Bruce Springsteen

Bruce Springsteen

Verona


05/10/2006 - di Christian Verzeletti
BRUCE SPRINGSTEEN

05 ottobre 2006 - VERONA Lo stato di grazia del "nuovo" Springsteen in versione folk e traditional era cosa nota già dall'uscita di "We shall overcome" e dalla prima trance del tour che lo aveva visto protagonista di un memorabile concerto al Forum di Milano pochi mesi fa. Fedele alla promessa fatta proprio in quell'occasione ("Ci vediamo in autunno"), il Boss è tornato in Italia per ben sette appuntamenti: tanta abbondanza si spiega con il suono fertile della Seeger Sessions Band e con un rinnovato desiderio di assecondare i fans che lo ha portato a moltiplicare anche le proprie uscite discografiche (l'ultimo disco è stato ristampato in una nuova versione, "American land", con l'aggiunta di alcuni brani e video inediti).
Delle date che hanno aperto il tour europeo proprio nel nostro paese, la più attesa era quella di Verona. All'affascinante colpo d'occhio dell'Arena non è però corrisposto un pubblico partecipe: troppo eterogenea la folla, composta in parte anche da vip e da spettatori occasionali, restii a farsi coinvolgere da un concerto ad hoc.
Sin dalle note di di "Down the river to pray" dalla colonna sonora di "Fratello dove sei?" diffuse dagli altoparlanti prima dell'entrata in scena, la scaletta è stata ricca di particolari: la prima sorpresa è arrivata da "Samson and Delilah", attaccata a cappella come un gospel, ma la vera dedica a Verona è venuta da "Fire" con un verso riferito a Romeo e Giulietta che Springsteen non ha mancato di sottolineare.
I diciassette elementi sul palco hanno sopperito ad un suono non all'altezza in tutte le zone dell'Arena sfoggiando una ricchezza strumentale e una capacità scenica invidiabile. La prima parte del concerto è stata segnata da una "Atlantic city" riarrangiata perfettamente per archi e fiati e da una "If I Should Fall Behind" ripresa in coro dai fans.
Poi Springsteen ha lasciato la scena a Patti Scialfa, forse perché era l'ultima esibizione della moglie prima del suo rientro negli States: il gesto di cortesia non ha però sortito l'effetto sperato perché "Valerie" è stata a dir poco fiacca. Non è bastato poi tirar fuori dal cilindro una "Bobby Jean" in una versione molto dylaniana; solo la forza soul di "How Can A Poor Man Stand Such Times And Live?" e la contagiosa "Jacob's Ladder" hanno cominciato a recuperare la tensione perduta.
"The river" ha ben assorbito l'ennesima mutazione, questa volta in chiave irish con tanto di flauto celtico, prima che le danze venissero aperte da una scatenata "Open all night". Dopo una cover di "Rag mama rag" della Band e la preghiera carica di speranza di "When The Saints go marchin' in", la chiusura è stata affidata ad un brano inedito, "This Little Light Of Mine", e alla nuova "American Land", questa volta con tutti i presenti a ballare.
Nonostante non sia stata una delle sue esibizioni da incorniciare, Springsteen ha regalato un concerto esemplare, che anche vip e turisti avranno motivo di ricordare come un evento nettamente sopra la media.

Si ringraziano gli autori delle foto e il sito www.badlands.it SET LIST:
1. John Henry
2. O Mary don't you weep
3. Old Dan Tucker
4. Samson and Delilah
5. Eyes On The Prize
6. Jesse James
7. Atlantic City
8. Oklahoma home
9. If I Should Fall Behind
10. Valerie
11. Bobby Jean
12. Mrs. McGrath
13. How Can A Poor Man Stand Such Times And Live?
14. Jacob's Ladder
15. The River
16. Open All Night
17. Pay Me Money Down
18. Fire
19. Rag Mama Rag
20. Oh When The Saints
21. This Little Light Of Mine
22. American Land

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