Cristina DonÁ

live report

Cristina DonÁ Milano

05/09/2005 di Christian Verzeletti

Concerto del 05/09/2005

#Cristina DonÁ#Italiana#Canzone d`autore Indie-pop Pop Indie-rock

CRISTINA DONÁ

05 settembre 2005
FESTA DELL’UNITÁ (MILANO) Chi segue la musica non solo italiana, sa che ogni disco di Cristina Donà viene lanciato come un sasso nello stagno. Riesce perciò facile immaginarla in tour sospinta ogni volta da onde di dimensioni diverse.
Alla Festa dell’Unità di Milano questa cantautrice è arrivata quasi portata da una serie di cerchi dalle movenze concentriche, provocati dall’ultima sua uscita, la versione inglese di “Dove sei tu”. Questa l’ha spinta a suonare prima in giro per l’Europa e poi nel nostro paese in un propagarsi di eventi che hanno ruotato attorno alla sua musica: dal concerto del Primo Maggio al Festival “Libro che cammina”, dall’Estate Fiesolana in cui ha interpretato la musica dei Radiohead al progetto “Soupsongs” dedicato a Robert Wyatt, dallo spettacolo Stazioni Lunari ad un tributo a Neil Young, per finire con la partecipazione al Festival della Letteratura di Mantova. Tutto questo inserito tra le date di in un tour estivo nel quale ha progressivamente portato avanti una ricerca sul suono e sulla forma canzone.
Anche la data della Festa dell’Unità ha avuto uno sviluppo circocentrico: il concerto si è tenuto nell’anfiteatro del Montestella sui cui pendii si è radunato un folto pubblico. Sul palco la Donà si è esibita in trio, accompagnata al basso da Stefano Carrara e alla batteria da Cristian Calcagnile.
Dopo l’attacco di “Nido”, una versione de “L’ultima giornata di sole” accompagnata a “Dear Prudence” dei Beatles ha subito messo in luce la voglia di sperimentare sui pezzi: Cristina ha giocato con la musica sia attraverso gli arrangiamenti sia attraverso l’atteggiamento tenuto sul palco. Da una parte i suoni e dall’altra le parole, spese all’inizio delle canzoni, hanno dato vita ad un concerto che ha calamitato l’attenzione dei presenti. La Donà ha dimostrato di aver maturato una forma marcatamente propria, in grado di volgere a suo favore anche quella timidezza caratteriale che le appartiene soprattutto nelle esibizioni dal vivo: le battute scambiate in modo imbarazzato con i fans e alcune introduzioni fintamente infantili hanno sottolineato la particolarità della serata e le angolazioni insolite da cui partiva la comunicazione.
Musicalmente la parte “più strana” del concerto (a detta della stessa Donà) è cominciata con “Terapie”, che ha evidenziato i carichi di lavoro del basso e della batteria, impegnati anche con samples, noise e programming. Ancora più insolite “Volevo essere altrove”, con un canto che in alcuni passaggi si è fatto lirico, e “The Truman show”, giocata su una tastierina Bontempi. Ogni parte della scaletta ha incantato per diversità: che venissero caricate di beat, più dure e frontali, o allietate da un pop minimale, le canzoni hanno vissuto di una forma estremamente ricercata. Anche quando Cristina è rimasta sola sul palco, proponendosi con la chitarra acustica, l’effetto è stato lo stesso, anzi uno dei momenti più singolari si è avuto quando, nel mezzo “Del mio giardino”, ha riprodotto con la voce un assolo di tromba. A quel punto l’anfiteatro era completamente rapito, pronto per recepire anche una “Mangialuomo” ancora più provocante, che ha volteggiato sulle assurdità umane.
Esaltante è stata la chiusura del set con una “Ho sempre me” arricchita di un medley in cui la Donà ha giocato con le ombre dei propri idoli, da Jeff Buckley (“Grace) a Bruce Springsteen (“State trooper”) a Neil Young (“Rockin’ in the free world”).
Senza farsi pregare poi per la solita finzione dei bis, Cristina ha proposto una sorprendente cover di “Laura” degli Scissor Scisters, la cui serietà è stata mascherata impugnando una fisarmonica giocattolo e mettendo in mostra un corpetto kitsch. Quindi ancora due camei: prima la melodia s-ballata di “Meloria’s ballade”, incisa sul disco solista di Gianni Maroccolo, e poi, su richiesta, l’ultima “Goccia”, soffusa come solo Robert Wyatt sa fare, al punto da richiamarne “Maryan”. Scaletta:
Nido
L’ultima giornata di sole / Dear Prudence
Invisibile
In fondo al mare
Terapie
Volevo essere altrove
The Truman show
Triathlon
Salti nell’aria
Nel mio giardino
Stelle buone
L’aridità dell’aria
Mangialuomo
Le solite cose
Ho sempre me / Grace / State trooper / Rockin’ in the free world / Ho sempre me

Laura
Meloria’s ballade
Goccia / Maryan