Tosca

live report

Tosca Lugano / Studio Foce

05/07/2021 di Laura Bianchi

#Tosca#Italiana#Canzone d`autore

 
"La vita è l'arte dell'incontro", diceva il grande Vinicius. E l'incontro di stasera, a Lugano, nel quadro del Long Lake Festival, organizzato dal Dicastero Cultura della città ticinese, merita un luogo intimo, raccolto, come per una festa fra amici di una vita. 

Quindi, addio Piazza Manzoni, chiassosa e trafficata; e benvenuto Studio Foce, situazione ideale per gustare fino in fondo la nobilissima arte di un'autentica signora, una delle più intense e limpide interpreti della musica planetaria: la romana Tiziana Tosca Donati, accompagnata da due musicisti eccelsi, suoi complici da un decennio, Giovanna Famulari al violoncello e voce, e Massimo de Lorenzi alla chitarra classica, con ben più di una deviazione verso il Brasile.

La formula del ConversaConcerto è quella vincente, in questi tempi difficili per la musica dal vivo; formazione leggera, acustica, brani scelti al momento, seguendo l'ispirazione e la gioia di suonare, e quella che, più che un'intervista, si rivela essere una chiacchierata, lieve e profonda insieme, fra la sensibile artista e uno che ama davvero la musica, Gian Luca Verga, anima della Radio della Svizzera Italiana.

Lungo, frusciante abito nero e collana fantasiosa, che ne esaltano il fascino ricercato e spontaneo, sorriso pronto, occhi "come due tizzoni", come chiosa Verga, Tosca rievoca col giornalista il proprio percorso, dagli inizi al Talent Scout di Roma e nel clan di Arbore, poi in teatro, al successo pop di Vorrei incontrarti fra cent'anni, nell'ormai lontano 1996, alla rinuncia ai successivi compromessi imposti dallo show business, alla scoperta di un'identità di musicista cittadina del mondo, vocata all'inclusione e al dialogo interculturale, nel solco del ricordo della nonna e della famiglia d'origine, da sempre aperte alla solidarietà e alla condivisione.

Alle parole seguono i fatti: il giro del mondo in sette canzoni inizia da Ahwak, un pezzo tradizionale tunisino, per toccare le culture yiddish (con una vorticosa Romania Romania) e brasiliana, con un brano dedicato a João Gilberto, dal titolo significativo, João, e un'appassionata Giuramento, in brasiliano Rosa di Alfredo da Rocha alias Pixinguinha, adattata in italiano dal portoghese da parte di Joe Barbieri, produttore di quel Morabeza, l'ultimo capolavoro di Tosca, vincitrice grazie ad esso della Targa Tenco come miglior interprete di canzoni.

Non manca un omaggio delicato alla sua Roma, e alla sua musa ispiratrice, Gabriella Ferri, a cui Tosca confessa di essersi sempre ispirata, e a cui dedica una tipica serenata romana, Serenade de paradis, cantata metà in francese e metà in purissimo romanesco; ma non mancano nemmeno due fra le più belle canzoni d'autore degli ultimi anni, anzi, di sempre, classici che non passano mai di moda, "come un cappotto di cachemire", sottolinea Tosca: la fossatiana Il suono della voce, e la recente Ho amato tutto (altra Targa Tenco 2020 come miglio canzone singola), interpretate con trasporto struggente, e che strappano brividi e lacrime a un pubblico attento e commosso.

Applausi ripetuti richiamano sul palco la formazione, che riesce a fare ballare e cantare tutti sulle note di un dolcissimo samba di Marisa Monte, Volta meu amor: "Torna...torna mio amor...voglio sentir nuovamente il tuo calor...": un grazie a Tosca e ai suoi complici, e un invito a tornare presto, a scaldare l'anima con la sua musica.
 

SETLIST

Ahwak

Il suono della voce

Giuramento

Serenade de paradis

Romania Romania

Ho amato tutto

João

Volta meu amor (Marisa Monte cover)