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Vinicio Capossela Gratitudine e Grazia:Vinicio Capossela celebra i venticinque anni di Canzoni a Manovella con due eventi per l'anteprima del Barezzi Festival
"Dirigibili all'idrogeno
Nell'aria si involano
E le ballerine in fila
Danzano..." (Vinicio Capossela, Bardamu).
Venerdì 17 ottobre 2025, ore 17, Casa di riposo per Musicisti - Fondazione Giuseppe Verdi, Piazza Michelangelo, Milano.
All'ingresso della Casa, ci accoglie una persona speciale, che ricorda Giuseppe Verdi, ma soprattutto Antonio Barezzi, di Busseto, mecenate italiano, scopritore e sostenitore del talento del grande musicista, del quale fu per breve tempo anche suocero. E con Capossela sorridente, incuriosito, emozionato, entriamo nel grande salone, mescolandoci con gli ospiti della Casa, in attesa di una lezione del tutto speciale. È un mondo novecentesco, quello che si apre davanti a noi: non solo per gli strumenti che si concedono alla nostra vista, né per i cimeli che popolano il luogo, primo tra tutti la tomba di Verdi - morto nel 1901 - e della moglie Giuseppina Strepponi, ma soprattutto perché tutte le persone che risiedono nella Casa sono nate nel Novecento e l'hanno vissuto da protagonisti della musica. Ed è esattamente il mondo dipinto da Capossela in Canzoni a Manovella, uscito nel giugno del 2000, che dichiaratamente si colloca come una sintesi del Secolo Breve e di tutte le sue visioni poetiche e profetiche. Per questo, il Brefotrofio di Canzoni si raccoglie attorno a questo disco, di cui viene narrata la genesi, con il compositore e arrangiatore Tommaso Vittorini, che svela alcuni aneddoti e retroscena della creazione musicale del lavoro, tra idee partorite davanti al pianoforte, fiaschi e bottiglie vuote, dal cui suono emerge la canzone omonima, e l'uso degli archi a sottolineare il volo degli amanti di Chagall in Nella pioggia. C'è anche l'artista, illustratore e "disillusionista" Jacopo Leone, con cui il cantautore ebbe più di una "Colica dell'immaginazione", grafico di tutte le più belle copertine dei dischi di Capossela (cosa si pèrdono, quelli che ascoltano la sua musica solo liquida...!), che a Parigi recupera oggetti abbandonati e li riporta a nuova vita, come un pianoforte a rullo, con tanto di setlist scritta a mano su carta e incollata alla macchina. Prima però di questa "visita guidata tra le canzoni", si celebra un momento totalmente patafisico, per rendere omaggio ai veri ispiratori del disco, dedicato a Céline, che ha ispirato Bardamu, e Alfred Jarry, scrittore dell'Ubu Roi e inventore della scienza delle soluzioni immaginarie, la patafisica, in cui "l'unico sparo che contemplava era spararla grossa, sparare i motti che dissolvevano il potere". Nessuno più adatto di Giovanni Ricciardi, reggente Patastrofico, e Marco Maiocchi, fisico e patafisico, per insignire Capossela di un diploma patafisico, con la seguente motivazione: "Avendo patafisicamente considerato: che, nel mondo delle apparenze sonore, il primo segno certo fu un ronzio del frigo; che, in quell’ora indecisa — all’una e trentacinque circa — nacque il pittore Modì, detto anche «maudit», per quanto l’Esorcismo Tarantato abbia curato le asimmetrie del corpo attraverso valvole e tamburelli; Avendo ulteriormente considerato: che la protezione parte quasi sempre da magneti da cruscotto e che, in mare, ci salvino ancora Melville e Conrad e la sirena Pryntyl, tra bolle di circuiti idraulici; Avendo, infine, considerato: che le ballate di bestie mortali fanno ululare l’Uro primordiale, mentre le radiografie non mostrano più le estreme urgenze. Si nomina: VINICIO CAPOSSELA Camera Poetica di Attrito e Resistore di Sogni a Manovella; Spiracolo Lirico e Camino di Vapore Semantico dell’Autoclave di Estrazioni Patafisiche."
L'uditorio, reso ormai edotto dell'importanza insignificante della disciplina, applaude convintamente la consegna del diploma, mentre un Capossela lusingato e felice si presta alle foto rituali.