Tazenda

live report

Tazenda La storia infinita dei Tazenda arriva a Como

di Laura Bianchi

Concerto del 01/10/2026

#Tazenda#Italiana#Canzone d`autore

Solidarietà, musica, ricordi e amicizia, ingredienti fondamentali per un evento di successo. È quanto succede stasera, nello splendido Teatro Sociale di Como, che accoglie un'intervista - concerto di uno dei gruppi più influenti del folk italiano: i Tazenda. Organizzato dal Circolo Culturale Ricreativo SARDEGNA di Como APS, con fini benefici (tutto l'incasso è devoluto a una Casa Accoglienza per donne in difficoltà), per il quarantesimo anniversario di fondazione, la serata vede sul palco una stretta interazione tra Felice Liperi, giornalista e autore del volume da cui prende il titolo il concerto, Tazenda: s'istoria infinida - Visioni di stelle e di canzoni, e Gino Marielli, il membro fondatore, coadiuvato da Massimo Cossu, chitarrista, Massimiliano Ruio alle tastiere e Serena Carta Mantilla al canto, che ripercorrono la storia infinita, spaziando nei decenni, dalle esibizioni come Sole Nero, e poi Coro degli Angeli, alle prime collaborazioni con Gianni Morandi, che li volle con sé per quattro tour internazionali, attraverso un'evoluzione sia musicale sia linguistica, in un repertorio che comprende canzoni in lingua sarda e altre con strofe in italiano, come Domo mia, cantata in sardo con Eros Ramazzotti.

Liperi interviene prima di ogni canzone eseguita, sollecitando curiosità e aneddoti che abbracciano oltre quarant'anni di musica e incontri; i ricordi e le canzoni si susseguono con fluidità, e i visual proiettati sullo schermo, oltre ai filmati d'epoca, sottolineano le atmosfere intense ed emozionanti dei brani. Uno dei momenti più commoventi è quando, per introdurre Spunta la luna dal monte, ascoltiamo la voce di Bruna Bertoli, moglie di Pierangelo, che racconta il grande successo della loro apparizione sanremese. Scopriamo poi che l'incontro con Fabrizio De André all'Agnata ha fatto nascere la parte conclusiva di Pitzinnos in sa gherra, uno dei primi esempi di impegno nell'ambiente sanremese, con la filastrocca donata da Faber alla band, e che la visibilità del gruppo data dalla partecipazione a Sanremo con Bertoli è dovuta all'intraprendenza di Gigi Camedda, oggi assente, che fa giungere un saluto e un ricordo, raccontando che aveva indossato una maglia con la scritta ben visibile TAZENDA, in modo che tutti i telespettatori sapessero il nome del gruppo sul palco col cantautore emiliano.

La vocalità di Serena Carta Mantilla regge bene il confronto con l'inarrivabile voce del sempre compianto Andrea Parodi, scomparso troppo presto, lasciando un vuoto difficilmente colmabile, e si esprime con efficacia soprattutto quando interagisce con quella di Marielli, validissimo chitarrista, mentre Cossu esegue una toccante introduzione alla dolcissima No potho reposare, interpretata con trasporto da Mantilla.

Entusiasmo non solo tra le centinaia di sardi presenti in sala, ma in tutti gli spettatori, che partecipano ai cori, definitivamente affascinati dalle note del gruppo, e dalle atmosfere di Ichnusa, che ancor oggi ha una sua impronta peculiare, fatta di magia e armonia.