A Toys Orchestra

live report

A Toys Orchestra Grande serata al Circolo Arci Kalinka Dude di Soliera (MO) Tra sperimentazione, ironia e cura del dettaglio

di Elisa Valmori

Concerto del 07/03/2025

#A Toys Orchestra#Italiana#Alternative

A Toys Orchestra – Tra sperimentazione, ironia e cura del dettaglio

Il Circolo Arci Kalinka Dude di Soliera (MO) è una piccola, ma insostituibile realtà della bassa modenese. Non gode della notorietà di altri club della Provincia, ma ospita nomi a volte sorprendenti, come è accaduto lo scorso venerdì 7 marzo con gli A Toys Orchestra.

La storia della band, bolognese d'adozione, ha inizio nel lontano 1998 ad Agropoli (SA), dall’incontro tra Enzo Moretto (chitarra e voce) e Raffaele Benevento (chitarra e basso) con Ilaria D’Angelis (chitarra, piano, synth e cori), che in origine si lanciano in un turbinio di suoni post-punk e grunge, ma con una spiccata attenzione per la melodia. Il loro progetto si rivela subito originale, lucido e ben organizzato; per questo, riescono ad affrancarsi dalla realtà di provincia grazie al disco che viene considerato il vero esordio della band, Cuckoo Boohoo (2004) per l’etichetta Urtovox/Audioglobe, caratterizzato da una deriva indie pop che nel successivo disco Technicolor Dreams (2007) - considerato da molti il più rappresentativo della produzione artistica della band – subirà la contaminazione di sonorità più vicine alla scena elettronica e drum’n’bass, con l'uso più massiccio di synth e sampler. Con Midnight Talks (2010), la matrice rock prende il sopravvento sugli altri generi musicali sino ad allora usati, a riprova dell’importante lavoro di ricerca identitaria della band, che si addentra nella sperimentazione di più generi musicali, trovandone la sintesi in brani ben congegnati, a prescindere dal genere di appartenenza. Sono seguiti poi altri quattro album, tra cui l’ultimo è Midnight Again (2024).

Ad aprire il live di A Toys Orchestra, c’è un timido Gabriele Zambelli munito di chitarra acustica, voce e spartiti (che poco dopo cadranno in maniera disordinata, il che provocherà un imprevisto stravolgimento della scaletta che il cantautore asseconderà, in ossequio al potere del caos): Zambelli si lascia presto andare alla sua narrazione immaginifica, rivelandosi un poeta appassionato e ironico, i cui flussi di pensiero scorrono su ritmiche rock blues eseguite con foga e convinzione. Ci saluta ringraziando gli amici A Toys Orchestra per averlo invitato, lasciandoci avvolti in un’atmosfera intima e informale, dove puoi toccare gli artisti sul palco senza sforzi, o scambiare due parole con loro prima o dopo il live al bancone del bar. 

Un lungo pattern di batteria di Alessandro Baris accoglie uno alla volta i membri del gruppo (Moretto, Benevento, D’Angelis e Mariagiulia Degli Amori al basso, piano, cori e percussioni). Un Moretto incappucciato nella sua felpa nera dall’inizio alla fine del live intona la strofa di Hallelujah con voce calda e graffiata, che ci proietta in una dimensione corale, rotta solamente dal “grido” dell’assolo di synth.
Con una sferzata in pieno stile indie pop che scatena la voce e le gambe di Moretto, la band introduce Welcome to Babylon, cui seguirà un imprevisto tecnico al synth, prontamente risolto; nel mentre, Mariagiulia Degli Amori improvvisa al piano il jingle pubblicitario di una nota marca di pasta, dimostrando uno spirito ironico che manterrà per tutto il live.

Con il brano Goodbye Day veniamo introdotti alle influenze più spiccatamente brit pop della variegata produzione artistica di A Toys Orchestra; i musicisti iniziano ad alternarsi agli strumenti, cosa che faranno nel corso di tutta l'esibizione: tutti eseguono almeno un pezzo al basso, Moretto si muove tra chitarra e piano, Benevento si scambia al basso con Degli Amori, che in più occasioni si siede al piano ed infine alla batteria, dando vita ad una danza composta degli attori che muove la dinamica del palco. 
Il valore aggiunto che forniscono le donne della band è rappresentato anche dall’ottimo lavoro di armonizzazioni nei cori, apprezzabile soprattutto in brani più intimisti come Midnight Gospel, eseguito con trasporto e intensità emotiva.

Con l’intirigante e ritmica Our Souls entriamo nel cuore pulsante del live, animato dall’uso di strumenti percussivi (shaker, cembalo, timpano) che riempiono il suono, decisamente nitido e ben bilanciato. Con Backbone Blues si ha una virata scatenata tra sonorità blues ai limiti di un ammorbidito crossover, per poi fare ritorno alle atmosfere brit pop dal piano inquieto e teatrale di Life Starts, in cui Degli Amori e D’Angelis indossano occhiali da sole con lenti a cuore interpretando con giusta ironia le sonorità del brano. 
La scaletta ci concede, quasi sul finale, una commovente Invisible, accolta dal pubblico con grande partecipazione di cuori e mani, dopo una lunga pausa che spacca il brano in due e ne carica di attesa l’esecuzione.

Per il gran finale “sulla carta” la band sceglie Look in Your Eyes, intensa nell’incipit al piano, che si fa via via sempre più apocalittica ed insistente alla batteria.
Il bis è riservato ai pezzi più rappresentativi di A Toys Orchestra: la coinvolgente Midnight Revolution, la scanzonata Celentano, ed infine la romantica Lub Dub, con tripudio finale di cori ed emozioni in puro stile indie pop.

Gli A Toys Orchestra si confermano una realtà di grande valore, artistico e umano: si muovono con la dimestichezza di chi il palco lo ha sudato davvero, sin dalle origini; si divertono nella dimensione live, tra loro e con il pubblico; ogni dettaglio è curato, nella scelta dei suoni, degli strumenti e delle voci, perché nulla è lasciato al caso: tutti gli sforzi dei musicisti sono al servizio del pezzo, senza protagonismi di sorta.
La band è compatta nell’esecuzione e nella presenza scenica, e ho particolarmente apprezzato Degli Amori e Ilaria D’Angelis, versatili, ironiche e calate perfettamente nell’intenzione di ogni brano. 

È stato un live divertente e coinvolgente, che mi riporta a quel sentimento di leggerezza cui rimandava Italo Calvino.