Polly Paulusma

live report

Polly Paulusma Freemuzik - Brescia

02/12/2004 di Christian Verzeletti

#Polly Paulusma

POLLY PAULUSMA

02 Dicembre 2004 - FREEMUZIK (BS) Ad un primo impatto sul palco, la bellezza di Polly Paulusma risulta meno fascinosa di quanto le sue foto pubblicitarie e la presenza in un paio di spot televisivi facciano supporre: non è una star questa ragazza, basta guardarla muoversi dietro la sua chitarra, ancora intimidita dalla giovane età, vestita come una ragazza qualunque, leggermente paffuta.
Questa semplicità la fa sembrare più umana, la avvicina al pubblico e soprattutto le permette di offrire un concerto sincero, confermando quanto di buono fatto sentire su disco, nonostante le canzoni e l'esperienza a sua disposizione non siano poi molte. Ad accompagnarla ci sono Oli Hayhurst al contrabbasso e Rastko Rasic alla batteria per uno show di poco più di un'ora giocato su equilibri acustici: la scelta di un tour e di una formazione minimale si rivela azzeccata, perché la voce e le canzoni di Polly ben si adattano al suono e al clima raccolto di un club.
La serata si apre con il lieve beat anni '60 di "Dark side" che dal vivo risulta ancora più fine: Polly dimostra di avere una voce delicata, capace di modulare i pezzi e anche di salire in modo distinto. Già "One day", eseguita in piena solitudine al piano con qualche coda strumentale, prova che la ragazza sa come raggiungere il fondo delle canzoni con cura, senza retorica.
Nulla di trascendentale, però ogni pezzo ha un suo particolare che richiama attenzione: "Orion's belt" (b-side del primo singolo) è accompagnato dal cajon, "Mea culpa" da un solo arpeggio di chitarra, mentre "Perfect 4/4" è cantata al piano con qualche vocalizzo di soul bianco.
La svolta della serata arriva con "The woods", un brano nuovo, che presenta qualche filo d'ombra grazie ad un programming che ben si insinua nelle sfumature acustiche: Rasic campiona in diretta prima un ritmo ottenuto sul microfono e poi un'eco della voce di Polly. Da qui in avanti il concerto risulta più convinto, anche da parte degli stessi musicisti: "Give it back" è mossa da uno swing in bilico tra la West Coast e arie brit, ma a cogliere davvero nel segno è "Anywhere from here", solo chitarra e contrabbasso, con il canto che si fa struggente senza perdere in sensibilità.
Il pubblico gradisce e Polly ne è sempre più rinfrancata: le sue interpretazioni guadagnano in sicurezza e sfruttano anche le pause per aumentare le sfumature all'interno dei pezzi. C'è spazio per qualche altro inedito, "Godgrudge" e "All is well", prima della chiusura con "Something to remember me by".
Non c'è dubbio: Polly Paulusma non è una star di passaggio, ma una musicista che ha qualcosa che vale la pena tenere a mente, molto più di un motivetto pubblicitario.

Scaletta:
>> DARK SIDE
>> CARRY ME HOME
>> ONE DAY
>> ORION'S BELT
>> MEA CULPA
>> PERFECT 4/4
>> THE WOODS
>> GIVE IT BACK
>> I WAS MADE TO LOVE YOU
>> ANYWHERE FROM HERE
>> GODGRUDGE
>> OVER THE HILL
>> ALL IS WELL
>> SOMETHING TO REMEMBER ME BY