendere omaggio a chi, per poco più di una decina di anni, ha trovato il grimaldello per inserirsi nel nostro cuore, portandoselo via. Love and theft, scusa Maestro Bob se ti rubiamo il titolo di un tuo album, ma in fondo quello dei Lowlands è stato un amore nato che ci ha rubato il cuore, e adesso se l’è portato via in attesa di una sorta di Bringing it all back Home che suscita curiosità alimentando l’attesa.
 
Il concerto che ha sancito la fine della carriera dei Lowlands è stato un gioioso percorso fatto di scarne parole, troppa l’emozione da parte di Edward per riuscire a farlo, ma una spettacolare sequenza di brani che si sono susseguiti nel corso di due ore di concerto che, almeno tra quelli visti da chi scrive con la band in azione, non fatica ad issarsi tranquillamente come il migliore a cui ho assisto. Atmosfera carica fin dall’iniziale Lovers &  Thieves (e sempre lì torniamo), per passare in rassegna un repertorio che di grandi canzoni ne ha avute. Inutile star qui a fare considerazioni su quello che avrebbe potuto essere se le cose fossero andate diversamente, se il pubblico avesse prestato maggior ascolto alla musica della band, se, se, se ... Come ha fatto notare Abbiati, ad un certo punto della loro carriera sembrava essere arrivata la svolta. Il Corriere della Sera scrive un pezzo sulla band, e chiede anche un video che viene inviato. Risultato? "Mai più sentiti" racconta Edward alla platea. 
 
E se descrivere le singole canzoni non può rendere la magia di un set di grande spessore, è il caso ricordare la presenza del grande Mike "Slo-Mo" Brenner (Magnolia Electric Co.) alla lap steel e il delizioso apporto di Jimmy Ragazzon, Caterino Washboard e Stefano Brandirali (che era nella formazione originaria della band), in due pezzi come In The End e, specialmente, nella magistrale Fisherman Blues dei Waterboys. Dalla collana di perle estraggo la commovente Love Etc... e una Last Call da pelle d’oca. Il resto è auspicabile venga pubblicato in bel doppio Cd live a scolpire nella storia della musica, almeno quella di questo paese, quando grandi siano stati i Lowlands.
 
 
La set list:
Lovers & Thieves
Walking Down The Street
Gypsy Child
Lowlands
Ashes
What Can I do
The Trick of Love
Love Etc…
In Between
Friday Night
Ghosts in this Town
That’s Me on the Page
In The End ( with Jimmy Ragazzon, Caterino Washboard & Stefano Brandinali)
Keep on Flowing with Caterino
Down On New Street
 
Homeward Bound
Fisherman’s Blues with Jimmy Ragazzon, Caterino Washboard & Stefano Brandinali)
Colorado Girl
 
The Last Call
You Can Never Go Back

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