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Intervista Graziano Romani - Spirito libero
Graziano Romani

Graziano Romani

Spirito libero


30/01/2005 - di Christian Verzeletti
Il nuovo disco di Graziano Romani si intitola “Painting over rust”, ovvero “pitturare sulla ruggine”: noi siamo di nuovo andati ad intervistare Graziano per capire come sta sempre tirando a nuovo la sua musica e la sua carriera.

  
    Spirito libero
       Intervista a Graziano Romani

A cura di Domenico Maria Gurgone e Christian Verzeletti

Il nuovo disco di Graziano Romani si intitola “Painting over rust”,
ovvero “pitturare sulla ruggine”: noi siamo di nuovo andati ad intervistare
Graziano per capire come sta sempre tirando a nuovo la sua musica e la sua carriera.


Mescalina: Graziano, bello risentirti e bissare l’intervista a così poca distanza di tempo. Cosa è successo per riportarti “sulla strada” così in fretta?
Graziano Romani: È successo che nei mesi successivi all'uscita del mio disco "Up In Dreamland" ho sentito l'assoluta esigenza di scrivere subito nuove canzoni ... Era il novembre 2003, pensa che già a febbraio 2004 sono entrato in studio per registrare le "basic tracks" dei nuovi brani, e a luglio avevo già quasi mixato tutto il materiale del disco che sarebbe poi diventato "Painting Over Rust": è stata una vera e propria fase istintiva di creatività, e poi non volevo che quelle nuove canzoni rimanessero troppo tempo in attesa di pubblicazione e perdessero la loro freschezza ... Ormai è dal 2000, l'anno in cui ho fondato la mia etichetta indipendente, Freedom Rain, che mantengo il ritmo di un album ogni anno, più vari altri progetti paralleli, tipo tribute-albums e altro ...

Mescalina: Ti avevamo visto anche al concerto degli Wilco, che tra l’altro avevi aperto … personalmente credo siano una delle bands più aperte del panorama U.S.A. e vederti associato a loro ti fa giustamente onore, però d’altra parte provo anche un certo rammarico quando vedo il tuo nome accostato solo ad artisti di matrice rock americana …
Graziano Romani: È stato davvero un piacere ed un onore esibirmi prima dello show dei Wilco, anch'io li apprezzo per la loro originalità ... Per quanto riguarda il fatto che vengo accostato spesso ad artisti di matrice americana, beh anche questo per me è un onore, mi sento molto vicino a quella sensibilità, sin dagli inizi con la mia prima band, i Rocking Chairs ho sempre cercato ispirazione ed emozione dalla musica americana, mi è sempre piaciuta la musica soul e r&b, ma come cantautore mi sento aperto a tutti i generi musicali, certamente le mie origini sono facilmente riscontrabili ... Come dai miei inizi, cerco sempre di catturare una bella dose di anima in quello che faccio, di essere il più sincero possibile nelle cose che propongo. 

Mescalina: A ben vedere, ormai i tuoi dischi sono una combustione di parecchi aspetti del rock: oggi il tuo suono e la tua scrittura contengono molte più sfumature, anche di un certo rock progressive, che forse non sono mai state evidenziate …
Graziano Romani: Sì, anche un certo "progressive rock" fa parte delle mie influenze, sono un grande fan dei King Crimson, dei Gentle Giant, dei "nostri" PFM, Banco ed Orme. Forse uno dei miei brani nuovi che mostra più aspetti del prog è "From Our Hands", uno dei miei preferiti ed anche forse il preferito dal pubblico nei concerti del nuovo tour ... Oltre a sfoggiare un arpeggio di chitarra elettrica che può ricordare i primi Led Zeppelin, ha anche un testo molto narrativo e simbolico, filmico ... surreale a tratti. Senz'altro è uno dei miei brani più personali ed innovativi, rispetto a tutto il mio repertorio passato.  

Mescalina: Ti sappiamo un grande fan dei Genesis, anche se forse la gente che ti conosce più superficialmente è portata a collegarti maggiormente ad altri nomi del firmamento rock …
Graziano Romani: Certo, sono un grande fan della prima ora dei Genesis e Peter Gabriel, da ragazzino mi facevano sognare con le loro storie ed atmosfere incantate e a volte violentissime, alcune loro cose possono suonare oggi datate, io però trovo che la loro musica sia immortale, eterna ed irripetibile, proprio come quel periodo storico ... Credo che "The Lamb Lies Down On Broadway" sia il loro lavoro più importante e che per certi aspetti, li collegasse con l'ondata della musica punk prossima ad arrivare ... Era il lontano 1975, poi Gabriel se ne andò a sperimentare la sua genialità e gli altri Genesis pian piano diventarono una macchina da raffinate pop-hits. Nel mio album "Up In Dreamland" ho voluto includere una mia versione di una splendida e struggente ballata di Gabriel, "Mother Of Violence", dai contenuti purtroppo sempre molto attuali ...

Mescalina: Quel che è certo è che anche la tua voce oggi è molto più soul e credo che si senta in questo nuovo disco, in cui scrittura e canto si concentrano più sulle ballate …
Graziano Romani: Credo di essere molto maturato in termini di vocalità e tecnica, canto quello che sento e nel modo che voglio, cerco di essere il più naturale possibile nell'esprimermi, e le ballate certo aiutano ad esaltare le interpretazioni vocali ... All'inizio, con i Chairs ero un vero 'urlatore', poi piano piano ho iniziato a “trovare la mia vera voce” e la mia identità di artista e cantautore rock, esprimendo la mia vocalità in modo credo coinvolgente e personale.









Mescalina: Fra gli altri, mi ha colpito un pezzo come "Thirteen" che ho trovato piuttosto diverso da quello che hai scritto finora … è pur sempre un brano dalla forte carica ideale ma la prospettiva di un tredicenne che rivolge il proprio sguardo carico di domande ad un mondo che pecca di risposte mi sembra decisamente inconsueta all’interno della tua discografia, se non sbaglio?
Graziano Romani: È un argomento che mi ha interessato molto, quello di immaginare di vedere il mondo con gli occhi di un tredicenne, con tutti i conflitti, le paure e le contraddizioni, ma anche con tutti gli entusiasmi e i sogni ... Guarda, io non ho figli, ma ti posso dire che ho ricevuto apprezzamenti per questa canzone da parte di persone che vivono il talvolta davvero impegnativo ruolo del genitore, gente che mi ha fatto capire che le impressioni suscitate da quella mia canzone sono vere, reali ... Questo per me è davvero importante, dire delle cose semplici e vere con le mie canzoni.

Mescalina: Tu poi fai dischi in inglese, in italiano, tributi, duetti, dischi in beneficenza, inni per la tua squadra del cuore: insomma, oltre che molto attivo, ti muovi con la massima libertà…

Graziano Romani: Questa mia libertà si chiama essenzialmente "Freedom Rain", da quando produco io stesso i miei dischi ... Credimi. è una sensazione splendida di libertà artistica, e il bello è che sembra funzionare!

Mescalina: In questo senso trovo molto azzeccato il nome dei tuoi fans, “Spiriti liberi”, che si identifica molto con la natura della tua musica …
Graziano Romani: Esatto, mi sento io stesso uno Spirito Libero, forse il numero uno della lista. Quello degli "Spiriti Liberi" non è solo un fan-club come mille altri, è un modo di essere, di stare insieme, di sentirsi coinvolti ed entusiasmati dalla stessa passione ... È come quando in un gruppo di persone si percepisce di avere tutti bisogno dello stesso sogno, capisci? Con il mio pubblico, con i miei sostenitori, ho un rapporto fantastico, sono persone splendide e sensibili, mi danno davvero dei grandi stimoli per credere in questo lavoro, per continuare a fare musica.

Mescalina: Questa strada che, se vuoi è più indipendente che in passato, ti sta pagando, perché, al di là di una ritrovata fertilità che ti ha portato a pubblicare con costanza negli ultimi anni, mi sembra che ogni tua uscita rappresenti in pieno la fierezza e la fede che ci sono nella tua musica …
Graziano Romani: Mi fa piacere che questo traspaia dalla mia musica, io ci metto tutto me stesso, ci metto l'anima. E poi mi sento più o meno "forever young", per dirla alla maniera di Dylan, finchè avrò questa energia e questa curiosità e questi stimoli, non mi verrà certo in mente di mollare ... Sono venuto su così, quando una cosa mi appaga davvero, non sento la fatica e me ne frego delle difficoltà, e lo sai bene che questo è un mondo tutto in salita, specie se sei un tipo che non fa tante concessioni ...

Mescalina: È questa caparbietà che ti ha portato ad essere interista? Curioso come le due cose possano essere legate … ovviamente scherzo … però visti i risultati della tua squadra ci vogliono proprio molta pazienza e costanza, doti che a te non sembrano affatto mancare …
Graziano Romani: Giusto, il testo dell'inno dell'Inter che ho realizzato insieme ad Elio (ma senza le Storie Tese) parla proprio di questo, di "una continua sofferenza per arrivare alla vittoria, e poi non rompermi i coglioni ...", una partita di calcio è come un concerto rock, e non importa se giochi o se suoni o se stai nella mischia, la passione è e deve comunque essere la stessa per tutti, ed anche il sudore ...

Mescalina: C’è anche una tua canzone che è diventata la sigla di uno spot pubblicitario: come è successo?
Graziano Romani: La ballata "I Will Be There Tonight", che ho scritto per l'album "No Sad Goodbyes" dei miei Rocking Chairs nel 1989, usata per lo spot della Lines, in particolare per una linea di assorbenti intimi per ragazze in fiore ... Ovviamente non ho scritto quella canzone per quell'utilizzo, però devo dire che il risultato finale era buono, elegante: non l'ho deciso io di utilizzare il brano per quello scopo, ma il discografico che pubblicò i dischi dei Chairs all'epoca. Comunque sia, questa operazione non mi è dispiaciuta, e poi così svariati milioni di persone hanno potuto ascoltare la mia canzone, una chance comunque rispettabile di questi tempi. 

Mescalina: Eppure se tu lo senti, quello è un pezzo di Graziano Romani in tutto e per tutto … sai, la paranoia del vendersi, del vendere e dello svendere la propria musica …
Graziano Romani: Ripeto che non ho deciso io quell'operazione, ma chi detiene il publishing del mio materiale scritto per i Rocking Chairs, io non mi sono opposto, anzi credo che sia stato un progetto ok. Quella è una canzone d'amore, parla di come ci si sente quando si è in viaggio per ritornare dalla persona che si ama, per tornare a casa ... Non mi è sembrato poi così fuori luogo per quello spot, decisamente ben realizzato. Nessuno dei miei fan si è comunque risentito di questo, io spesso introduco il brano con una divertita ironia, prima di eseguirlo dal vivo nei recenti concerti, ed è sempre una canzone che mi emoziona tanto.

Mescalina: Curioso poi che quella canzone non compare su nessuno dei tuoi dischi, ma solo sul doppio antologico dei Rocking Chairs e sul “loro” “No sad goodbyes” …
Graziano Romani: Dici bene a dire "loro", nel senso che quei quattro dischi, ormai tutti da tempo fuori catalogo, avrebbero davvero bisogno di un "remastering" e di essere ristampati, c'è tanto materiale realizzato con grandissimi musicisti e produttori americani come Sonny Landreth, Willie Nile, Robert Gordon, Elliott Murphy, Chris Spedding, gli Uptown Horns ... Quei dischi rappresentano dieci anni di lavoro e di canzoni del sottoscritto, mi piacerebbe tanto che un giorno tornassero disponibili, magari rimasterizzati ed ampliati con versioni alternate e brani rari ... Quei quattro dischi rappresentano dieci anni della mia vita di artista, importantissimi per la mia formazione: purtroppo non dipende da me, ma dai discografici che ne detengono tuttora i diritti di pubblicazione.

Mescalina: Ho letto che avresti già in cantiere le fondamenta per un futuro disco in italiano. Sarà un seguito ideale dei precedenti “Graziano Romani” (1993) e “Storie dalla via Emilia” (2001) o hai in mente qualcosa di totalmente diverso?
Graziano Romani: Ho registrato materiale per un intero album in italiano, circa due anni fa: oltre alla mia band, alcune canzoni vedono la collaborazione di musicisti dei Modena City Ramblers ed altri ospiti, un brano intitolato "Guardando In Faccia Il Sole" dovrebbe vedere la collaborazione-duetto con i fratelli Marino e Sandro Severini, alias i Gang ... Questo ultimo mese però, ho ricominciato a scrivere altro materiale, e quindi i giochi si sono riaperti. Posso senz'altro confermarti che nel 2006 uscirà il mio nuovo disco in italiano, per ora non posso anticipare altro.

Mescalina: Trovo che il taglio molto rock del tuo appena citato esordio solista del 1993, e quello più cantautoriale di “Storie…”, condensino due delle sfaccettature più interessanti del tuo essere artista: da un lato il tuo essere un ottimo e credibile band leader – cosa che appare più che evidente a chi viene ai tuoi concerti – e, dall’altro, la tua collocazione all’interno di una ideale tradizione di cantautori italiani, collocazione forse poco evidente proprio a causa del tuo zigzagare fra un omaggio a De Gregori dei “Rimmel” e la riscoperta dello Springsteen più viscerale – quello anni Settanta/primi Ottanta – di “Frankie”, “Drive all Night” o “Point Blank”, solo per citare i primi titoli che mi vengono in mente.
Graziano Romani: Hai centrato perfettamente, ma ci saranno ulteriori sorprese, tanti altri colori da mettere sulla tavolozza ...

Mescalina: Parlaci della tua band, la Lost and Found Band. Vi siete formati come gruppo nel periodo in cui pubblicasti l’omonimo album di “recuperi” di lusso dal periodo Rocking Chairs salvo poi continuare con estrema professionalità e creare un amalgama di tutto rispetto, soprattutto sul palco. Saranno loro i musicisti coi quali porterai avanti il tuo prossimo progetto discografico?
Graziano Romani: Sì, saranno loro i musicisti del mio prossimo lavoro, sono davvero eccezionali ... La band ora è stata battezzata "Dreamland Band", e questo durerà almeno fino alla fine del "Painting Over Rust Tour", ovvero per tutto il 2005. E' chiaro che, come è già avvenuto spesso in passato, utilizzerò l'apporto di vari ospiti anche nel nuovo disco cantato in italiano. 

Mescalina: A quando?
Graziano Romani: Come faccio a darti una data di pubblicazione? In primavera tornerò senz'altro in studio a registrare i nuovi brani scritti recentemente, e magari a limare quelli già completati ... C'è anche in ballo una nuova collaborazione con il mio amico Elio, per un brano in italiano inedito scritto a quattro mani, vedremo...

Mescalina: Intanto ti ringraziamo e spero di rivederti presto, ovviamente sul palco.
Graziano Romani: Io ringrazio voi, ci vediamo senz'altro ad una delle date del "Painting Over Rust Tour", porta con te una maglietta di ricambio, ci sarà da sudare ... Adios, Graziano

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