Vinicio Capossela

live report

Vinicio Capossela Vinicio Capossela ad Alessandria canta vita e morte in musica: Ad mortem festinamus

di Laura Bianchi

Concerto del 01/11/2025

#Vinicio Capossela#Italiana#Canzone d`autore

Mancano poche ore al 2 novembre, Alessandria si veste di una foschia densa di pioviggine, ma nel Teatro Alessandrino c'è aria di festa. "È la festa dei morti, l'unica festa egualitaria; quindi celebriamo e ricordiamo!", proclama Vinicio Capossela, cappello sormontato da candele, sorriso sornione, felice perché "non pensavo che ad Alessandria avrei trovato tanti amici!". Il primo, quello che ha permesso questa serata che chiude la rassegna Ottobre Alessandrino, è il Gigante Marco Cervetti, nato in città, ma cittadino del mondo, cuoco poliglotta, che, sul palco, prima dello spettacolo comunica la propria gioia per essere qui, e, a metà, conquista tutti leggendo “Am vis” (mi ricordo), un elenco di luoghi, abitudini, persone, comuni ai suoi concittadini: la musica al Time Out, la festa di San Baudolino, le scuole, i cibi, i negozi, le colazioni al Bar Roma o al Bar Tonino, il Capodanno Alessandrino - il 31 agosto... - di Monica Moccagatta, la scuola di teatro dei Pochi, il Maestro di musica Fabio Marengo. Nomi e riti, molti dei quali spariti, che però la parola di Cervetti fa brillare di vita, come è giusto che sia, in questa notte miracolosa.

Perché Capossela non ha mai avuto paura della morte, della sua narrazione, ma, da etnomusicologo curioso e desideroso di condividere il frutto delle sue ricerche, ne ha sempre fatto materia del suo canto, e lo dimostra con una scaletta appositamente pensata per l'occasione, con canzoni che, nella prima parte, ripercorrono proprio l'immaginario riguardante la morte. Leggende nordiche narrano che, in certi periodi dell’anno, le anime dei morti tornano sulla terra per danzare una sorta di girotondo; la festa si apre quindi - in omaggio al Medioevo di Umberto Eco - con la Danza macabra, tratta dalla bellissima Dansa de la mort, presente nel Llibre Vermell, un manoscritto trecentesco conservato nel monastero di Montserrat, nota con il titolo di Ad mortem festinamus, dal primo verso del ritornello, ed eseguita in chiesa, di fronte all’altare, al di fuori dei riti liturgici. "Ci affrettiamo all’ora della morte!" dice il ritornello; e proprio Ad mortem festinamus è il titolo di questa serata unica, per le anime vive, che iniziano da subito a entrare nello spirito del momento, celebrando la vita, fintanto che ci è data, e la presenza degli assenti, stasera più vivi che mai.

Il cantautore, in stato di grazia, reduce dal monumentale concerto per i 25 anni di Canzoni a Manovella, introduce ogni brano con ricchezza di particolari, dalle iniziali Voodoo Mambo

e Il lamento dei mendicanti - dedicata alla "terribile distribuzione del cibo a Gaza" -, passando in rassegna, di macabro in grottesco, di romantico in filosofico, tutti i toni usati nelle sue canzoni, fino al brano meditativo Le Sirene, "tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti"

o alla nuovissima La morte non avrà dominio, tratta dal recente lavoro su Dylan Thomas.

Ma se deve essere vita, di noi vivi "del viver ch'è un correre alla morte", come scrisse Dante, allora ci deve essere spazio anche per quanto abbiamo vissuto, da celebrare cantandolo: ecco dunque la parte dedicata ad Alessandria, ai suoi cappelli - lode a Roberta Datola per quelli che cambia Capossela in due ore - alle sue biciclette, con il Decervellamento di Jarry, a Cervetti e al suo elenco di ricordi da salvare, a Il Gigante e il Mago, dedicata a Cervetti e a Christopher Wonder, protagonisti di Natale Fuori Orario di Gianfranco Firriolo; alla "ghenga" di Contrada Chiavicone - canzone che sta per compiere trent'anni... - e alla più recente, riassuntiva Il tempo dei regali. Tutta la band lo segue nel dispiegarsi variegato delle sonorità: la chitarra e le tastiere di Alessandro Stefana, ora acuminate, ora suadenti, le percussioni incisive di Piero Perelli, il ritmo morbido del contrabbasso di Andrea Lamacchia, il decisivo clarino basso e alto di Achille Succi, il valore aggiunto della voce e della viella del musicista viandante, saldatore di spazi, tempi e culture, Giovannangelo De Gennaro.

C'è spazio, nei bis, anche per un omaggio a Luigi Tenco, nato a pochi chilometri da qui, con una versione di Lontano Lontano, creata nel 2009 per una compilation voluta dal Club Tenco,

e per una Ovunque Proteggi, che sa di benedizione laica, ad accompagnarci nella notte alessandrina, in equilibrio tra passato e futuro, tra morte e vita, cullati da un pugno di splendide canzoni, e dalle emozioni di una serata irripetibile.


FOTO DI FRANCO VALSECCHI

SETLIST

Danza macabra

Voodoo Mambo

Dimmi Tiresia

Il lamento dei mendicanti (Matteo Salvatore)

Belle Dame sans merci

Con una rosa

Maraja

La marcia del camposanto

Il testamento del porco

Lo sposalizio di Maloservizio

Chiunque nasce a morte arriva (Michelangelo)

Le Sirene

Morte non avrà dominio (da Dylan Thomas)

Decervellamento

Am Vis (lettura di Marco Cervetti)

Il gigante e il mago

Contrada Chiavicone

Il tempo dei regali

BIS

Lontano lontano (L. Tenco)

Ovunque proteggi