Mark Geary

live report

Mark Geary Mark Geary al Germi: di amicizia, Irlanda e musica

di Laura Bianchi

Concerto del 03/11/2026

#Mark Geary#Rock Internazionale#Songwriting

Ogni tanto, Mark Geary torna in Italia; ci torna, perché sta bene qui, perché irlandesi e italiani sono misteriosamente legati da molte somiglianze caratteriali e sociali, e perché qui ha molti amici che si prendono cura di lui, come Glen Hansard aveva raccomandato ad Andrea Scarso, componente del gruppo veneto The Fireplaces, che stasera, sul piccolo, caldo palco di Germi, Luogo di positiva contaminazione musicale e umana nel cuore di Milano, lo accompagna, insieme a un manipolo di amici musicisti.

Ogni tanto, Mark Geary torna in Italia, perché sa che ci sono persone che lo aspettano, per trovare in lui quell'autenticità, quell'empatia e quell'energia che trovavano in Glen, e in quanti fanno musica per sentirsi veri. E stasera siamo tutti qui, nel nome di quei valori in cui crediamo: l'amicizia, la musica, la sincerità, raccolti attorno a un piccolo palco dal fondale zeppo di libri e dischi, il nostro habitat ideale.

Riccardo Truma, in procinto di registrare un disco, lo propone in anteprima, insieme a qualche canzone del passato, chitarra e voce, che raddoppia with a little help from his friend Ettore Cardamellis; tornerà sul palco alla fine del set di Geary, per una jam conclusiva che scalda i cuori e fa scendere qualche lacrima, tra Dirty Old Town

e una doppietta It Beats Me seguita da Red Chord, per perdersi e ritrovarsi nella "University of Blind Love and Black Poetry", come Geary canta nel capolavoro spirituale dei Frames, la band di Glen.

Vorremmo anche noi tirare quella corda rossa, e far tornare Glen tra noi, consolarci da delusioni e rassicurarci di fronte alle nostre paure; ma stasera la musica ci aiuta, con un pugno di canzoni emozionanti, coinvolgenti, dense di commozione ed energia, dallo stupore dell'iniziale If there's anything, seguita da una Gingerman che risale al 2002, al primo disco 33 1/3 Grand Street, e da Headlights, dal recente EP Antebellum, percorrendo le tappe di una strada ancora lunga. Così, tra conferme, commozione e sorprese, come Rosebud seguita da Corinna Corinna,

la serata trascorre veloce e piacevole. L'aria dylaniana soffia ancora in Milano, e quindi l'ultimo bis acustico non può che essere Just Like Tom Thumb's blues, mentre il padrone di casa Manuel Agnelli dimostra di apprezzare molto.

(questa foto è di Andrea Scarso).

Geary aveva detto qualche anno fa: "Ho cominciato a suonare in Italia due anni fa; il mio grande amico Glen Hansard mi disse che c’era interesse per la mia musica e che avrei dovuto provarci. La gente, la cultura, il cibo, il modo di vedere la vita: siete un’ispirazione. Ho incontrato band come Fireplaces e Mardi Gras e ho legato con musicisti del vostro Paese. Ho imparato che la magia sta nella condivisione."

E la condivisione funziona anche stasera. Torna presto, Mark.



Foto di Franco Valsecchi.

SETLIST

If there's anything 

Gingerman 

Headlights 

The Harbor

Rosebud / Corinna Corinna 

Lay me down (Glen Hansard)

Adam and Eve

Con la band sul palco:

Dirty old town

It beats me / Red Chord (The Frames)

Acoustic: Just Like Tom Thumb's blues (Dylan cover)