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Rock Contest Rock Contest 2025: interviste a Mad Medulla, Murr-ma, Sundog e Stillopia
Il Rock Contest, lo storico concorso organizzato da Controradio e dall’associazione Controradio Club (con il contributo e il patrocinio di Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, in collaborazione con Regione Toscana–Fondo Sociale Europeo Plus – Giovanisì) ha annunciato in questi giorni i 30 progetti musicali selezionati tra le oltre 600 iscrizioni ricevute per l’edizione 2025. Si tratta di un caleidoscopio sonoro che spazia dal dream-pop al garage, dall’elettronica alla psichedelia moderna, dall’alternative folk all’indie rock.
Questi i nomi dei progetti che hanno superato la prima fase del contest e che quindi proveranno ad aggiudicarsi uno dei prestigiosi premi messi in palio e avranno una preziosa opportunità di visibilità, suonando dal vivo davanti a un pubblico di appassionati e addetti ai lavori, per mostrare il valore della propria musica e ampliare la propria rete di contatti con discografici, tour manager, direttori artistici di etichette e festival nazionali:
1 44 9 8 da Torino
Acanto da Pistoia
Cosmedia da Benevento
Dreamlog da Firenze
Elemento Umano da Lamporecchio (Pistoia)
END/or/FINE da Emilia Romagna e Salento
Frank Dd & The Sisterz da Prato
Fry Days da Verona
LF_ladlefurnace da Piombino (Livorno)
Loosing Money da Udine
Lumen da Torino, Martina Franca e Milano
Mad Medulla da Trento
MAYFLOW dalle Marche
Murr-ma da Livorno e Bologna
Narcadian da Pennabilli (Rimini)
Prolex & Zac Blue da Lucca
Problemidifase da Verona e Bologna
RENTAL0012 da Trieste
RXNN da Napoli
SantaVittoria da Cuneo
Seneca Effect da Morbegno (Sondrio)
Selli da Torino
Stillopia da Genova
Succinto da Chioggia (Venezia)
Sundog da Cecina (Livorno)
superluna da Milano e Bari
The Orange Cave da Milano
uva da Massa-Carrara
Vicky LeRoy da Poggibonsi (Siena)
Zoe da Pontedera (Pisa)
È possibile scoprire qualcosa di più su questi gruppi sul sito ufficiale del contest, dove è possibile leggere le biografie di tutti i selezionati, guardarne le foto e soprattutto ascoltarne i brani: https://www.rockcontest.it/edizione-2025/
Tra pochi giorni, precisamente il 28 ottobre inizieranno le fasi di selezione che si terranno al Combo Social Club e al Glue Alternative Concept Space di Firenze, che ospiterà poi anche le semifinali. Ecco il calendario preciso delle esibizioni.
Fasi live:
Martedì 28 ottobre – Murr-Ma, Fry Days, Frank DD & The Sisterz, Santavittoria, RXNN, Prolex & Zac Blue @ Combo Social Club
Giovedì 30 ottobre – END/or/FINE, Narcadian, The Orange Cave, MAYFLOW, Elemento Umano, Acanto @ Combo Social Club
Giovedì 6 novembre – Selli, 1 44 98, RENTAL0012, Mad Medulla, DreamLog, Lf_ladlefurnace @ Combo Social Club
Giovedì 13 novembre – Lumen, Sundog, Stillopia, Succinto, Seneca Effect, Zoe @ Glue Alternative Concept Space
Giovedì 20 novembre – Superluna, Loosing Money, Cosmedia, Vicky LeRoy, uva, Problemidifase @ Glue Alternative Concept Space
Semifinali:
Venerdì 28 novembre – Glue Alternative Concept Space
Venerdì 5 dicembre – Glue Alternative Concept Space
Finale:
Domenica 14 dicembre – Tenax
La serata finale, inizialmente prevista per il 13 dicembre al Viper Theatre, a seguito dell’incendio che purtroppo ha colpito e gravemente danneggiato lo storico locale, si terrà invece il 14 dicembre il 14 dicembre al Tenax, proprio lì dove nel 1984 il Rock Contest era nato; un ritorno alle origini nel locale simbolo della cultura musicale fiorentina ed internazionale, dove il passato, ora, incontra la nuova generazione di artisti.
Abbiamo rivolto alcune domande a quattro dei selezionati di questa edizione di Rock Contest, concorso che, sotto la direzione artistica di Giuseppe Barone, offre un’occasione concreta e importante per il percorso artistico delle nuove proposte; da quasi 40 anni il contest, il più longevo d’Italia, pone l’attenzione sulla musica dal vivo, dà spazio alla sperimentazione, anticipando spesso i tempi e le tendenze, e costituisce un’opportunità unica per band e solisti italiani.
Ecco cosa ci hanno raccontato Mad Medulla (da Trento), Murr-ma (da Livorno/Bologna), Stillopia (da Genova) e Sundog (Cecina, Livorno): cerchiamo di conoscere meglio la loro musica e di approfondire la loro esperienza.
Mad Medulla
Bio
Da Trento, assieme dal 2016, ispirati dai classici dell’alternative rock e orientati verso le esperienze più innovative della psichedelia contemporanea. Il loro sound unisce spiritualità, energia e connessione con l’universo, suggerendo il raggiungimento di uno stato alterato di coscienza attraverso la musica.
La vostra musica fonde psichedelia all’alt-rock, chitarre elettriche e synth, in sonorità fascinose e liquide, eteree e insieme decise. Quali sono i vostri riferimenti musicali, a partire dai quali avete creato il vostro stile?
Abbiamo iniziato quasi 10 anni fa come cover band, suonando in un primo momento tutti i brani che potessero incontrare il nostro gusto, che è molto diversificato ed eterogeneo all’interno del gruppo. Abbiamo quindi sperimentato le sonorità di Arctic Monkeys, Strokes, Beatles, Oasis, MGMT, Franz Ferdinand, ecc.
Solo in seguito, a partire dal periodo Covid, abbiamo iniziato ad avvicinarci sempre più ai Tame Impala ed in generale al rock australiano, inserendo elementi di synth e atmosfere più spaziali.
Il nostro sound fonde tutti questi elementi sonori e cerca di rendersi originale e vero.
In che senso pensate, come si legge nella vostra bio, di unire nelle vostre canzoni spiritualità, energia e connessione con l’universo?
Crediamo molto nelle energie della Natura, nella quale passiamo moltissimo tempo facendo sport. Questo stile di vita “outdoor” ci porta a vivere stati di mente libera e creativa, che cerchiamo di portare nella nostra musica.
Come mai avete scelto come nome Mad Medulla?
La medulla è una parte del cervello, deputata al controllo e alla regolazione di funzioni vitali involontarie come respirazione, battito cardiaco e pressione sanguigna.
I nostri concerti sono spesso pura energia e caos, per questo l’accostamento delle parole “Mad” e “Medulla”, come se la musica potesse influenzare e interagire con tali funzioni vitali.
Com’è fare musica oggi, partendo da Trento?
Fortunatamente abbiamo una bellissima fan base che ci segue e supporta con grande entusiasmo. Troviamo però sia molto difficile far arrivare il nostro messaggio e la nostra musica ad un pubblico sconosciuto, anche attraverso i social che purtroppo possono risultare un po’ “freddi” ed impersonali. Certamente le difficoltà nel fare musica con una band emergente sono molteplici, a cominciare dall’aspetto economico. Crediamo però che con dedizione, ed una piccola dose di fortuna, si possano superare molti ostacoli!
Progetti per il futuro?
Abbiamo appena fatto un mini-tour in Portogallo, che per quanto ci riguarda è stato un successo. A brevissimo registreremo il nostro secondo album, con l’idea di promuoverlo e lanciarlo nel corso del prossimo anno (possibilmente mediante il supporto di una etichetta, anche se di non facile reperimento al giorno d’oggi).
Murr-ma
Bio
Chiara Petrucci, cantautrice livornese, si dedica alla musica sin dall'infanzia. Trasferita a Bologna ha continuato a scrivere e si è esibita in locali, sviluppando un interesse per il rock e l'elettronica. Già parte di svariati progetti (La Fame, Mirami), attualmente, Murr-ma sta ultimando il suo primo disco solista, frutto della collaborazione con il produttore e tastierista Fabrizio Pagni (Zen Circus) esplorando sonorità che uniscono suggestioni folk ad avvolgenti tappeti tra rock atmosferico ed elettronica.
La musica è entrata nella tua vita fin dall’infanzia: come è successo e quando hai capito quanto contasse per te scrivere e canzoni?
Quando avevo otto anni, alle elementari, il mio maestro di musica (Marco Lenzi, un insegnante e un compositore meraviglioso), ci fece scrivere delle canzoni che poi arrangiò e ci fece incidere in un vero studio di registrazione.
Quel primo approccio con la scrittura mi folgorò. Ovviamente era un testo semplice da bambina di otto anni, ma che non si sa come divenne molto popolare nella mia scuola, nonché in una scuola gemellata in Inghilterra, dove addirittura il brano venne inciso dagli alunni in inglese (!!!). Al di là di questi buffi risvolti, da quel momento ho continuato a scrivere canzoni e non mi sono più fermata; avevo capito che era un modo per me efficace di esprimermi e di stare bene.
Come è nata l’esigenza di dedicarti a un progetto solista?
A un certo punto mi sono ritrovata con questo mucchietto di canzoni, scritte nell'arco di 12 anni e nello spazio di varie città: prima Livorno, poi Bologna, poi Granada in Spagna. Erano testi per cui in gran parte avevo già scritto la musica aiutandomi con la chitarra e ho sentito che era arrivato il momento di fare una prima cernita e dar loro un vestito e una possibilità :)
Come mai hai scelto il moniker Murr-ma?
Da traduttrice sono molto affascinata dalle parole intraducibili. Anni fa, durante i miei studi, ho incontrato questa parola della lingua Wagiman, una lingua aborigena australiana quasi estinta. Murr-ma significa letteralmente "camminare nell'acqua cercando qualcosa con i piedi". Che un popolo avesse nel proprio linguaggio una parola per esprimere questo preciso concetto mi affascinò moltissimo! Questa parola mi è rimasta in testa per molto tempo, trovo che evochi mistero, ma anche curiosità e gioco, tutte cose in cui mi rivedo se penso al mio approccio alla musica.
La tua musica avvolge in sonorità atmosferiche e ammalianti, tra folk impalpabile e dal sapore dolceamaro, rock ed elettronica, un cantato luminoso e suadente e suoni talora dalle venature più oscure: quali sono gli artisti/le artiste che pensi che ti abbiano influenzato maggiormente?
Questa è una domanda difficile! Però sparo dei nomi: Martina Topley Bird, Bat for Lashes, Windhand, St. Vincent, Sharon van Etten.
Come hai conosciuto Fabrizio Pagni, con cui stai collaborando per il tuo primo disco solista?
Abitavamo entrambi a Livorno, avevamo moltissimi amici in comune e frequentavamo gli stessi locali; io conoscevo il suo lavoro sia come tastierista degli Zen Circus e soprattutto come produttore. C'era una stima artistica, ma anche personale e onestamente, con il suo gusto e il suo talento, sapevo che i miei brani sarebbero stati in ottime mani e che avremmo lavorato bene insieme. Sono molto felice di questa collaborazione!
Stillopia
Bio
I cinque componenti, appena diciannovenni, provenienti da Genova, uniscono sonorità alternative, vibrazioni elettroniche e una vena nostalgica che guarda al futuro. Tra chitarre distorte, synth eterei e ritmi dinamici, la band costruisce un avvolgente paesaggio sonoro in cui convivono energia e introspezione. La parola “Stillopia” indica una condizione esistenziale in cui il soggetto si percepisce costantemente osservato, riflesso o sorvegliato, in un equilibrio tra immobilità e consapevolezza dello sguardo altrui, metafora di un controllo onnipresente e impersonale a cui ogni individuo è sottoposto.
Tra i ragazzi della vostra generazione com’è percepita la scelta di dedicarsi alla musica? Quanto notate che sia frequente?
Sicuramente, rispetto alle generazioni precedenti, oggi la musica è molto più accessibile. Non è più raro, infatti, avere nel proprio gruppo di amici qualcuno che porta avanti un progetto musicale. Tuttavia, notiamo che questo fenomeno riguarda soprattutto l’ambito rap/trap, molto più diffuso tra i nostri coetanei. Il nostro genere rimane ancora piuttosto di nicchia, e proprio per questo il nostro sogno è costruire una comunità di ragazzi e ragazze della nostra età “rieducati” a sonorità e immaginari che si discostino dalle logiche del mercato musicale dominante.
Le vostre sonorità sono ora oniriche e sperimentali, ora più corpose e alternative rock, tra assoli distorti, synth evanescenti, cambi di ritmo e riff coinvolgenti: che musica ascoltate e pensiate possa avervi influenzati nel creare i vostri arrangiamenti o nello scrivere i testi? Avete gli stessi gusti, o ascolti e passioni musicali differenti?
Proveniamo tutti e cinque da background musicali piuttosto diversi. È proprio questa eterogeneità che, secondo noi, rende il nostro stile molto fluido e difficilmente etichettabile. Pensiamo che questa varietà si rifletta chiaramente nei nostri brani, che risultano spesso molto diversi tra loro. È innegabile che ci siano richiami all’alternative rock di fine anni ’90 e inizio 2000, che può essere considerato il nostro punto di partenza. Tuttavia, non vogliamo limitarci a riproporlo: siamo sempre alla ricerca di un suono che sia riconoscibile, personale, autentico. Siamo consapevoli che l’arte sia fatta di continue contaminazioni, spesso inconsce, ma cerchiamo comunque di dare forma a qualcosa che ci rappresenti davvero.
Il vostro moniker allude al controllo a cui ogni individuo appare sottoposto: a che forme di “sorveglianza” pensate nello specifico?
Lo sguardo che osserva, e sorveglia, per noi assume molteplici significati. L’idea è nata riflettendo sul fatto che, in una situazione come quella del palco, l’artista crede di esercitare un controllo sul pubblico attraverso il proprio sguardo, ma in realtà avviene l’opposto. Si crea una dinamica quasi panottica, in cui sei consapevole di essere osservato, esposto, vulnerabile, ma senza sapere esattamente da chi. In questo contesto, la musica diventa uno spazio di rifugio: una bolla in cui sia chi suona sia chi ascolta può nascondersi, almeno temporaneamente, da questa logica di sorveglianza che sentiamo molto presente nella società attraverso i social media in particolare.
Di chi vi piacerebbe aprire un concerto in futuro?
Seguiamo con interesse diversi progetti emergenti italiani, come Post Nebbia e Delicatoni, e siamo grandi ascoltatori di colossi dell’alternative rock come i Verdena. A livello internazionale, i nostri gusti si diversificano parecchio, anche perché molte delle band che ci hanno influenzato si sono ormai sciolte. Ma se dovessimo sognare in grande, aprire un concerto dei Radiohead sarebbe per noi un’esperienza quasi irreale.
Dove vi riunite per provare le vostre canzoni?
Per provare, scrivere e registrare ci ritroviamo nel garage di famiglia di uno di noi, che ormai è diventato il crocevia di persone creative che invitiamo per collaborare. Così il quartiere viene spesso inondato dalla nostra musica – cosa che ci ha procurato sia lamentele da parte di alcuni vicini, sia complimenti da chi apprezza che un gruppo di ragazzi si impegni con tanta costanza nella musica. Una volta l’anno, inoltre, ci ritiriamo in una casa di campagna molto isolata, dove ci dedichiamo alla scrittura, lasciandoci ispirare dal silenzio, dalla natura e dalla possibilità di fare tutto il rumore che vogliamo.
Sundog
Bio
Nato come progetto solista di Davide Crescenzi che nel 2019 autoproduce e pubblica gratuitamente diverse uscite. Nel 2022 si consolida l'attuale formazione della band impegnata in una buona attività live anche come opening act di svariati artisti di fama nazionale. Nel 2024 viene pubblicato e stampato il primo album da vera e propria band Surprise! The best of Sundog che si muove tra i territori del post-punk e dell’alternative folk in inglese. I cinque, provenienti da Cecina, sono attualmente impegnati nelle date promozionali del debutto e nella scrittura del secondo lavoro.
Vi muovete tra post-punk e alternative folk, con ritmi energici e pulsanti, oppure più carezzevoli e agrodolci, quasi brainwilsoniani: quali ascolti vi hanno maggiormente influenzato nell’elaborazione del vostro stile?
Abbiamo avuto tutti un'adolescenza più o meno metallara, ma è l'approccio lo-fi e Diy nato tra gli '80 e '90 ad averci influenzato maggiormente nelle nostre composizioni.
Primi su tutti gli Sparklehorse di Mark Linkous, i migliori secondo noi ad accostare dolcezza con ruvidezza in ogni cd.
Poi Daniel Johnston, Grandaddy, Silver Jews, Songs: Ohia, il grunge, il post-rock... Riassumendo, è stato un certo tipo di sound nato nei ‘90 a darci forma. Ovviamente apprezziamo molto l'accostamento a Brian Wilson.
Come mai avete scelto il nome Sundog?
Dopo averlo sentito casualmente in una serie tv anni fa, il nostro cantante si incuriosì su quale fosse il suo significato. Ci è piaciuta l'idea che fosse un fenomeno atmosferico (parelio, in italiano) in cui entrano in gioco la luce solare e il freddo, come cerchiamo di fare anche musicalmente.
Poi adoriamo i cani e adoriamo Moondog.
Avete aperto i concerti di vari artisti di fama nazionale: quali sono le esperienze che ricordate con maggiore piacere e perché?
Direi tutte. Però se dobbiamo scegliere è stata la serata con i Diaframma e Garbo.
Principalmente perché Garbo ed Eugene son state forse le persone più gentili e disponibili con cui abbiamo avuto a che fare in un contesto simile; poi i Diaframma spaccarono ed è buffo ricordarsi che Federico Fiumani invitò, un po' per sfida forse, a cantare un suo pezzo il nostro cantante, che però non ricordandosi le parole declinò imbarazzato (oggi se ne pente).
Di chi vi piacerebbe essere opening act ora?
Aprire una data italiana per i Fontaines D.C. non sarebbe male.
State lavorando al vostro secondo album: prevedete già evoluzioni nel vostro sound?
Direi di sì.
Abbiamo per i nuovi brani una tematica di fondo, che, guidandoci nelle liriche, sta influenzando anche la musica. Vedremo...
Nella giuria del Rock Contest ci saranno realtà discografiche tra le più affermate e interessanti del panorama italiano: 42 Records, Woodworm Label, Carosello Records, La Tempesta Dischi, Dischi Sotterranei, Audioglobe, Picicca, Black Candy Produzioni, Dischi Uappissimi, Spinnit, Notturno Dischi, Quindi Records, Santa Valvola Records, così come le agenzie di booking Locusta, All Things Live, Panico Concerti, Annibale e RC Waves.
Sempre tra le file dei giurati tornerà uno storico protagonista del Rock Contest, Piero Pelù, che si unisce a un team formato da quattro tra le più interessanti giovani proposte della musica italiana di oggi, Whitemary, Coca Puma, Lamante ed Emma Nolde.
Nella valutazione dei progetti in gara saranno coinvolte anche le direzioni artistiche di alcuni dei più importanti festival italiani (La Prima Estate, RiveRock, Artico Festival, LARS Rock Fest, OffTune Festival, WØM Fest, Fans Out Festival, LET’S Festival, Santa Valvola Fest) con una collaborazione iniziata nel 2022 e che continua anche quest’anno, con lo scopo di offrire ai 30 selezionati l'opportunità di essere inclusi nelle varie line up delle manifestazioni associate.
La lista completa dei nomi dei giurati dell'edizione 2025 verrà poi ufficializzata durante lo svolgimento del concorso.
Non mancheranno nemmeno ospiti live: alla finale del concorso si esibirà Il Mago del Gelato, apprezzato progetto milanese che fonde afrobeat, jazz e funk con una leggerezza contagiosa e che presenterà il suo primo disco Chi è Nicola Felpieri?.
Il premio per il primo classificato a Rock Contest 2025 ammonta a 3.000 euro, mentre il secondo classificato avrà a disposizione cinque giornate di registrazione al Sam Recording Studio, uno degli studi più prestigiosi e qualificati in Italia.
A questi si aggiungono altri importanti premi: al brano che meglio riuscirà ad esprimere la condizione giovanile contemporanea andrà il Premio Fondo Sociale Europeo/Giovanisì – 9^ edizione, riconoscimento istituito nell’ambito della campagna di informazione sugli interventi del Fondo Sociale Europeo Plus dedicati ai giovani e sulle altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani. Il premio, per un valore di 2.000 euro, consiste nella produzione, con la consulenza da parte di un produttore artistico, e nella registrazione di due brani in uno studio professionale.
Il Premio Enrico Greppi “Erriquez” – 5^ edizione, indetto dalla Regione Toscana con il Fondo Sociale Europeo Plus e dedicato alla memoria del leader della Bandabardò, premierà invece il testo che si distinguerà maggiormente per la positività dei valori e dell’impegno sociale in continuità con la produzione artistica e la carica umana trasmessa da Erriquez durante tutta la sua vita. Anche questo premio ha un valore di 2.000 euro e consiste nello specifico in tre giornate di studio di registrazione professionale o, in alternativa, nella produzione di un videoclip musicale.
Il Premio Best Live Experience, Arte Residente (azienda che trasforma teatri e cinema in disuso in spazi per residenze artistiche, specialmente nel settore musicale) offre tre giorni di residenza artistica presso il Teatro Marchionneschi di Guardistallo (PI) per preparare il proprio concerto in uno spazio tecnologicamente all'avanguardia (ne hanno usufruito, fra i tanti Andrea Appino, Gianni Maroccolo, Edda, ecc.), con la supervisione di Antonio Aiazzi (Litfiba).
Infine, in collaborazione con la testata Il Popolo del Blues, la migliore canzone in italiano si aggiudicherà lo speciale Premio Ernesto De Pascale, dedicato alla memoria del conduttore radiofonico (RAI Stereonotte, Controradio), giornalista, musicista e storico presidente di giuria del Rock Contest. In palio, la registrazione professionale del brano premiato presso il Sam Recording Studio.
Anche quest’anno l’immagine ufficiale del Rock Contest è firmata da Alessandro Baronciani, che continua così una collaborazione nata nel 2015.
Tutte le informazioni utili sono online sul sito http://www.rockcontest.it .
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Si ringrazia l’ufficio stampa GDG PRESS https://www.gdgpress.com/