Ida Mae

Ida Mae

Milano / Serraglio


02/10/2019 - di Gianluca Crugnola
Il Serraglio (Raggruppamento rumoroso e indisciplinato di persone Cit.) presenta un ambiente carino e raccolto, mi allineo subito al clima cordiale che si respira  ordinando un’ottima birra chiara e prendendo posto nella sala del concerto, allestita per l’occasione con una serie di tavolini posizionati fronte palco, sistemazione che plasma l’atmosfera realizzando la situazione ideale per accogliere i suoni del Delta contenuti nell’esordio discografico del duo Blues-Rock inglese Ida Mae. La band che mi ha spinto verso il locale milanese è di passaggio questa sera per l’unica data italiana del Chasing Lights Tour.

Nell’attesa vengo stuzzicato dal Bluesman locale Diego “Deadman" Potron che intrattiene con la sua chitarra gli spettatori accorsi in comodo anticipo rispetto allo show degli headliner. Terminato il set di Potron il palco si fa più luminoso e dopo qualche minuto ecco apparire l’affascinante coppia di musicisti britannici che saluta e dal via al concerto aumentando l’intensità della serata. Dalle prime note si coglie la sintonia tra i due che sprigionano un incalzante sound animato da sentimenti Folk-Rock presenti nella loro nascente  carriera, confermando sensazioni e visioni percepite ascoltando il disco di studio.

L’influenza e l’ammirazione per i grandi artisti d’oltreoceano è papabile nel locale e si manifesta per tutta la durata dell’esibizione Ida Mae, live che tocca i momenti migliori di Chasing Lights; l’omonima canzone, la slow-ballad Sweet Abandon, If You Don’t Love Me che sancisce la chimica totale, vibrante tra il talento voce-chitarra di Chris Turpin e l’intimo rapporto con la compagna Stephanie Jean, poi ancora il singolo Reaching, Higher Than the Light e My Girl is a Heartbreak.

Il pathos trasporta i presenti, non molti a onore del vero, attraverso una piacevole performance; potente, sentimentale che da valore alla spiritualità della quale sono pregne le loro composizioni. 

Il breve ma intenso show si chiude con un solo bis, tanti saluti e le foto di rito durante il firma copie che mostrano il lato più pratico di ogni artista ma anche l’apprezzabile disponibilità che i giovani Chris e Stephanie dimostrano prestandosi  nel racconto di aneddoti e suggestioni  riguardanti il tour.

Torno a casa placidamente soddisfatto, ho assistito alla rappresentazione onesta e sincera di musica d’autore e intimità eterea.

Ida Mae Altri articoli