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Intervista Tetes De Bois -
Tetes De Bois

Tetes De Bois


23/01/2003 - di Christian Verzeletti
I Têtes de Bois devono essere, tra gli artisti intervistati finora da Mescalina, quelli che hanno venduto di più … eppure il loro "Ferrè, l'amore e la rivolta" è tuttaltro che un disco di canzonette, anzi, è la musica che si avvicina alla poesia e viceversa, "la parola fatta respiro e incendio", come ci ha raccontato Andrea Satta, voce e leader del gruppo.

  
    Interviste:


                  
Têtes de Bois

                              ______ Andrea Satta

I Têtes de Bois devono essere, tra gli artisti intervistati finora da Mescalina, quelli che
hanno venduto di più … eppure il loro "Ferrè, l'amore e la rivolta" è tuttaltro che un disco
di canzonette, anzi, è la musica che si avvicina alla poesia e viceversa, "la parola fatta
respiro e incendio", come ci ha raccontato Andrea Satta, voce e leader del gruppo.


Mescalina: mi sento quasi in soggezione ad intervistare un gruppo che ha venduto oltre undicimila copie! Scherzi a parte, che effetto vi fa aver avuto un riscontro del genere?
Andrea Satta: Emozione… pensando che abbiamo fatto di tutto per complicarci la vita…

Mescalina: Come è nata la collaborazione con "Il Manifesto"?
Andrea Satta: La discografia è morta come tutti dicono, e la musica si vendeva come saponette gìà all'epoca di Ferré figuriamoci… solo i discografici sono vivi…ma sarà vero? Allora il Manifesto…abbiamo fatto il disco che ci pareva, che volevamo e costa 8 euro, qualunque ragazzo lo può comprare…

Mescalina: Al di là delle copie vendute, poi credo sia più importante la soddisfazione che deriva dall'attenzione che si è creata attorno a voi. Siete stati anche premiati al Tenco: come è stato suonare di fronte a quella platea e in mezzo a tanti nomi affermati?
Andrea Satta: Eravamo tra Arto Lindsay e Jannacci era un po' come giocare a calcio tra Maradona e Pelè…

Mescalina: Avete suonato con Daniele Silvestri?
Andrea Satta: Si…un caro amico, un artista sensibilissimo, un compagno di viaggio…

Mescalina: Visto che suona anche sul vostro disco, come vi siete incontrati?
Andrea Satta: Qualche anno fa gli mandammo alcune nostre canzoni e lui ci telefonò, una cosa semplice, vera, lui è così…

Mescalina: E invece Nada? E Francesco Di Giacomo?
Andrea Satta: Nada è una bambina punk, una poetessa sguaiata, una dolcissima luna scabrosa, venne a trovarci nel nostro Festival di arte su strada che si chiama "Stradarolo", da allora non l'abbiamo più lasciata in pace. Francesco è la mia pancia, il tempo del rock che non muore, la voce della musica che non va in televisione, il colore delle note, il mio fratello ciccione.

Mescalina: Francamente io sono tra quelli che vi hanno conosciuto da poco, ascoltando "Ferrè, l'amore e la rivolta", ma devo dire che guardando a quanto avete fatto finora la scelta di un disco dedicato a Leo Ferrè mi sembra una conseguenza logica. Come ci siete arrivati?
Andrea
Satta: Amori inconfessabili…


Mescalina: Avete avuto il consenso dei familiari di Leo?
Andrea Satta: È stata la condizione per fare questo disco, voglio dire che solo con la loro passione avremmo fatto un lavoro così, e poi ci adorano e questo ci fa volare…

Mescalina: Personalmente trovo che Ferrè abbia avuto una notevole influenza anche sulla canzone italiana, ma questo viene sottolineato raramente in Italia, anzi, Ferrè rimane tuttora un autore troppo trascurato rispetto al suo valore. Anche questo vi ha spinto a recuperare le sue canzoni?
Andrea Satta: Che dire …Ferré è un genio … c'è una canzone dedicata all'organo genitale femminile … che chiameremo per semplificare "fica", una poesia infinita …la parola fatta respiro … e incendio…

Mescalina: Una delle cose che più mi ha colpito del disco è stato il peso che riuscite a dare agli arrangiamenti e, soprattutto, alla parola. Quanto c'avete lavorato?
Andrea Satta: Tanto…tanto…io amo "Gli stranieri", mi accompagna da sempre, per questo non l'ho voluta tradurre…la conosco così, con quei suoni…





Mescalina: Spesso si discute della compatibilità e dell'incompatibilità tra poesia e musica, invece mi sembra che voi abbiate superato senza apparenti difficoltà questo problema. Avete fatto studi particolari di musica, poesia, dizione o teatro?
Andrea Satta: Si …si…ma quello che esiste è difficile da spiegare…il palco è la solitudine in mezzo alla folla …

Mescalina: Scusa, ma io non riesco che a continuare a chiedere spiegazioni … mi sento un po' come un bambino, ignorante e curioso … quanta differenza c'è, se c'è, tra questo disco con canzoni di Ferrè e i vostri primi due cd?
Andrea
Satta: Questo è più bello e più nostro.

Mescalina: Ho visto che nei dischi precedenti già vi eravate occupati di Brassens e di Ferrè, brani che poi avete ripreso per questo disco come pure "St. German de Pres". Quest'ultima in particolare dà proprio l'idea di un filo rosso che da Apollinaire, Verlaine e tutti i poeti francesi, passa per Racine, Ferrè e arriva fino a voi. Questo interesse e questo spleen sono comuni a tutti i componenti dei Tetes de Bois?
Andrea Satta: No! Solo io ci capisco qualcosa, gli altri sono analfabeti!

Mescalina: E come convivete? Ti ubbidiscono ciecamente?… comunque, nel vostro cammino mi sembra che ci siano degli aspetti da sottolineare che vanno al di là della musica. Siete anche molto impegnati a livello artistico come promotori e organizzatori di festival e di iniziative culturali a livello europeo, no?
Andrea Satta: E' un processo complesso …è chiaro che la musica non finisce con le note …i racconti con le parole…il cinema con le immagini… si entra e si esce da tutto il linguaggio, è spesso sensibilità per gli artisti come per il pubblico che è artista lui stesso… senza saperlo… senza volerlo…

Mescalina: È vero che avete cominciato adattando un vecchio furgoncino a palco ambulante?
Andrea Satta: Si…e lotta e vive con noi!

Mescalina: Una delle vostre caratteristiche mi sembra sia stato proprio questo essere itineranti e creativi: penso ai concerti muti nella vasca delle otarie, a quelli in bicicletta o nelle stazioni dei metrò o lungo i tracciati della ferrovia. Si può dire che avete creato e vi siete creati degli spazi per la musica.
Andrea Satta: Si può dire…ma spesso questo è rimasto nell'underground…ci prendiamo il lusso di inventare e trasformare …

Mescalina: Avete un legame molto forte anche col teatro, no?
Andrea Satta: E' uno spazio che ci accoglie, che ha regole severe e non perdona un dito alzato fuori posto perché le regole della "scena" sono certe… intanto… per il pubblico… per nuotare bene si deve conoscere anche un po' il fondale…

Mescalina: Si potrebbe pensare che questo impegno vi distolga dalla musica, invece sembra che sia piuttosto un terreno da cui attingete. Mi viene il sospetto che da questo tipo di esperienze abbiate appreso l'arte della collaborazione che avete ben applicato anche in "Ferrè, l'amore e la rivolta".
Andrea Satta: La gelosia delle idee non aiuta…noi respiriamo forte …respiriamo piano …respiriamo sempre…e raccontiamo…

Mescalina: Basso, batteria, chitarra, pianoforte e tromba: avete un suono che attinge tanto alla canzone d'autore quanto al jazz. Come definireste la vostra musica?
Andrea Satta: Boh…

Mescalina: …e avreste mai pensato di essere censurati … come è successo a Blue Sat?
Andrea Satta: Si…e ci dispiace…solo… non ci siamo arresi…

Mescalina: Paradossalmente questo può essere anche un ulteriore segnale dell'importanza della parola e della musica, vostra e di Ferrè. Anche se rimane l'amarezza di fronte a certi atteggiamenti retrogradi.
Andrea Satta: E' solo una cosa stupida…

Mescalina: Poco tempo fa, vi ho visto sul palco del M.E.I. e, pur facendomi una buona impressione, ho pensato che avete bisogno di spazi più attenti e raccolti per la vostra musica.
Andrea Satta: Beh sicuramente hai ragione …o sfidi un luogo e vai contro… sorprendi …racconti o catturi, perché c'è un pubblico che lo desidera …ma la corsa per la corsa non la vince nessuno …

Mescalina: Come sta andando il disco in Francia?
Andrea Satta: In treno perché non è ancora arrivato a Parigi…sta per..

Mescalina: …uscire? Avete già in mente il prossimo disco?
Andrea Satta: Si! Sinceramente non vedo l'ora che esca perchè ci sono cose la dentro che mi piacciono molto…

Mescalina: E altre iniziative?
Andrea Satta: Stradarolo 2003 …si chiamerà…Passi…20 chilometri di filo di nylon teso come una filovia e 20 mila scarpe usate appese per i lacci… provenienti da tutto il mondo … interessa l'articolo?

Mescalina: Il nylon o le scarpe? Speriamo che venda come il disco. Intanto non posso che augurarvi una buona continuazione.
Andrea Satta: In periferia…

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