The White Buffalo

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The White Buffalo The White Buffalo e la sua band stanno tornando in Italia: ecco l'intervista!

25/08/2025 di Laura Bianchi

#The White Buffalo#Rock Internazionale#Songwriting

Jake Smith e soci annunciano il loro ritorno con ben quattro concerti esclusivi per il prossimo settembre, e rispondono a qualche domanda in esclusiva per Mescalina. Ecco la chiacchierata!

Mescalina: La tua musica unisce folk, rock e country in uno stile narrativo. Come pensi che questo possa mescolarsi con l’approccio politicamente impegnato di Giorgio Canali? Ci sono piani per una performance dal vivo o una canzone insieme?

Jake Smith: Onestamente, ho iniziato da poco ad ascoltare la musica di Giorgio Canali, quindi sto ancora familiarizzando con il suo stile. Non parlo italiano, ma mi piacciono molto il suono e l’emozione che trasmette. Al momento non ci sono piani per una performance dal vivo o una canzone insieme, ma sono sicuramente entusiasta di incontrarlo e vedere cosa potrà succedere in futuro.

M.: Le tue canzoni affrontano spesso temi profondi come redenzione, conflitto interiore e perdita. Che tipo di connessione emotiva stai creando con il pubblico italiano?

J.S.: Penso che la connessione emotiva che sto costruendo con il pubblico italiano non riguardi solo l’essere italiani, ma l’essere umani. I temi di cui scrivo, come redenzione, conflitto interiore e perdita, sono esperienze che quasi tutti vivono, indipendentemente dalla cultura. La mia speranza è che le persone in Italia, come ovunque, possano riconoscersi in quelle emozioni e trovare qualcosa di significativo nella musica.

M.: La tua musica è stata utilizzata in serie TV come Sons of Anarchy. Saresti aperto a lavorare a progetti audiovisivi italiani?

J.S.: Assolutamente sì, sarei aperto a lavorare a progetti audiovisivi italiani. Non mi è ancora capitato di ricevere proposte del genere, ma sono sempre aperto a nuove opportunità ed esperienze.

M.: Tu e Canali condividete una sorta di iconoclastia musicale, sfidando convenzioni e aspettative. Cosa ti incuriosisce di più di lui come artista e performer?

J.S.: C’è sicuramente qualcosa di intrigante nel suo stile: un tocco indie, quasi un’atmosfera alla Serge Gainsbourg, parlata, sensuale, che arriva anche se non capisco i testi. È un onore incontrare qualcuno che è un’icona in Italia, e sono davvero entusiasta di scoprire di più su di lui, sia come artista, sia come performer.

M.: La tua scrittura sembra spesso raccontare storie di un’epoca passata: crude, oneste e senza tempo. Come ha influenzato il tuo percorso personale la voce e la prospettiva che porti oggi in The White Buffalo?

J.S.: Il mio percorso personale ha sicuramente plasmato la voce e la prospettiva che porto in The White Buffalo. È qualcosa che si evolve costantemente, proprio come la vita. Con il passare degli anni e delle esperienze, la mia scrittura cambia e cresce. Penso che più conosci, più ti rendi conto di quanto non conosci, e questo mantiene le cose interessanti. Per me la scrittura è una tavolozza infinita, e il mio viaggio, sia nei momenti alti, sia in quelli bassi, continua a influenzare le storie che racconto e il modo in cui le racconto.

M.: Adesso una domanda a tutta la band...Tra i soundcheck, l’adattamento a nuove attrezzature e l’occasionale “manopola misteriosa” su qualche backline straniera, come mantenete compatto il suono dal vivo e riuscite comunque a divertirvi, quando inevitabilmente in tour le cose si dovessero fare un po’ difficili? Qual è stato il momento più strano o indimenticabile che avete vissuto insieme in viaggio?

J.S.: Come band, siamo piuttosto abituati al fatto che le cose possano diventare difficili in tour, e abbiamo imparato semplicemente a prenderla come viene. Non viaggiamo sempre con la nostra crew o con i nostri tecnici del suono, quindi siamo diventati bravi ad adattarci e mantenere tutto saldo, qualunque cosa succeda. Onestamente, pensiamo che alcune band si farebbero prendere dal panico nelle situazioni in cui ci siamo trovati noi, ma siamo orgogliosi di superare qualsiasi ostacolo ci si presenti.